Cloni ed arti per MySpace, che (insieme a Google) se la ride
Sono sempre piu' i progetti per creare "add-ons" e "plug-ins", "arti", da aggiungere a MySpace: lettori video, player di musica, avatar, widgets di vari tipi, icone meteo ecc... insomma idee che sperano di monetizzare sulla popolarita' di MySpace.
L'ultimo prodotto in questa lunga serie si chiama iBloks, un'applicazione online che permette di mixare file audio con immagini, creando un video da poi integrare su siti/blog, un esempio a caso, in una pagina MySpace. In precedenza iBloks offriva uno strumento simile, ma attraverso un programma da downloadare ed installare. Un'applicazione in rete con risultato finale da integrare su MySpace, da un punto di vista di usabilita', e' sicuramente un passo in avanti.
In termini monetari non saprei: sicuramente ci guadagna MySpace, in quanto tutte queste offerte creano opportunita' d'uso e personalizzazione che mantengono gli utenti online (ovviamente il valore di MySpace e' nel contesto dell'industrie creative/artistiche quindi e' li' che andrebbe misurato di fatto un eventuale impatto), da capire come monetizzare l'attenzione creata per calcolare un eventuale "profitto" che giungerebbe ai produttori degli "arti". Le social network creano traffico, e quindi visibilita', come convertire questa visibilita' e' tutta un'altra storia pero' (basta pensare ad esempio anche in termini di rapporti tra visibilita' - click - conversione in transazione commerciale e al fatto che non esistono ancora opinioni concordate su come modellare, facilitare e misurare l'impatto).
Dagli arti ai cloni: MyWorld, e' un nuovo concept appena lanciato da eBay ed integrato nelle sue piattaforme. In pratica, un profilo utente, su cui aggiungere foto, bio, punteggio venditore, oggetti venduti/negozi gestiti, aste a cui si partecipa e mantenere un blog. Per fortuna ci saranno template limitati quindi pagine orrende che si trovano in MySpace saranno evitate. MyWorld, e' pero' un altro passo importante, che fa seguito al lancio wiki di qualche settimana fa, per eBay nel tentativo di creare una vera e propria community.
Il sito d'aste e da diverso tempo ormai in fase di stallo (nell'ultimo semestre ha segnalato le peggior perdite degli ultimi sei anni e il tasso di conversione tra oggetti messi all'asta/venduti non e' mai stato cosi' basso), dovuto soprattutto che il business model di eBay non sfrutta appieno economie di rete, e' una community illogica: il suo profitto proviene da piccole percentuali sulle transazioni ed entrate da negozianti medi/grandi, quindi da scambi che non sono dati, ne tantomeno sono esponenziali, dall'essere in una rete, ma generati da transazioni ad hoc tra individui e/o gruppi. Google, ad esempio, non ha bisogno di aggiungere tariffe per far permetter l'uso dei suoi servizi, genera un profitto dall'utlizzo stesso; l'integrazione tra i diversi servizi Google crea effetti di scala innovativi e di rete: piu' persone sono in rete e maggiore e' il loro profitto (in modo esponenziale): e' la semplice presenza, nel tempo, sulla rete ad essere centrale al suo Business Innovation Model.
L'ultimo prodotto in questa lunga serie si chiama iBloks, un'applicazione online che permette di mixare file audio con immagini, creando un video da poi integrare su siti/blog, un esempio a caso, in una pagina MySpace. In precedenza iBloks offriva uno strumento simile, ma attraverso un programma da downloadare ed installare. Un'applicazione in rete con risultato finale da integrare su MySpace, da un punto di vista di usabilita', e' sicuramente un passo in avanti.
In termini monetari non saprei: sicuramente ci guadagna MySpace, in quanto tutte queste offerte creano opportunita' d'uso e personalizzazione che mantengono gli utenti online (ovviamente il valore di MySpace e' nel contesto dell'industrie creative/artistiche quindi e' li' che andrebbe misurato di fatto un eventuale impatto), da capire come monetizzare l'attenzione creata per calcolare un eventuale "profitto" che giungerebbe ai produttori degli "arti". Le social network creano traffico, e quindi visibilita', come convertire questa visibilita' e' tutta un'altra storia pero' (basta pensare ad esempio anche in termini di rapporti tra visibilita' - click - conversione in transazione commerciale e al fatto che non esistono ancora opinioni concordate su come modellare, facilitare e misurare l'impatto).
Dagli arti ai cloni: MyWorld, e' un nuovo concept appena lanciato da eBay ed integrato nelle sue piattaforme. In pratica, un profilo utente, su cui aggiungere foto, bio, punteggio venditore, oggetti venduti/negozi gestiti, aste a cui si partecipa e mantenere un blog. Per fortuna ci saranno template limitati quindi pagine orrende che si trovano in MySpace saranno evitate. MyWorld, e' pero' un altro passo importante, che fa seguito al lancio wiki di qualche settimana fa, per eBay nel tentativo di creare una vera e propria community.
Il sito d'aste e da diverso tempo ormai in fase di stallo (nell'ultimo semestre ha segnalato le peggior perdite degli ultimi sei anni e il tasso di conversione tra oggetti messi all'asta/venduti non e' mai stato cosi' basso), dovuto soprattutto che il business model di eBay non sfrutta appieno economie di rete, e' una community illogica: il suo profitto proviene da piccole percentuali sulle transazioni ed entrate da negozianti medi/grandi, quindi da scambi che non sono dati, ne tantomeno sono esponenziali, dall'essere in una rete, ma generati da transazioni ad hoc tra individui e/o gruppi. Google, ad esempio, non ha bisogno di aggiungere tariffe per far permetter l'uso dei suoi servizi, genera un profitto dall'utlizzo stesso; l'integrazione tra i diversi servizi Google crea effetti di scala innovativi e di rete: piu' persone sono in rete e maggiore e' il loro profitto (in modo esponenziale): e' la semplice presenza, nel tempo, sulla rete ad essere centrale al suo Business Innovation Model.






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