venerdì, settembre 22

Il meglio e il peggio del web 2.0

Qualche settimana fa la rivista Wired ha lanciato un sondaggio tra i suoi lettori chiedendogli di votare il meglio e il peggio del Web 2.0.

I risultati:

Il meglio


Il peggio


Flickr e' sicuramente il sito che meglio incarna la logica del tagging, ottime anche le funzionalita' di community, l'uso di API, la facilita' d'uso e l'oragnizzazione dell'informazione. Odeo E' cosa c'e di buono, e il meglio, del podcast. Tutte le funzionalita' Google e Live creano un valore nuovo, accesso e si integrano tra di loro (perfetti esempi di economie di rete e modelli di "business innovation"), i diversi aggregatori hanno cambiato il modo di organizzare, consumare e produrre informazione ("prosumatori"?), siti come Yelp (la DueSpaghi globale) e LibraryThing, entrambi buoni esempi di "peer-review" che distribuiscono e creano valore all'interno di un micro-mercato.

Sul peggio che dire, alcune sono ovvie, Orkut si e' tramutata soprattutto in una community per uomini Brasiliani, i perche' del fallimento di Friendster (oltre a problemi tecnologici) e dei limiti delle varie classmates, fortuitous ecc.. e' noto, l'irrilevanza: non creano valore, non danno utlita' aggiunta agli utenti, cosa che non fa, ne' ha, nemmeno LinkedIn (per questo e' nella lista dei flop), ma che MySpace invece fa eccome, e' questa l'unica voce nelle classifiche con la quale non concordo.

Forse, e' vero che il look di alcune pagine e' piu' brutto del vomito di un gatto (l'editore di Wired spiega cosi' la scelta), ma e' proprio questo il valore di MySpace: il dare la possibilita' di uno spazio aperto ad individui di creare, modificare e adottare il web in modo liquido e plastico. Una community che condivide gusti e contenuti musicali, che commenta e consiglia, crescendo come rete, rivoluziona l'industria musicale. C'e' creazione di valore sociale e culturale, e soprattutto monetario. Il Web 2.0 non si comprende con fattori teconologici, ma e' definito dal quadrinomio reti-comunita'-valore-mercati. MySpace, "ahi-Rupert", e' forse la miglior espressione di questo modello.
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2 Comments:

Anonymous mucio said...

Gli spazi su Myspace hanno una grafica penosa ed francamente inguardabili, dopo due minuti di navigazione ti viene voglia di chiudere tutto

12:35 PM  
Blogger La Tela said...

d'accordo, ma non e' quello il punto. Il punto e' che gruppi musicali hanno uno spazio dove far ascoltare i propri brani a centinaia di migliaia di persone, che commentano e inoltrano, condividendo valore, ovvero si crea una base di fan, che a loro volta condividono altri interessi comuni (altri brani e altri gruppi): il risultati gruppi (come "artic monkeys" e "clap your hands say yeah") creano poi dischi (di successo) senza etichette maggiori e al tempo stesso gruppi di successo e etichetto che bussano alla parte per avere accesso allo spazio.

Ha creato valore non solo sociale, ma monetario (580 millioni di dollari), rivoluzionando l'industria musicale: community-reti-valore-mercati NON tecnologia (o design) sono la sua forza, per questo ha successo laddove altre social networks esteticamente piu' gradevoli falliscono.. no?

12:44 PM  

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