giovedì, ottobre 5

Amie Street propone un nuovo modello per la condivisione di musica


E' stato lanciato ieri il BETA di Amie Street, un sito che propone un nuovo modello per condividere musica online.

Il sito sta sperimentando un modello davvero interessante: il prezzo di una canzione che viene aggiunta la sito viene definito dalla domanda (numero di ascolti/acquisti). Gli utenti ricevono crediti spendibili ogni qualvolta spendono $1, lasciano un commento oppure se uan canzona consigliata sale di prezzo. Gli artisti ricevono il 70% dei ricavi.

Attualmente ci sono circa 4,000 utenti e 2,100 canzoni, con prezzi che partono dai 2 ai 10 centesimi. Il prezzo piu' alto per ora raggiunto e' di 70 centesimi. Il prezzo massimo e' di $0.98 centesimi.
Le canzoni sono in MP3 e non limitate da DRM (digital rights management). Se riescono a raggiungere una massa critica di utenti e contenuti puo' funzionare.

Provocazione: possibile acquisizione News Corp. da integrare in MySpace?

La ricerca di un modello nuovo, alternativo al modello iTunes e' attualmente uno dei mercati piu' interessanti, con diverse proposte che stanno emergendo. La piu' recente Spiral Frog (che offrira' il download gratuito di file previa visione di pubblicita' e in formato non condivisibile con i maggiori player e che si auto-distrugge dopo 6-mesi: non funzionera', ma ne parlo un'altra volta). Ad oggi non sembra ancora esserci un modello che riesca a bilanciare profitto, diritti e convergenza in modo vincente.

Cosa non va con il modello iTunes?

Il giorno in cui iTunes ha venduto la milardesima traccia (inizio 2006) aveva venduto un totale di 42 millioni di ipods: una media di circa 24 canzoni ad ipod, ovvero meno di due CD.

Cio' dimostra che la maggior parte degli utenti riempono i propri lettori con canzoni prese da CD di amici o da reti P2P. In sintesi: al di la della gratuita', contenuti liberi da formato, player e hardware.

Il modello iTunes e' potenzialmente vulnerabile, qualora emergesse un modello alternativo che riuscisse a monetizzare su queste transazioni: 1) replicare ed espandere sugli scambi di CD tra amici (= MySpace) 2) trovare fonti di profitti alternativi alla vendita - pubblicita', concerti, merchandising, prezzi minimi, contenuti ri-mixati dagli utenti stessi (tipo musica house con utenti/DJ), contenuti premium ecc... (ad esempio l'ultimo album di Beck): e' cambiato il modello di produzione/consumo/produzione culturale (l'etichette soprattuto devono adattarsi); 3) innovazioni in formato/hardware/player.

Progressi in 1), 2), 3) = ammaccature nel modello iTunes.

MySpace e' gia' 1) ed e' ben posizionato in 2), modelli come Aime Street tentano di posizionarsi in 2), al 3) qualcuno ci arrivera', e' solo una questione di tempo.
Sphere: Related Content

2 Comments:

Anonymous Marco Cattaneo said...

Cosa non va in quest'analisi del modello iTunes Store ?

Si sta considerando che la vendita di circa 2 cd per ogni ipod in circolazione sia "poco" rispetto alle aspettative.
In valore assoluto si tratta di una quota assolutamente enorme!

2:29 PM  
Blogger La Tela said...

Non e' un discorso di valore assoluto, ma un ragionamenti economico.

Provo a spiegarmi meglio (e mi scuso per il mio Italiano, spesso, pessimo):

La quantita' e' poca, una frazione minima, se rapportato al numero di canzoni in assoluto che circolano sugli ipod ed soprattutto in termini di "transazioni di canzoni" tra individui: ovvero al mercato (commerciale e non) della musica digitale preso nella sua interezza.

Qui si tratta di misurare il valore economico in termini di quote di mercato.

Il valore e' sempre relativo. Anche i produttori di automobili incassano in temini assoluti tanti soldi ogni anno, ma tranne poche eccezioni, l'industria e' in crisi. Tra i tanti motivi motivi, c'e anche un calo nelle quote di mercato che vengono assorbite dalle poche aziende (Toyota su tutte) efficienti ed innovative.

Ci saranno sempre la pirateria, scambi di CD e transazioni P2P, pero' ad oggi nessuno e' riuscito a monetizzare realmente su questi tipi di scambi (MySpace sta iniziando). Il punto e' che itunes ha una fetta piccolissima dell'intero mercato (ci sono molyi piu' di due CD nella maggioranza dei lettori Mp3 e negli HD), e se qualcuno trova un modello per entrare laddove vengono effettuate la maggioranza delle transazioni, la posizione di dominio di iTunes diventa vulnerabile...

4:34 PM  

Posta un commento

Links to this post:

Crea un link

<< Home