sabato, ottobre 7

I Media dovrebbero posizionarsi nella “grossa pancia”

In un’articolo molto interessante, Om Malik introduce il concetto della “grossa pancia”, integrandolo alla teoria della Coda Lunga di Chris Anderson.

In sintesi la teoria di Anderson divide la "power law distribution curve" in due segmenti, “una grande testa”, una punta acuta che raccoglie ad esempio i search piu’ popolari, le principali notizie, i blockbuster, i bestseller ecc… La punta poi cade rapidamente estendosi in una lunga coda dove sono invece raccolte news locali, musica indipendente, B-films, ricerche secondarie, interessi di nicchia ecc…
Semplificando, consumiamo/cerchiamo/acquistiamo quantita’ minori di piu’ cose.
L’analisi di Malik aggiunge all’equazione una componente centrale, la grossa pancia, che raccoglie social networks e aggregatori.

I media debbono pensare al proprio habitat con logiche simili.
Posizionandosi nella grossa pancia, dialogando ed interagendo sia con la grande testa sia con una coda lunga. Il nucleo strategico, inteso come il valore aggiunto ed esclusivo della piattaforma (la specificita’ di una piattaforma: ad esempio l’elemento software in un blackberry e’ il nucleo della RIM, societa’ che lo produce) comprenderebbe opinioni sulla grande testa, inteso in questo contesto e in senso ampio come affari correnti, i titoli principalin etc. Al di là di connotazioni geografiche possiamo chiamare questa sezione il “globale”.

Possiamo chiamare invece “locale”, l'insieme delle opinioni sui titoli principali che vanno coniugati allo scopo sociale dei media e all’identita’ specifica alla piattaforma in questione, ad esempio notizie tematiche, cronaca nazionale, cronaca rionale (come la "romanità" del Messaggero) di lingua adoperata (lingua Italiana) ecc...

Ai margini, inteso come valore di supporto al nucleo o che aggiunge valore al nucleo (si veda il blackberry, l’elemento hardware e di distribuzione/fornitura del servizi) e’ necessaria un’integrazione di opinioni rilevanti, fonti e contenuti terzi, anche di lettori su questioni inerenti alla grande testa. Integrazione intesa in modo interattivo, quindi moltidirezionale, data la natura costantemente in evoluzione della grande testa.

In parallelo la grossa pancia deve saper catturare ed intersecare il battito ed il polso della coda lunga: come nucleo, integrare informazioni e contenuti prodotti nella coda lunga: il “globale” inteso come moltitudine di nodi (nicchie) trasversali e al tempo stesso, ai margini aggiungendo e integrando le proprie opinioni – il “locale” inteso come influenza, contributo e conoscenza che aggiunge valore ad una nicchia e distribuisca valore nuovo.
Riassumendo: un’obiettivo strategico di posizione (essere nella grossa pancia) realizzato da un nucleo che agisca in modo “globale”, producendo valore ad un livello di grande testa (anche inteso come scopo sociale, potere d’influenza, ed impatto positivo insito nella ragion d’essere dei media) attorno a questioni ed affari correnti in modo rilevante alle specificita’ della piattaforma e che al tempo stesso aggiunga/crei valore (sociale e culturale) nella coda lunga, contribuendo/unendo la vastita’ dei nodi generati dalla propria utenza. Un modello che quindi sia in grado di sfruttare economie di rete, e che ai margini permetta al “locale” di essere adattabile, flessibile ed espandibile (in termini di valore sociale, politico e culturale, di rilevanza ed influenza), e che in parallelo aggiunga valore alla coda lunga condividendo, contribuendo e distribuendo conoscenza attravesto i suoi meccanismi specifici.

Tutto cio’ dev’essere pensato in modo dinamico, come parte integrante ad una strategia complessiva:

a) nel contesto delle specificita’ di una piattaforma, dei suoi termini di ricerca/risorsa/lettori, ovvero la comprensione di quale sia il valore specifico di ciascuna piattaforma: e’ questa la sfida principale dei media tradizionali (la monetizzazione e il profitto sono quasi delle consequenze organiche della creazione di valore);

b) in modo interattivi, dove la grande testa e la coda lunga possano dialogare e comunicare, ed evolvere rapidamente, attraverso la grossa pancia: una strategia per raggiungere l’obbiettivo e quindi che permetta al tempo stesso anche la realizzazione dello scopo sociale e culturale dei media in modo piu’ efficace.

Questo e' il terzo articolo pubblicato su La Tela su Media 2.0, il secondo, e la prima parte.
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