sabato, novembre 18

Cara Repubblica (anche tu) non capisci un YouTubo

"Poi ci pensano Google e YouTube a fare il resto. Così, qualcuno potrà dire "io sono su internet".

Si esprime cosi' Clotilde Veltri su Repubblica.it.

Dei video che mostrano atti di bullismo, trovati su YouTube ormai ne parlano tutti i giornali. Premetto, che ovviamente credo sia giustissimo che i video siano stati tolti dalla rete, ma la questione di cui vorrei parlare e' un'altra.

E' possibile che alla Veltri sfugga un punto fondamentale. Il bullismo e' un problema serio che esiste in tanti paesi, esisteva prima di YouTube. YouTube ha avuto il merito di far emergere la questione in Italia, di sbatterla in prima pagina, di generare la discussione e le tante domande sul perche' certe barbarie criminose accadano, e forse di stimolare degli interventi e fornire delle risposte concrete. Chi conosce anche minimamente la questione del bullismo sa che l'omerta' e la paura delle vittime di svelare le violenze subite, pone a volte un muro invalicabile.

La Veltri cita anche il massacro del liceo Columbine, ma precipita nell'aria fritta, nelle stesse conclusioni e ragionamenti di chi ignora la realta', oppure ha paura di affrontarne la complessita' intellettuale, forse per mancanza d'intelletto, e quindi alla radice del male ci pianto' in modo superficiale Marilyn Manson e i video giochi (il Elephant di Gus Van Sant provoca in modo eccelente tale approccio).

In tanti usano YouTube, hanno un Xbox o ascoltano Marilyn Manson, ma non tutti commettono atti criminosi. Le cause andrebbero ricercate nella famiglia, nella scuola e nelle reti sociali, culturali ed economiche del nostro paese. YouTube, come ogni applicazione tecnologica e' solamente un mezzo. Se il mezzo viene usato a sproposito bisogna ovviamente intervenire, in questo caso togliere i video, implementare misure di sicurezza maggiori, e generare un dibattito profondo sul perche' far vedere al mondo le proprie demenze non e' "cool", ma da imbecilli criminali, e soprattutto comprendere perche' in primo luogo queste barbarie accadano.

Questo dibattito, se avverra', in Italia ci sara' anche perche' questi video sono apparsi su YouTube. Questo dibattito pero' potra' sorgere solamente se giornalisti come la Veltri dedicheranno il proprio inchiostro e la propria mente a stimolarlo, ad analizzare le radici reali di una questione seria anziche' trattatare la serieta' in modo populista e morboso, deviando il dibattito in modo nebuloso, imbarazzante quanto superficiale, fino a farlo diventare un pezzo da rivista gossip, una notizia qualunque che viene sepolta dal prossimo scoop.
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3 Comments:

Anonymous Anonimo said...

Hai perfettamente ragione. Fai in modo che la tipa legga questo post.

9:52 PM  
Blogger La Tela said...

Grazie del commento :) Ci provo, e se hai un blog/sito sei libero di diffondere l'articolo anche tu :)

12:59 PM  
Anonymous Anonimo said...

Bravo mi è piaciuto il tuo articolo.

Generalizzare è pericoloso su un argomento cosi grave e delicato.

I bulli quando li sgamano riescono sempre a diventare in un modo o nell'altro delle povere vittime.

2:14 PM  

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