martedì, novembre 14

Per capire l’economia dell’abbondanza bisogna partire da Zero.

Coloro che conoscono la teoria della "Lunga Coda" (nel caso in cui pensate che stia parlando di leopardi delle nevi ecco una presentazione PowerPoint di Chris Anderson, ideatore della teoria. Da scaricare, 4MB), sanno che centrale alla teoria e’ una nozione di abbondanza, la quale contraddice uno dei pilastri dell’economia - il concetto di scarsita’.

La contraddizione ha una conseguenza importante: venendo a mancare una scarsitai I prezzi marginali sono pressoche' nulli.
Il punto e’ fondamentale perche’ estremamente rilevante a gran parte dei mercati web.

Esempi e applicazioni tangibili del concetto sono numerosi:

  • I quasi 3GB di Gmail – “non dovrai mai piu’ cancellare un'email;

  • Perche’ debbo pagare per contenuti digitali quando i costi di condivisione e distribuzione sono praticamente nulli?;

  • Perche’ devono scegliere la RAI, il Corriere, BlockBuster e l’EMI cosa guardo, leggo ed ascolto quando a "consigliarmi" ci sono YouTube, Digg, Amazon e MySpace - la rete?

  • Perche’ devo pagare eccessivamente una telefonata quando posso usare Skype?

  • DRM si, DRM no, e le tante questioni inerenti ai diritti d’autore: della fragilita’ del modello iTunes avevo gia’ scritto

  • La miriade di strumenti e applicazioni tecnologiche gratuite che alimentano accesso ed opportunita’.


Ecc. Ecc.. ecc…

Comune a tutti questi esempi e’ la necessita’ per i media, l'etichette discografiche, societa’ di telecomunicazioni, quotidiani, provider, societa’ di servizi ecc… di capire le implicazioni di un’abbondanza economica: il costo pari a zero nell’accesso, il consumo e la distribuzione di contenuti digitali. Di scarso rimane pero' il tempo a dsiposizione di un utente, la sfida e’ quindi quella di attirare e mantenerne l’attenzione.
Invece il ragionamento proposto da tanti, non solo e’ economicamente errato, ma miope dinnanzi all’irreversibilita’ di certe tendenze di mercato. Il costo per accedere ad Internet diminuira’ nel tempo, reti wireless verranno ampliate, la ricerca e la condivisione di informazioni e notizie di qualita’ migliorera’ costantemente, e soprattutto il palinsesto digitale continuera’ ad ampliarsi e il tempo a disposizione per consumarlo diminuira’ costantemente.

In poche parole e’ il mercato libero, o qualcuno direbbe “e’ l’ecnomica…”

Adattarsi e cambiare diventa quindi vitale. La sfida, capire dove generare valore unico, valore che si fonda necessariamente su costi marginali positivi, dove il contenuto digitale, nell’equazione, diventa valore aggiunto per conquistare il tempo scarso a disposizione di un utente e manterne sintonizzata l'attenzione: un modello business innovativo.

Un approccio che fantastica meno sulla monetizzazione di contenuti, ma sposta la propria causa e dedizione su offerte parallele e convergenti. Google offre i suoi servizi gratuitamente, intersecano con una rete di pubblicitari e piccoli “editori”. Un'economia di rete resa possibile dalla prorpia tecnologia e dall’infrastruttura a disposizione. Il solo Calendario Google e’ supportato da 130 server. Maggiore il numero degli internauti, maggiore il profitto, a Google conviene fornire accesso e servizi. Semplificando, un modello business costruito su valori unici.

Nonostante le logiche di mercato, il discorso e le polemiche rimangono aperte. La controversia e’ data dalla difficolta’ di comprendere il concetto di “Zero”. Sembra paradossale, da far ridere un alunno delle elementari, ma attraverso TechDirt scopro che la questione dello Zero e’ storica. Per secoli il concetto e’ stato rifiutato, reso addirittura un’eresia, frenando il progresso di molte scienze (tra cui la matematica e la fisica), per il semplice motivo che non e’ un numero e quindi mandava a puttane la “scienza accettata”.
Addirittura ne hanno scritto un libro: Zero: la biografia di un'idea pericolosa

Oggi, mettendo in dicussione la nozione di scarsita’, si genera un corto circuito all'interno di modelli che vengono dati per scontato. Lo zero rimane un'idea pericolosa. La storia si sta ripetendo.

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3 Comments:

Blogger Piccini said...

Gran bel post, complimenti Alberto.

Maestro Alberto

10:30 PM  
Blogger La Tela said...

Grazie :)

10:32 PM  
Blogger La Tela said...

Ho aggiustato il link alla presentazione di Chris Anderson. C'era un "http" di troppo.

Grazie Francesco della segnalazione.

11:35 PM  

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