lunedì, novembre 13

"Social Network" vs. "Social Groupware"

E' facile perdersi navigando una delle social networks piu' popolari, come MySpace, Bebo, Orkut e YouTube - ci sono centinaia di migliaia di utenti, spesso con interessi e contenuti da condividere molto diversi. L'esperienza puo' essere caotica. Sono piattaforme che coprono tematiche molto ampie, un aggregazione di micro-realta' all'interno di uno spazio centralizzato.
Da un lato e' proprio questo il valore di una social network: la possibilita' di scoprire contenuti e interessi nuovi, creare legami tra tematiche sovvraposte e condividere contenuti attraverso dinamiche di rete, con tutte le implicazioni di cui tanto volte ho scritto su questo spazio. Va anche aggiunta la considerazione che per quanto ampie, le social network piu' popolari intersecano con tematiche/mercati/interessi definiti, per esempio MySpace-Musica e Intrattenimento, Orkut-uomini Brasiliano, Bebo-musica e "teens" soprattutto Inglesi, FaceBook-studenti universitari ecc...

Detto cio' una mailing-list per i fan di Chewbacca rimane piu' definita. Una mailing list e' un esempio di "Groupware" (definizione che ho scoperto su Read/Write Web), uno spazio ed una serie di strumenti per interagire, lavorare o condividere informazione ed opinione attorno ad un'interesse molto specifico.

Una trend emergente e' la nascita di "Groupware sociali", ovvero i principi di una social network applicati alla ragion d'essere di un groupware. La tendenza e' molto importante soprattutto perche' circa il 70% di navigatori web preferisce contenuti di nicchia a reti generiche.

Un esempio di "Social Groupware" e' Commongate, una piattaforma che aggrega comunita' online attorno a tematiche specifiche, e al tempo stesso offre la possibilita' a gruppi di sviluppare e sviluppare un proprio community blog (un esempio).

Un altro esempio e' Crispy News una piattaforma che permette di creare un proprio aggregatore alla Digg o come OKNotizie.
E sotto certi aspetti lo e' Ning, una piattaforma che permette di creare il proprio YouTube o Flickr.

Credendo molto nella teoria della "Lunga Coda" credo che il concetto abbia molto potenziale. MA. C'e' un ma importante - a condizione che si creino funzionalita' ed un'esperienza rilevante per l'utente che sono specifiche alla nicchia con cui s'interseca. L'offerta deve quindi essere adattabile per essere efficiente.
Il rischio, altrimenti, e' di creare una social network con sembianze "tradizionali" (profili, forum, tags ecc...) applicandovi l'etichetta di turno: social network per surfisti, social network per amanti di rane, social network per fiorai, social network per interisti gia' magiorenni l'ultima volta che vinsero lo scudetto ecc... ovvero spazi privi di valore aggiunto ed unicita'.

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