lunedì, dicembre 4

Come la "lunga coda" e la tecnologia/internet stanno rivoluzionando Hollywood

Il divorzio tra Tom Cruise e la Paramount, di qualche mese fa, ha riempito le pagine di intrattenimento, spettacoli e cronaca rosa per diversi giorni. In realta' la storia poteva benissimo essere raccontata nelle pagine di economia. Le ragioni del divorzio non si celano infatti nelle capriole di Cruise sui divanetti di Oprah Winfrey, ma sono sintomo della fine del blockbuster come modello economico. In parte, sempre qualche mese fa, ne parlo' anche George Lucas, regista di Guerre Stellari, e veterano Hollywoodiano.

I sintomi sono radicati e intersecano con diverse tendenze convergenti:

  • Il costo per produrre un blockbuster sale costantemente, in media oggi servono $200 miliardimillioni. In parallelo aumentano le entrate necessarie per coprire le spese e generare un profitto;


  • La proporzione di profitti generati da blockbuster nel computo delle entrate totali di una casa di produzione e' in costante diminuzione, mentre crescono sia le quote di "film minori" e le entrate di prodotti paralleli (come i DVD e le colonne sonore);


  • Il botteghino rimane comunuqe la fonte di profitto su cui si punta maggiormente: la porzione delle entrate generate ad esempio dalla vendita di DVD (e altri prodotti paralleli) che ritorna alle casse di una casa di produzione (che hanno supportato gran parte dei costi) sono sempre minori: gran parte (oltre il 60%) vanno alle societa' di distribuzione dei DVD (che operano con contabilita' separata, anche se spesso fanno capo alla stessa "casa madre"), e parte della rimanenza (circa il 40%) va spartita anche con le royalty (sempre crescenti) degli attori (come Cruise) coinvolti nel progetto;


  • Con l'emergere di un'infinita' di micro-mercati e nicchie (la "lunga coda"), il consumatore vuole vedere soddisfatta una simile vastita' di scelta al botteghino e al negozio di DVD;


  • Il costo di distribuzione di un DVD e' alto (trasporto, il costo insito nello "scaffale" ecc...), cio' comporta una naturale scarsita' nell'offerta. Al tempo stesso, a) un DVD di "prima fascia" (come Mission Impossible 3, appena rilasciato) genera in media, per le prime settimane di vendita, una perdita o comunque profitti bassissimi (il profitto vero e' con DVD "d'archivio", il grande titolo serve per attirare le masse) e b) la stragrande maggioranza (oltre il 70%) di titoli in un grande magazzino vende meno di quattro copie all'anno (genera profitti irrilevanti);


  • Il rovescio della medaglia: a) la distribuzione digitale (il download), o comunque con forte componente elettronica (Amazon, NetFlix ecc...), ha costi marginali nulli, o quasi, che si traducono in un'infinita' di scelta (avere un titolo in piu' non costa quasi nulla) e b) la stragrande maggioranza di contenuti online hanno un mercato (ad esempio il 98% dei contenuti su iTunes e' stato scaricato al meno una volta), a dati i costi marginali di distribuzione nulli, anche un solo download comporta un profitto;


  • Nel 2007 raddoppieranno (negli Stati Uniti) il numero di sale che avranno la capacita' di proiettare film in digitale. Il non dover produrre e trasportare pellicole in grandi quantita' comportera' un risparmio di circa $1 miliardo;


  • Cresce sempre piu' l'adozione di formati e metodi di distribuzione nuovi, come video iPod, YouTube, BitTorrent ecc... si prevede che nel 2007 maturera' in termini di utenza "tecnologicamente colta", e nel 2008 seguiranno "gli altri": cio' comporta nuove opportunita' di monetizzazione, ma soprattutto una convergenza con principi economici digitali, ovvero la "lunga coda", micro-mercati, nicchie, economia dell'abbondanza ecc... in sintesi l'antitesi del mercato di massa e della logica del Blockbuster Hollywoodiano.


Quindi, cosa aspettarsi nell'anno nuovo? I cambi non saranno apparenti in modo determinante, da subito, ma se analizzate la programmazione per l'anno venturo, noterete meno Blockbuster, un sempre sempre piu' crescente di film prodotti con budget minori (comunque contenenti cast di Serie A), tanti seguiti di formati "sicuri" (l'Uomo Ragno 3, Harry Potter, Ocean's 13, Shrek 3, Bourne Ultimatum ecc...), sempre piu' cartoni animati e offerte 3D e molta sperimentazione nei formati di distribuzione. Il blockbuster probabilmente non morira' mai (e ci tocchera' prima o poi l'Uomo Ragno 40), comunque siamo all'inizio di cambiamenti importanti, rivoluzionari, dettati soprattutto da Internet (e dalla sua economia) che accelerera' probabilmente visibilmente nel 2008.
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2 Comments:

Anonymous alberto d'ottavi said...

ciao hai letto darknet di jd lasica? su questi temi illuminante...

PS al primo punto credo siano 200 mln... :)

3:31 PM  
Blogger La Tela said...

no, grazie della segnalazione, ora lo cerco :)

Hai ragione sui millioni, correggo subito :)

3:34 PM  

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