mercoledì, dicembre 6

LinkedIn e' una MySpace per adulti?

Nelle ultime 24 ore ho letto due articoli diametralmente opposti, il primo tessa le lodi di LinkedIn, il social network per professionisti, il secondo, lo paragona al modernismo pulito del ventesimo secolo, quando oggi, economie di rete per prosperare hanno bisogno del caos.

Personalmente credo che la verita' stia a meta': LinkedIn, e' oggi forse la piattaforma migliore (e la piu' popolare) per professionisti, e' molto usata, soprattutto per trovare/cercare lavoro, ancor di piu', e' uno strumento per le risorse umane. Il primo limite: i casi di persone che hanno trovato lavoro (= valore) sono una percentuale minima degli utenti iscritti. Il limite piu' importante: t'iscrivi al sito, completi un profilo, crei una rete di contatti (gran parte dei quali non puoi contattare o con i quali comunque non si hanno potenziali legami/qualcosa da condividere), e forse fai qualche ricerca per un lavoro o usarlo come contact list. Punto. Noi puoi fare null'altro. Il sito e' troppo pulito, la dinamica chiusa e le relazioni incalanate.

MySpace e' un casino estetico. E' proprio il caos pero' che permette di generare valore. Le possibili transazioni, dinamiche, legami e relazioni sono infinite. Di conseguenza, lo sono anche le implicazioni, da semplici dibattiti alla scoperta di musica sconosciuta, da reti che nascono attorno ad interessi di nicchia a campagne di sensibilizzazione, una ricerca di mercato ed una sfera d'influenza commerciale, politica, culturale, sociale ed economica vivente e dinamica. Qualche semplice esempio: un millione di persone che recensicono positivamente un film o condividono una canzone, un video o re-mixano un brano, hanno un impatto sul botteghino, sulle vendite di un album, sul tempo che passiamo davanti ad altri "canali" e sui processi di produzione, consumo e distribuzione di contenuti.

Semplificando, MySpace ha influenzato (credo, rivoluzionato) in modo tangibile le strutture economiche di molti mercati, modificandone le dinamiche e sta cambiando le industrie competenti. La stessa cosa non si puo' dire per LinkedIn e il suo impatto sul business, ne' sul settore delle risorse umane.

LinkedIn e' oggi la piattforma per professionisti piu' popolare e usata, per il semplice motivo che non esistono alternative valide, modelli che sono riusciti ad adattare un approccio "caotico" per rendere piu' efficienti i rilevanti mercati.
In conclusione, a) LinkedIn non ha il potenziale di lungo periodo che ha MySpace. La natura stessa di MySpace e' inerente ad economie di rete. LinkedIn rimane uno strumento utile a pochi b) soprattutto sfrutta una mancanza di concorrenti, e la crisi di un settore - le risorse umane - che soluzioni come LinkedIn non riusciranno comunque a rivoluzionare per il meglio c) state certi che qualcuno riuscira' a sviluppare un modello caotico-vincente. A quel punto LinkedIn si stagnera' in modo simile a Friendster.

MySpace e' un esempio del modello economico del futuro, LinkedIn del passato: se siete un'azienda o state per lanciare una start up, puntate al caos.
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5 Comments:

Anonymous Napolux said...

Mah, a linkedin sono iscritto, ma ci vado solo quando mi arriva qualche email di "aggiunta contatto".

9:30 PM  
Anonymous Andrea Martines said...

Qualche domanda rigorosamente maispeisica:
- Dico, ma stiamo scherzando?
- Ancora non siamo usciti dal tunnel nichilista di "vai dove ti porta il cuore" e già c'è quello post-nichilista di "vai dove ti porta il caos"?
- Lo straniamento brechtiano sostituirà a breve le leggi dell'Usabilità?
- Ma tu ti fai il risotto con metà funghi velenosi perché ti pare più creativo?
- Non pensi che frequentare MySpace invece di LinkedIn porti, dopo un po' e senza ulteriori sintomi, a votare Bush e Calderoli?

10:17 PM  
Blogger La Tela said...

napolux - appunto :)

Andrea - credo tu non abbia capito bene il post (prova a rileggerlo). Il punto non e' se usare MySpace o LinkedIn, l'uno non e' un'alternativa all'altro. Il punto e' che MySpace ha rivoluzionato un mercato e le sue dinamiche economiche (soprattutto delle industrie musicali), con un impatto e con implicazioni che credo (spero) siano ovvie. LinkedIn non ha avuto un impatto simile in ambito risorse umane e affari. Ha avuto un impatto quasi nullo. Questi sono dati di fatto e non opinioni.

Le ragioni sono nella struttura, nel modello e nelle dinamiche diverse proposte e permesse dai due (a prescindere dai contenuti). La conclusione e' che quando si riuscira' ad adottare queste dinamiche in ambito risorse umane/affari (ovvero generare un cambiamento importante nel settore), LinkedIn fara' la fine di Friendster (quando emerse MySpace).

Riguardo all'ultimo commento, in verita' MySpace da modo a talenti nuovi di emergere (anche da un PDV commerciale, quindi lontanto dalle logiche corporate: per questo dico ha cambiato per il meglio il mercato), la maggior parte della community non vota data l'eta', e lo spazio viene usato molto da gruppi (come Oxfam, GreenPeace, RED ecc...) molto lontani dalle politiche di Bush e Calderoli.
Ti fermi all'estetica, mentre dovresti cercare di capire le differenze nei modelli economici dei due siti, e' di questo che si parla :) ed e' attraverso un'analisi del genere che si capisce il vero valore (o meno) della rete.

2:29 PM  
Anonymous Andrea Martines said...

Alberto, naturalmente prendi il mio commento come una piccola esplosione surreale, autorizzata dal tuo finale elogio del caos.
Il problema è che tu vorresti semplicemente "espandibilità" da LinkedIn, ma la chiami caos.

Tutto qui. Mentre io cerco di contrastare in tutte le possibili forme le dichiarazioni "puntate al caos", contrapponendogli un'organizzazione razionale del mondo. Mi permetto il caos solo come svago tra un meccanismo di precisione e l'altro, come modello ideale di defaticamento intellettuale.
E' questo il senso del mio ultimo commento: strizzare l'occhio al caos va bene alle aspiranti rockstar di myspace, ma provoca alterazioni del giudizio quando si tratta di analizzare quello che ci circonda. Che portano a disastri.

(Ne parleremo con più calma quando non avrò un treno per parigi che già sbuffa. A proposito, tu non vieni a LeWeb?). Ciao.

4:17 PM  
Blogger La Tela said...

per caos non s'intende alcuna connotazione filosofica in questo caso, ma piu' l'integrazione di un elemento di disordine all'interno di un modello d'innovazione, ovvero meccanismi per permettere l'ineterazione libera del "sociale" e l'integrazione e la creazione di valore esterno ad una societa'/progetto, perche' tutto cio' genera valore tangibile, non si tratta dell'aspirazione della rock star, ma ripeto, di un impatto che ha cambiato il modello economico dell'industrie musicali, ovvero le dinamiche di un mercato da miliardi/anno. Pensa a tutte le implicazioni generate dal modello MySpace: inerenti a DRM, modelli di distribuzione, mercati di nicchia, meno dischi di platino, talenti emergenti, il ruolo dell'etichette, la pirateria, i tanti modelli commerciali (itunes, amie street, springfrog ecc...), le implicazioni in termini di marketing, imprenditoria, posti di lavoro ecc.. ecc...: ha contribuito a rompere gli equilibri di un vecchio modello e creato il caos in un mercato attraverso un approccio disordinato, ed ora si cerca un equilibrio nuovo.

Per LinkedIn non si tratta di semplice espandibilita', sono dinamiche totalmente diverse, non avra' mai l'impatto descritto per MySpace. Per averlo servono approcci simili a quelli di MySpace, chiamalo disordine, caos, quello che vuoi, sono metafora, non filosofia :)

Buon viaggio :) e purtroppo non ci saro'. Sono incasinato fino alle "ferie" natalizie (non vedo l'ora!!)

Grazie dei commenti: una discussione molto interessante, da continuare :)

4:33 PM  

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