L'intelligence adotteranno le API di Amazon, Google e co.?
Di recente ho lavorato su un progetto per il Ministero della Difesa (Britannico). Al di la dei contenuti del progetto, sono emerse, in parallelo, alcune considerazioni ricorrenti (e rilevanti a questo post):
Le conclusioni sono quindi un sistema che ha un bisogno d'essere innovativo, ma al tempo stesso la propria natura e struttura, chiusa e burocartica, confligge con le dinamiche e l'implicazioni di modelli d'innovazione. La gestione efficace d'informazione e' un obiettivo vitale, ma i processi inerenti alla Difesa rendono i sistemi di gestione impiegati naturalmente poco efficaci. Il punto, non e' una critica, (nel caso specifico si e' ben consapevoli delle questioni e della rilevante dialettica), ma il voler evidenziare la complessita' della sfida/opportunita', come premessa ad un articolo molto interessante che ho letto oggi.
Racconta di come la DISA (l'Agenzia di Sistemi d'Informazione della Difesa Statunitense), stia sperimentando con un piccolo pilota da $30,000 l'utilizzo di diversi sistemi sviluppati su gli API di Amazon, Google, Yahoo!, Wikipedia e altri. Con credo si arrivera' mai ad avere Google.mi, ma di certo l'approccio e' interessante e credo si muova nella giusta direzione in termini di possibili soluzioni per bilanciare la gestione d'informazione con una struttura che quasi necessariamente, per natura, e' poco consona all'innovazione.
- L'intelligence ha bisogno di accedere, analizzare, filtrare e gestire una quantita' pazzesca di dati e informazione presenti sulla rete, a livello globale. Il bisogno e' fondamentale, e i metodi devono essere all'avanguardia;
- I piu' importanti modelli, innovazioni e strategie per gestire queste operazioni vengono sviluppate da aziende private, dai grandi colossi (come Google) a piccole start-up (come Pluggd e Meaningful Machines). La natura stessa di questi modelli pone un chiaro vantaggio competitivo nelle mani d'imprese e imprenditori, ed e' quasi impossibile da replicare dall'alto o con interventi/investimenti pubblici (Google vs. Quaero);
- I modelli d'innovazione inerenti alla rete evolvono rapidamente (attraverso nuovi sviluppi, funzionalita', servizi concorrenti e all'interno di un mercato dove non c'e' spazio per i secondi della classe) e spesso attraverso strategie collaborative o intelligenza collettiva (ad esempio SongBird e Wikipedia);
- Quest'ultime dinamiche sono spesso in contraddizione con il fatto che le operazioni e i dati dell'intelligence sono confidenziali, coperti da segretezza e non possono coinvolgere o essere condivisi al di fuori di cerchie ristrette;
Le conclusioni sono quindi un sistema che ha un bisogno d'essere innovativo, ma al tempo stesso la propria natura e struttura, chiusa e burocartica, confligge con le dinamiche e l'implicazioni di modelli d'innovazione. La gestione efficace d'informazione e' un obiettivo vitale, ma i processi inerenti alla Difesa rendono i sistemi di gestione impiegati naturalmente poco efficaci. Il punto, non e' una critica, (nel caso specifico si e' ben consapevoli delle questioni e della rilevante dialettica), ma il voler evidenziare la complessita' della sfida/opportunita', come premessa ad un articolo molto interessante che ho letto oggi.
Racconta di come la DISA (l'Agenzia di Sistemi d'Informazione della Difesa Statunitense), stia sperimentando con un piccolo pilota da $30,000 l'utilizzo di diversi sistemi sviluppati su gli API di Amazon, Google, Yahoo!, Wikipedia e altri. Con credo si arrivera' mai ad avere Google.mi, ma di certo l'approccio e' interessante e credo si muova nella giusta direzione in termini di possibili soluzioni per bilanciare la gestione d'informazione con una struttura che quasi necessariamente, per natura, e' poco consona all'innovazione.






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