TU sei la persona dell'anno - quando lo capiranno gli altri?
Ormai e' cosa nota, secondo Time Magazine "Tu" sei la persona dell'anno. Ne hanno parlato gia' in tanti, quindi non non voglio riportare la notizia (se non l'avete ancora fatto, leggete qui per la news e un'ottima analisi).
Vorrei semplicemente aggiungere qualche commento. Credo sia una consacrazione giustissima, basta pensare al successo di social networks, blogosfera, del Web 2.0, ma soprattutto alle implicazioni tangibili, in termini economici, sociali e culturali dell'economia dell'abbondanza, la lunga coda, l'intelligenza collettiva e collaborativa ecc.... tutte dinamiche al cui centro c'e' l'individuo.
Principi che vengono coperti sempre piu' anche da alcuni media, diciamo, tradizionali (come ad esempio l'Economist oppure il FT che ieri ha pubblicato un articolo sul Venice Project).
Concordo con Luca che in Italia qualcosa si sta muovendo, ma sono appunto iniziative individuali, come giustamente fa notare Marco (anche se penso che a Milano, il dialetto potra' essere diverso, ma l'intelletto di molti e' probabilmente assai simile) a troppi esponenti media, classe aziendale e politica, sfugge quello che e' il nocciolo del discorso, l'economie che si sviluppano attorno all'individuo. Non si tratta di folklore o filosofia, ma di dinamiche e implicazioni profonde.
A tal proposito vi segnalo un articolo brillante di John Battelle, su "Packaged Goods Media" e "Conversational Media".
Tesi e antitesi, da cui emerge la necessita' di una trasformazione innovativa.
Da un latto:
1) Controllo della proprieta' intellettuale (e relativa monteizzazione)
2) Proprieta' e Contollo di reti di distribuzione
3) Modelli Business sviluppati sulla monetizzazione della proprieta' intellettuale, pubblicita' e abbonamenti.
Dall'altro:
1) Conversazione non dettata
2) Piattaforme, non distribuzione
3) Servizi, non prodotti
4) Interazione, iterazione e rapidita', non perfezione e deliberazione
5) Coinvolgimento e collaborazione collettiva, non consumo uni-direzionale.
In sintesi, tu, l'individuo, definisci e sei al centro di un nuovo modello d'innovazione sociale, politico, culturale, economico e mediatico, una rivoluzione di cui in tanti, troppi, ancora non hanno colto il pieno valore.
Vorrei semplicemente aggiungere qualche commento. Credo sia una consacrazione giustissima, basta pensare al successo di social networks, blogosfera, del Web 2.0, ma soprattutto alle implicazioni tangibili, in termini economici, sociali e culturali dell'economia dell'abbondanza, la lunga coda, l'intelligenza collettiva e collaborativa ecc.... tutte dinamiche al cui centro c'e' l'individuo.
Principi che vengono coperti sempre piu' anche da alcuni media, diciamo, tradizionali (come ad esempio l'Economist oppure il FT che ieri ha pubblicato un articolo sul Venice Project).
Concordo con Luca che in Italia qualcosa si sta muovendo, ma sono appunto iniziative individuali, come giustamente fa notare Marco (anche se penso che a Milano, il dialetto potra' essere diverso, ma l'intelletto di molti e' probabilmente assai simile) a troppi esponenti media, classe aziendale e politica, sfugge quello che e' il nocciolo del discorso, l'economie che si sviluppano attorno all'individuo. Non si tratta di folklore o filosofia, ma di dinamiche e implicazioni profonde.
A tal proposito vi segnalo un articolo brillante di John Battelle, su "Packaged Goods Media" e "Conversational Media".
Tesi e antitesi, da cui emerge la necessita' di una trasformazione innovativa.
Da un latto:
1) Controllo della proprieta' intellettuale (e relativa monteizzazione)
2) Proprieta' e Contollo di reti di distribuzione
3) Modelli Business sviluppati sulla monetizzazione della proprieta' intellettuale, pubblicita' e abbonamenti.
Dall'altro:
1) Conversazione non dettata
2) Piattaforme, non distribuzione
3) Servizi, non prodotti
4) Interazione, iterazione e rapidita', non perfezione e deliberazione
5) Coinvolgimento e collaborazione collettiva, non consumo uni-direzionale.
In sintesi, tu, l'individuo, definisci e sei al centro di un nuovo modello d'innovazione sociale, politico, culturale, economico e mediatico, una rivoluzione di cui in tanti, troppi, ancora non hanno colto il pieno valore.






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