martedì, ottobre 31

Acquisizioni e Partnership: Google-JotSpot, Wired-Reddit, Microsoft Office Live - a quando Yahoo!-FaceBook?


Da oggi Google entra nel mercato dei Wiki acquisendo JotSpot. Oltre ad offrire una piattaforma wiki, JotSpot propone diversi strumenti di project management. La sensazione condivisa e' che l'acquisizione sara' rilevante nel contesto di Google Docs & Spreadsheets, aggiungendo all'offerta "office" un'applicazione project management con funzionalita' wiki, dato che Google gia' offre, ho ha il potenziale di sviluppare con pochi sforzi, gli altri elementi JotSpot.
Non sono stati rilasciati i dettagli finanziari dell'affare, si sa solo che JotSpot diverra' un servizio gratuito (fino ad oggi e' stato a pagamento. $5-200/mese), e che potrebbe essere rinominato G-Spot (mi piace).
L'annuncio sul blog di Google.

Notizia dell'ultima ora [via TechCrunch]: Conde' Nast (proprietaria di Wired) ha appena annunciato l'acquisizione di Reddit, un aggregatore di news simile a Digg (a cui fa l'occhiolino News Corp.).

Microsoft ha da poco annunciato una partnership con Zend, una socita' PHP, attorno a Office Accounting Express, un programma di contabilita' offerto attraverso il web. Il programma permette ad utenti anche d'integrare pubblicita' nel programma e di funzionare con servizi come eBay e PayPal. In parallelo e' arrivato l'annuncio che il BETA di Office Live verra' lanciato il 17 Novembre.

A questo punto si aspetta una reazione Yahoo! (che voci di mercato davano interessata a JotSpot) - acquisira' FaceBook? FaceBook non cedera' per meno di $1 miliardo e intanto, dopo introdotto iscrizioni pubbliche e aperte a tutti, ha lanciato una nuova funzione molto utile: un bottone e icone per aggiungere e condividere su FaceBook, in un click, un link/sito trovato sul web. Simile a "Digg This!" e "post to del.icio.us", per intenderci. Preparatevi ad un'invasione di piccole "f" a fianco delle solite icone.
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Anche la Levi's lancia una campagna pubblicitaria esclusiva al web

Dopo la FIAT e la Renault, arriva una campagna "pubblicitaria 2.0" Levi's. Il produttore di jeans ha infatti prodotto la campagna "FIT", sei spot esclusivi per il web, che da domani verranno trasmessi esclusivamente via MySpace e MSN.

Fino ad oggi diverse campagne pubblicitarie comprendevano elementi web oppure spot televisivi venivano uploadati su siti come YouTube, la componente piu' interessante di questo nuovo approccio Levi's e' quindi quello di essere pianficato e pensato per il web. Non ho ancora visto i video (come menzionato partono domani), ma da diversi articoli che ho letto si parla di clip di 30 secondi, poco "intasati", con due protagonisti, per la generazione iPod in mente e, altro elemento unico al web, offrono diversi gradi d'interattivita', permettendo ad utenti di personalizzare l'esperienza e accedere a contenuti video ulteriori.

Interessante e rilevante (come sempre, un appello per le aziende web - Yahoo! - il branding 2.0 sara' un mercato con potenziale immenso). Aspetto con curiosita' (ovviamente) i video, e la reazione della rete. Intanto posso dire che i nuovi jeans mi piacciono molto.
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La Tela 2.0 a Radio Alzo Zero

La settimana scorsa ho partecipato alla trasmissione Noi Nel Mezzo (di Giuliano Gennaio) su Radio Alzo Zero, dedicata al Web 2.0.

Grazie a Luca Conti vi segnalo il link della tramissione, nel caso ve la fosse persa.

La trasmissione (via SkypeCast) e' stata davvero interessante e stimolante, e spero davvero sia solo l'inizio di un'ampia discussione ed esplorazione in Italia su come integrare in modo efficace il Web 2.0.
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Glue: pubblica e crea contenuti per il web via browser e cellulare


Scopro via SolutionWatch Glue, un servizio che permette di creare e pubblicare contenuti per un sito attraverso un browser o un cellulare.

Attraverso l'interfaccia di Glue si possono uploadare foto, immagini, video e altri file, aggiungere testi, implementare layout e funzionalita' semplici, generando quindi una vera e propria pagina web oppure l'opportunita' di sviluppare contenuti per applicazioni.
L'elemento unico di Glue e' dato dal fatto che il una volta completata la pagina si sceglie il formato di esportazione (Flash, JavaScript, RSS, PHP, ASP, o XML) e si trasferisce direttamente al sito dove s'intende pubblicare oppure si copia e incolla il codice.

Glue offre anche l'opzione di usare HTML per le componenti testo, il codice per integrare una creazione in una pagina esistente in modo semplice, e la possibilita' di modificare/rendere omogeneo il CSS. I risultati finali sono piu' che decenti: un profilo MySpace (in Flash) e una pagina in Java.

Stando ai commenti dei fondatori (su SolutionWatch), a breve sviluperanno per Glue diverse modalita' con cui integrare funzionalita' piu' dinamiche all'interno delle pagine che si producono - tra cui la possibilita' aggiungere commenti ad contenuti, calendario eventi e altre funzioni sociali. Inoltre hanno sottolineato come il servizio sia stato pensato soprattutto per gruppi e artisti musicali emergenti e designer/sviluppatori che lavorano nell'industria musicale.

In sintesi un servizio davvero utile e innovativo. Sicuramente uno dei concetti 2.0 piu' interessanti che abbia avuto modo di provare recentemente.
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HooversConnect: un altro clone LinkedIN o una nuova nicchia?

La settimana scorsa ho recensito HiddenMarket, un servizio - troppo - simile a LinkedIN. Troppo perche' non sono un tifoso della clonazione, al tempo stesso credo molto nei micro-mercati di nicchia: la sfida e' distinguere una fotocopia da una nicchia.


E' stata lanciata ieri HooverConnect [via Mashable], una social network business. L'elemento principale del servizio e' un'estensione per Outlook (a breve anche per Gmail e Yahoo! mail) che genera automaticamente una rete di contatti basandosi sulle persone con cui siamo maggiormente in contatto. L'elemento che lo rende simile a LinkedIN e' dato dal fatto che entrano nella rete anche i contatti delle persone nel proprio network (se anche loro usano l'estensione).

Il concetto e' sicuramente interessante, anche se per funzionare al meglio a bisogno di un alto utilizzo della necessaria estensione: sarebbe sicuramente un valore aggiunto in una rete esistente (ad esempio come estensione per LinkedIN), creare una community da zero attraverso un'estensione e' un discorso completamente diverso.
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eSnips si assicura $2 millioni in finanziamenti

La start-up Israeliana eSnips si 'e garantita ieri $2 millioni in finanziamenti. La piattaforma, che conta oltre un millione di utenti, e' una social network che offre ad utenti la possibilita' di acquistare e vendere arte, media e musica. Il sito e' estremamente semplice anche nel suo modello business: Google ADsense e account premium per chi vuole uploadare contenuti che superano 1GB.

[Via TechCrunch]

Trovo sia questa semplicita' l'elemento piu' interessante di eSnips, l'aver intuito dove e come posizionarsi, concentrandosi esclusivamente (per ora - prima dei $2 millioni..) sul proprio target, con la componente monetizzazione quasi come conseguenza organica.
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lunedì, ottobre 30

SaySwap: community per scambiare video giochi


Qualsiasi appasionato di video giochi sa che sono pochi i giochi che durano nel tempo. Dopo qualche mese di notti insonni, si diventa troppo bravi, serve un gioco nuovo. L'offerta online in parte risolve questo limite, ma rimane forte il desiderio di volersi misurare con in un'esperienza nuova (nel mio caso - ho una PSP - esce la nuova versione di FIFA o ProEvo).

E' questo il ragionamento dietro a SaySwap, una nuova community per scambiare video giochi. Utenti hanno la possibilita' di creare un profilo, elecando i giochi che stanno cercando, che possiedono e sono disponibili a scambiare con altri. Il sito integra inoltre un sistema di "feedback" simile a quello di eBay che si basa sul numero di scambi effettuati.

Oltre a scambi alla pari si possono acquistare giochi attraverso dei buoni (da comprare sul sito) oppure scambiando punti, i quali si accumulano ad ogni transazione oppure invitando amici (che completano un acquisto sul sito). I diversi giochi sono categorizzati e cercabili per console e genere. Altre funzioni sociali comprendono la possibilita' di aggiungere commenti e recensioni per giochi e un messenger per communicare con altri utenti.

Il concetto e' davvero interessante, e come detto credo sia molto utile e che si posizioni quindi in un mercato con molto potenziale. Per quel poco che l'ho provato, il sito e' semplice da usare e soprattutto ben popolato di giochi, quindi se siete appassionati di gaming vale la pena fare un giro!
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Newgie: un aggregatore 2.0 che parte da -2

La settimana scorsa ho ricevuto un invito per testare il BETA di Newgie, un aggregatore d'informazione simile a Wikio.
Newgie si propone come una piattaforma rivoluzionaria: anziche' ordinare notizie in base ai voti degli utenti, articoli vengono classificati in base a visite, raccomandazioni e fonti preferite. In sintesi: piu' un articolo viene letto e inviato ad altri, oppure maggiore il numero di utenti che aggiunge ai propri preferiti una determinata fonte, maggiormente una notizie/fonte sale in classifica.

Oltre alle fonti principali proposte dal sistema, utenti possono aggiungere link, proporre feeds alternativi e inviare articoli, la classifica, come spiegato, viene poi creata in base all'attivita' degli utenti. Il concetto e' interessante, ma sinceramente non vedo come sia rivoluzionario: 1) le classifiche dei piu' visti, preferiti ecc... gia' esistono; 2) si e' costretti a passare per newgie per segnalare fonti, articoli e feeds, non e' offerto un meccanismo immediato alla "Digg This" - si chiede molto ad un utente, dando poco in cambio in termini di valore aggiunto; 3) e soprattutto, a prescindere dalle fonti principali (proposte da tutti gli aggregatori di news), la segnalazione di un articolo e fonte, in termini di implicazioni pratiche, non e' in qualche modo un "voto", come lo e' un'alta densita' di attivita'?

In sintesi, il risultato finale e' potenzialmente simile, ma le dinamiche adottato sono piu' complicato, chiuse, "meno community", poco 2.0.
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Arriva NOI: scuola per attivisti web


Scopro ora la New Organizing Institute (NOI) (via Emily Chang), un programma per aiutare giovani attivisti web a sviluppare competenze rilevanti a campagne ed organizzazioni politiche.

L'elemento principale di NOI e' un scuola/programma di formazione (con corsi intensivi implementatit in un weekend e corsi che durano diverse settimane), per giovani attivisti, sviluppata attorno a tematiche, strumenti e competenze rilevanti a campagne politiche progressive. L'istituto e' stato creato in partnership con MoveON e coinvolge esperti di communicazione web delle campagne Lamont, Kerry, Dean, Clark, ed Edwards.

L'istituto offre inoltre training per organizzazione e in parallelo a l'elemento scuola/formazione lavora per la creazione di una "knowledge network" e un'enciclopedia di tecnologia politica ed organizzazione web, sviluppate come Wiki, ed infine sviluppera' un ramo di ricerca per esplorare ed analizzare diverse campagne politiche e rendere pubblici i risultati con lo scopo di condividere esperienze e promuovere attivita' sempre piu' efficienti.

Se siete interessati a partecipare (ci sono anche diverse opportunita' per contribuire ai curriculum e una sezione di lavori interenti a communicazioni web), potete visitare la pagina "Get Involved".
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Cara Google...

La settimana scorsa ho evidenziato un posto apparso sul blog di Google e le lamentele che ha suscitato nella blogosfera.

Ora spunta un altro "caso Google". Sono circa due giorni e mezzo che non si riesce a pubblicare via FTP attraverso Blogger (di proprieta' Google). La cosa piu' fastidiosa e' che sul blog di Blogger dicono che il problema e' stato risolto. In realta' basta farsi un giro sui forum di discussione per capire che non e' cosi'.

Oltre alla solita arroganza, cio' mette a nude serie mancanze in termini di servizio clienti (almeno quando ho avuto questioni con l'hosting di Yahoo!, hanno ammesso il problema, aiutato a far test, capire dove fosse e eventualmente risolverlo, infine si sono scusati) e soprattutto da' l'impressione, triste, che l'offrire il migliore servizio possibile non sia una priorita' per Google. Blogger sembra essere semplicemente una mucca da cui prelevare latte pubblicitario.

Capisco quanto sia complesso il management di processi di cambiamento e di crescita, e molto probabilmente non ho le competenze per suggerire come Google debba gestire questa crescita (anche perche' i risultati e l'innovazione sono decisamente dalla loro parte), pero' so' per certo che il servizio clienti e l'esperienza offerta ad un utente/cliente sono cruciali. Google deve capirlo, in fretta, l'arroganza e la miopia nel lungo periodo non pagano.

Che ne sara' di YouTube tra qualche anno?

p.s. ovviamente dati i problemi di Blogger, non so quando questo post (e gli altri scritti per oggi) andra' online.
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Brightcove: network per piccoli produttori video


Brightcove, una societa' video, ha lanciato questo fine settimana una network per piccoli produttori video.

L'elemento piu' interessante della Brightcove Network e' il suo posizionarsi a meta' strada tra le piu' note piattaforme video (come YouTube) e aziende media professionali. Brightcove produce video per grandi clienti quali MTV, New York Times, e Warner). Il network intende quindi diventare una casa per produttori video semi-professionisti, i quali oltre a continuare a pubblicare i propri video su siti personali potranno aggiungerli a Brightcove, e ricevere il 50% delle entrate pubblicitarie per i video visti in streaming e il 70% quando vengono scaricati o acquistati in DVD. Un'altra differenza con altri siti video sara' infatti una maggiore presenza di video "feature" (oltre i 60 minuti). Infine, un ulteriore incentivo per i piccoli produttori e' dato dal possibile accesso agli attuali clienti di Brightcove.

Il concetto e' sicuramente solido, esplora una nicchia diversa, credo abbia molto potenziale. Una sfida/necessita' (come giustamente fa notare Michael Arrington) sara' quella di riuscire a sviluppare una community attorno a tale potenziale/nicchia.
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sabato, ottobre 28

Riassunto della settimana

Opinione e Mercati
Piattaforme destinate al fallimento?
Wireless dal basso
Google arrogante?
Le 101 persone (mai vissute) piu' influenti
Web 2.0, sociale e politico
Concorsi MySpace, Yahoo!, YouTube
Il potenziale del Web 2.0
La blogosfera in Google News
La storia FaceBook in un e-book.

Siti
Tamago, e-commerce P2P
BeGreen, social network verde
Idio, una rivista virtuale personalizzabile
Travelistic, YoutTube per vacanze
Quantcast, un'"Alexa Umana"
DNA StyleLab, crea e personalizza t-shirt
Arriva lo Shopcasting.

Applicazioni/Strumenti
JobCoin, annunci commerciali personalizzabili
Icebrrg, crea form e moduli per il tuo sito
Feedraider, crea una startpage per il tuo sito
PPTShare, comprimi presentazioni PowerPoint
earFeeder, aggregatore di feeds musicali via RSS
Motore di Ricerca personalizzabile Google
SeekSift, aggregatore e "consigliere" di feeds RSS
applicazioni per foto e calendario per i meno tecnici.
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venerdì, ottobre 27

FON - WiFi dal basso a San Francisco

FON, la start-up Spagnola che promuove lo sviluppo di reti e community WiFi, ha annunciato un nuovo progetto per creare dal basso una rete wirless a San Francisco. Come parte del progetto, denominato "Freedom Friday, FON distribuira' gratuitamente modem e software FON per rafforzare la propria rete. Il concetto dietro a FON e' infatti quello di una community di utenti che condividono pubblicamente l'accesso a reti WiFi, attraverso un particolare modem e software integrati alla propria rete. FON ha circa 115,000 utenti, mentre ci sono oltre 400 millioni di connessioni wireless al mondo: il discorso ha molto senso.

Ho sempre pensato che FON fosse geniale. Questo progetto e' sicuramente interessantissimo e' si colloca al fianco dei tanti progetti per creare reti Wireless (tra cui diverse sviluppate da Google, che e' tra le aziende che supporta FON), e al tempo stesso come alternativa a reti municipali, investimenti massicci in infrastrutture e soprattutto come spina nel fianco per service provider Internet (e credo abbia un impatto anche nel mercato mobile), le quali affermano che la condivisione di una connessione sia in violazione dei loro termini di servizio. Ovviamente non sono d'accordo con le service provider (il loro profitto dovrebbe venire dall'innovazione, da servizi e non fornendo accesso), l'unica domanda semmai e' sulla sicurezza, velocita' e stabilita' della connessione, ma son certo che nel tempo sono tutti fattori teconologici risolvibili.

A quando la prima citta' Italiana "FON"?
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Tamago: e-commerce P2P

Tamago, un sito creato da un ex-sviluppatore Sony, si propone come la prima piattaforma e-commerce P2P. Utenti che scelgono di distribuire contenuti multimediali (musica, video, ebooks ecc..) ricevono royalty (che loro stessi fissano) ogni volta che la creazione viene scaricata.

Un concetto che trovo estremamente interessante e' l'ulteriore possibilita' offerta agli utenti di distribuire i contenuti scaricati, ricevendo una commissione per ogni file condiviso. In sintesi un modello innovativo che monetizza e sfrutta economie di rete per generare profitti per la piattaforma, i creatori di contenuti e per i consumatori-distributori.



[Via Read/Write Web]
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TripTie: pianificazione di vacanze sociale

TripTie e' un sito lanciato la settimana scorsa, per condividere itinerari di vacanze: utenti possono aggiungere (quasi) tutti i dettagli di una vacanza - compagnia aerea, albergo, ristoranti, luoghi d'interesse, negozi ecc... organizzando le diverse componenti e tappe per giorno e aggiungendo foto, suggerimenti, dettagli (come il prezzo) e commenti.

Altri utenti possono salvare itinerari che trovono interessanti, contribuire ad itinerari esistenti con funzionalita' Wiki, aggiungere commenti e soprattutto adattare un itinerario, o mixarne diversi, per crearne uno nuovo pianficare la prossima vacanza.
Infine il sito offre link a siti turistici per prenotare voli e alberghi, auto-noleggi ecc... dai quali riceve una commissione.

Un concetto sicuramente interessante che pero' si posiziona in un mercato molto affollato.

[via Mashable]
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Passo falso di Google?

Qualche giorno fa ho notato questo link sul blog di Google. Ora arrivano i primi commenti dalla rete.

Ho sempre ammirato l'innovazione e l'essere diverso (come Almeyda, chi e' Laziale intende) di Google. Sara' che siamo tutti bravi ad essere diversi finche' non arriviamo in cima: il potere crea vertigini a chiunque?
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JobCoin: annunci commerciali sul tuo sito (in modo diverso - innovativo)

Spuntano ormai come funghi siti (o sezioni all'interno di blog) per annunci commerciali e di lavoro. L'ultimo arrivato e' JobCoin. A differenza di altre proposte, JobCoin e' pensato attorno ad un modello diverso: viene offerta la possibilita' di integrare, sviluppare e gestire annunci all'interno di siti esterni. In sintesi: non la solita integrazione di annunci esistenti o presi da un database unico, ma la possibilita', attraverso gli strumenti JobCoin, di offrire un servizio dal proprio sito.



Il concetto e' quindi davvero originale, dato che permette a chiunque di proporre annunci commerciali sul proprio sito, anche attorno a nicchie specifiche, le possibilita' sono quindi infinite. Il modello business e' altrettanto interessante: il 30% delle entrate date dalla vendita di annunci vanno a JobCoin, e il 70% rimane al gestore del sito. La sfida e' ovviamente quella di attirare siti importanti, interessanti o di nicchie particolari.

Infine, dato il modello collaborativo, il servizio si puo' semplicemente posizionare in qualsiasi "mercato linguistico", ad esempio su qualsiasi sito Italiano. Cosa che ad esempio servizi come Edgeio, non permettono di fare. Credo quindi che JobCoin dovra' battersi in un mercato molto affollato e la sua riuscita dipende da molte incognite, ma trovo che sia una soluzione innovativa, che crea e distribuisce valore, credo quindi che avra' un futuro assai interessante.
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giovedì, ottobre 26

Icebrrg: crea form in modo semplicissimo


Scopro via Go2Web2, Icebrrg, un'ottima applicazione per creare form. Una volta completata l'iscrizione si possono creare diversi tipi di form (pagine contatto, sondaggi, e applicazioni) attraverso un pannello di controllo davvero intuitivo e semplice da usare. La form si puo' creare trascinando i diversi elementi, inserendo le voci necessarie, e una volta contenti con il risultato finale si puo' copiare e incollare il codice sul proprio sito o blog.

Un account gratuito permette di creare fino a tre form, senza hosting di dati, per $9/mese si offre hosting minimo e fino a 10 form semplici. A partire da $24 (fino a $199/mese) si possono creare form piu' complesse, illimitate e con hosting che arriva fino a 1GB.

Un ottimo servizio sotto ogni aspetto, dall'utilita' all'usabilita'.
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BeGreen: Social Network Verde


La notizia e' ormai di qualche giorno fa (per i poco informati, sono anni che se ne parla su molte piattaforme. Consiglio fortemente il documentario di Al Gore), entro il 2050 serve un pianeta nuovo (non capisco come la notizia sia relegabile dope poche ore in un angolo della sezione scienze e tecnologie..): in estrema sintesi consumiamo piu' risorse di quelle che la terra riesce a produrre.

In qualche modo rilevante: qualche giorno fa e' partita BeGreen, una social network "verde". Utenti possono creare profili personali o aziendali dove poter condividere foto e video, partecipare a discussioni o formare gruppi di discussione. Inoltre il sito propone diverse fonti d'informazione e ispirazione, e offre un calcolatore con cui calcolare il proprio impatto ambientale ed emissioni. Una volta calcolato l'impatto si e' invitati a fare una donazione per neutralizzare l'emissioni prodotte.
Infine si offrono servizi di consulenza per aziende.

Il design del sito e' davvero molto bello e trovo inoltre interessante la sezione consulenza per azienda (ma esisteva prima della nascita di BeGreen), ma non sono convinto della sostanza del sito: la neutralizzazione dell'emissioni "costa" centinaia di dollari e non credo che in molti saranno convinti a versare le somme richieste. Un'idea migliore sarebbe stata di proporre un maggior numero di possibili azioni e iniziative a cui partecipare e da intraprendere, e micro-donazioni. Mancano aspetti di condivisione con spazi esterni, e soprattutto l'aspetto community non e' sviluppato in modo da avere un impatto rilevante, generare e promuovere azioni positive o creare valore. La social network non e' stata pensata come un'esperienza e una rete architettate attorno alle specificita' ambientali.

In sintesi: una Friendster verde con un design impressionante.
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Le 101 persone piu' influenti che non sono mai vissute

Ho appena scoperto (via MetaFilter) un nuovo libro sulle 101 persone piu' influenti che non sono mai vissute. Il sito propone le prime 50 posizioni (dove troviamo Godzilla, King Kong e l'uomo Marlboro tra gli altri).

Perche' ne parlo su La Tela? Non l'ho ancora letto, ma trovo l'idea molto interessante. Non conosco la classifica completa, ma pensando ad un contesto 2.0/web/tecnologico, credo che una classifica del genere debba (o di certo, un giorno, comprendera') personaggi emersi da realta' come SecondLife, video giochi (Super Mario?) e addirittura fa riflettere su dove collocare realta' che vivono tra realta' e rete su piattaforme come MySpace e YouTube (pensate al fenomeno di Lone1yGirl15 o a profili MySpace con decine di migliaia di amici).

Se v'interessa il libro e' disponibile (in Inglese) via Amazon (il link passa attraverso il mio Astore).
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La storia FaceBook in un ebook (gratis - per 24 ore)

Karel Baloun, uno dei primi a lavorare su FaceBook ha appena pubblicato un libro "Inside FaceBook", per raccontare, dall'interno, la storia della social network. Il libro, in versione pdf, costa $12 (9 per studenti) oppure $39 per l'edizione stampata e autografata.

Se vi affrettate pero': per le prossime 24 ore potete scaricare il testo gratuitamente, grazie ad un'offerta attraverso TechCrunch.

[Via TechCrunch]
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Piattaforme destinate al fallimento?


Eyespot, un'applicazione per editare video attraverso un browser ha annunciato ieri di aver ricevuto $3 millioni in finanziamenti VC [via TechCrunch]. Per l'applicazione, simile a JumpCut nella sua funzionalita', la domanda fondamentale sara' come e dove verra' integrata: come menzionato per altri concetti simili, il loro valore diventa importante esclusivamente se aggiunto ad uno spazio popolato di contenuti e utenti.


E' partita ieri Hidden Market, una social network per professionisti, che partendo dalla premessa che il 70-80% (dato loro, non "scientifico") dei lavori non vengono pubblicizzati, si propone come rete dove scambiare e condividere informazioni interne. Utenti possono creare un profilo personale, sviluppare gruppi e reti di amici, ricevere aggiornamenti via RSS o Email, segnalare amici, lasciare commenti o raccomandazioni relativi ad amici o su lavori offerti.
Personalmente non vedo la differenza rispetto a LinkedIn (servizio/sito che non adoro), o meglio Hidden Market sembra (come funzionalita'/strumenti) una LinkedIn di serie B.

Sempre ieri, e' nata Knover, una social network per celebrita'. L'unico limite: le celebrita' non ci sono. Tutte le, oltre 16,000, pagine sono auto-generate. Difficilmente le celebrita' arriveranno. L'unica funzione particolarmente interessante (se siete ad esempio lettori accaniti di Novella 2000), e' uno strumento che permette di rilevare le relazioni tra celebrita' e notizie: si possono effettuare ricerche con due termini di ricerca, per esplorare le relazioni tra due celebrita', tra una notizia apparsa sui giornali ed un attore oppure cercare ad esempio un film, i risultati ottenuti sono suddivisi per livelli e reti - le biografie dei protagonisti sono al primo livello, mentre ai gradi successivi si trovano video YouTube, informazioni sull'uscita del DVD, notizie rilevanti e altre celebrita' in qualche modo legate sia al film che ai protagonisti.

LuckyOliver e' un sito che si propone a fotografi professionisti e semi-professionisti come uno spazio dove poter esibire e vendere le proprie fotografie. LuckyOliver si posiziona in una terra di nessuno, ovvero dove non credo ci sia un mercato: le royalty sono troppo basse per attirare fotografi professionisti e chi invece cerca fotografie le puo' trovare in quantita' e qualita' assai migliore, ad esempio, su Flickr, spesso gratuite. Non ritengo nemmeno che LuckyOliver abbia il potenziale per sviluppare un mercato nuovo, non vedo incentivi ne' per fotografi ne per chi cerca foto.
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mercoledì, ottobre 25

Concorso MySpace per comici e cabarettisti

Dopo Yahoo! anche MySpace lancia un concorso per scovare talenti sulla propria piattaforma. Molto interessante. Ieri, ho definito miope il progetto Yahoo!, perche' quindi un concorso su MySpace e' diverso?

Al di la dei $50,000 offerti come primo premio (anche su Yahoo!):

1) il vincitore ricevera' un contratto per un programma comico (su uno dei canali News Corp.), il quale andra' in onda anche su MySpace;

2) a differenza della proposta Yahoo!, non ci si puo' iscrivere al concorso MySpace: sono stati selezionati dei finalisti tra i video piu' popolari gia' presenti su MySpace;

3) i finalisti verranno invitati ad esibirsi in uno spettacolo cabaret a Los Angelese che verra' trasmesso su MySpace dove utenti voteranno i loro preferiti. Le cinque persone con piu' voti parteciperanno alla finalissima di Las Vegas.

In sintesi: il concorso MySpace sfrutta logiche di rete gia' presenti su MySpace e attraverso il concorso verra' aggiunto valore nuovo alla social network.
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Appunti su Web 2.0 "Sociale e Politico"

Ieri ho riflettuto su come il Web 2.0 abbia prodotto un impatto importante su diverse industrie creative, ma come meccanismi simili ancora non sono stati pienamente tradotti in equivalenti in termini di globalizzazione e cambiamenti sociali e politici. D'allora sto riflettendo maggiormente su come il Web 2.0 possa essere impiegato per avere maggiore impatto sociale e politico, ed ho pensato di usare questo spazio (anche) per appunti durante questa mia (chiamiamola, per mancanza di parole migliori) ricerca. Ovviamente in parallelo continuero' a proporre i soliti articoli e temi.

Oggi ho letto un articolo molto interessante su Wired (in Inglese) che parla di come il Web 2.0 si stia integrando in diversi aspetti delle prossime elezioni Americane, producendo diversi esempi interessanti, tra cui Open Secrets che permette di monitorare la spesa pubblica e, l'esempio forse piu' "famoso" la guida per l'elezioni in Google Earth. Il Web 2.0 che sara' centrale anche nelle prossime elezioni politiche Inglesi (qui e qua).

Credo siano entrambi esempi interessanti, ma che svelano solamente frammenti del potenziale 2.0. In sintesi: non sono spazi completi, non per questo d'importanza minore, sono un inizio fondamentale (non voglio essere frainteso), ma semplificando la questione, non sono un'equivalente MySpace o YouTube.

Le proposte "complete" di oggi, come ad esempio MoveOn (piccola anticipazione: a breve lancera' Avaaz, una "MoveOn" Globale/Europea che sara' sviluppata anche in Italiano) e in Italia il blog di Beppe Grillo hanno il limite di essere "1.0": partono dall'alto (anche se coinvolgono attivamente la base e le offrono una piattaforma e strumenti per agire), sono efficaci nel fare "casino", sono meccanismi e processi formalizzati, una campagna o petizione per promuovere o informare attorno a questioni circoscritte oppure nel coinvolgere un numero elevato di persone gia' "attiviste". Un'entry in un blog con oltre 1000 commenti non crea necessariamente community o una rete che poi genera una riforma/cambiamento/impatto. I 1000 commenti non diventano valore sociale condivisibile. Si perdono al commento successivo, spariscono con ogni nuovo post: non vengono liberati effetti e meccanismi di rete. Le raccomandazioni su MySpace (in modo aperto, non-istituzionalizzato, informale e organico) fanno emergere dal basso un gruppo come gli Artic Monkeys, conducono ad un album multi-premiato e modificano i meccanismi insiti nelle industrie musicali. Gli elementi chiave sono i meccanismi, le dinamiche nella "catena di valore" che partono, passano, sono ri-mixate e usate dal basso e le implicazioni tangibili sul contesto.

Sempre per non essere frainteso, credo che sia MoveOn che il Blog si Grillo, siano esempi importanti di come Internet possa essere usata per attivismo sociale e politico, e per promuovere un cambiamento positivo. Il mio punto e' un altro, sto parlando di meccanismi differenti, non-formalizzati: il Web 2.0 ha un potenziale diverso, forse piu' profondo, nella natura stessa del 2.0 c'e' la capacita' di contraddire le logiche e i meccanismi del mercato di massa, di Hollywood e del blockbuster (= attuali logiche politiche e media. La teoria della "Long Tail"), far emergere talenti nascosti e interessi di nicchia (= i lati oscuri della globalizzazione e questioni sociali e politiche importante) e attraverso effetti di rete ha un impatto e genera, produce, condivide e distribusice valore (= cambiamento sociale e politico).
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Toufee e SnapPages: applicazioni per i "non-tecnici"


SnapPages e' una nuova applicazione per creare e gestire un calendario e foto online (combinazione interessante). Il primo pensiero: ne esistono centinaia di applicazioni simili. In realta' SnapPages si propone ad un pubblico poco tecnico, a cui offre un pannello di controllo elementare, funzioni essenziali, poche opzioni e la possibilita' di creare una galleria fotografica in pochi click o di gestire e condividere un calendario online in modo immediato. Il secondo pensiero e' quindi che l'applicazione e' utile e sicuramente ha un pubblico.


Un ragionamento simile sta dietro a Toufee, un'applicazione che permette di creare video e presentazioni in flash, senza bisongo di conoscenze tecniche. Toufee, che e' sviluppato in India, permette ad un utente di "drag & drop" in unica finestra le diverse componenti da usare nella presentazione che si vuole creare, e di gesitre il tutto con un pannello di controllo molto intuitivo, da cui poter coordinare tutte gli strumenti necessari (come aggiunta di testi, sovvraimposizioni, creazione di clip nuove, l'ordine delle slide ecc...). Si possono in oltre importare foto da Flickr e video da YouTube, e il risultato finale e' facilmente esportabile su siti esterni come blog e MySpace.
Per certi versi Toufee si presenta come una versione semplificata (e secondo me meno interessante) di ScrapBlog.
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Idio: rivista virtuale personalizzabile


Dall'Inghilterra arriva Idio, una rivista in flash su musica e design. Idio non e' pero' la "solita" rivista in flash, infatti offre un'esperienza estremamente personalizzabile e collaborativa, che trovo davvero interessante, arriverei anzi a dire che come concetto, tra quelli lanciati ultimamente, e' una delle idee con maggiore potenziale.

Un utente/lettore s'identifica "geograficamente e demograficamente" e indica quali siano i propri interessi e gusti musicali. Idio traduce i dati nella compilazione della rivista. Ed e' solo l'inizio. I lettori possono poi votare e commentare la qualita' degli articoli proposti e proporne altri (via email, link a siti esterni e soprattutto via RSS). Tutto cio' ha effetti sulla rivista, che viene ri-ordinata per i lettori futuri (con interessi simili), e i commenti e gli articoli migliori integrati al suo interno. I contenuti non si limiteranno solamente ad articoli, infatti essendo in flash si potranno integrare immagini e file video o audio.

Le pagine si dividono in tre categorie: viste e commentate, viste e non ancora commentate, e nuove, da vedere. Un lettore puo' saltare in modo semplicissimo da una pagina all'altra e anche cambiare l'ordine delle pagine, "draggando e droppando" le relative icone.
Qui potete vedere un video che fornisce una guida dettagliata su come funziona il progetto.

Infine interessante anche il modello business e d'incentivo offerto a chi contribuisce contenuti: tutti coloro che contribuiscono contenuti, e che vengono "pubblicati", riceveranno una parte dell'entrate pubblicitarie generate da Idio. Le pubblicita' offerte sulla rivista saranno ovviamente in flash.

Come gia' detto, son convinto che abbia un potenziale pazzesco, non solo come rivista di successo, ma, al di la del design e della musica, trovo Idio interessante soprattutto come modello innovativo per aggregare e condividere contenuti, attorno a qualsiasi tema, all'interno di una rete aperta, e con meccanismi collaborativi che facilitano una crescita organica e il costante emergere di contenuti di qualita' scelti e proposti da una community.
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martedì, ottobre 24

FeedRaider: integra una "startpage" e un aggregatore nel tuo sito


FeedRaider e' un nuova applicazione che puo' essere riassunta come una combinazione tra NetVibes, PageFlakes e PopUrls: il sito infatti permette non solo di creare a personalizzare una stratpage aggregando feeds RSS da siti e blog, e di foto (come Flickr) e video (come YouTube), ma anche di personalizzare la pagina (modificando il CSS), di aggiungere le creazioni in pagine esterne (ad esempio in un blog) copiando e incollando uno script java (sia come widget sia nella sua interezza come parte di una pagina web) oppure di esportare il tutto in OPML (il codice viene fornito) generando una pagina pienamente integrata in un sito.

L'applicazione e' semplicissima da usare, e interseca con il meglio di startpage e aggregatori tradizionali, portandoli quindi ad un nuovo livello di condivisione sociale, e mettendo a disposizione del utente un valore aggiunto importante, e uno strumento ad esempio utilissimo per chi gestisce diversi blog o un network di blog e vuole far visualizzare gli ultimi aggiornamenti, o per chi vuole riunire reti e fonti d'informazione all'interno di uno spazio unico.

Il link che ho creato mentre sperimentavo con l'applicazione.
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ShopCasting

Ho da poco scoperto ThisNext, un sito che (come tanti altri) permette di aggiungere, scoprire, recensire e condividere prodotti. I due elementi piu' interessanti del sito, e che lo rendono diverso da tante altre piattaforme, sono:

La componente di social network: la possibilita' di aggiungere piu' o meno qualsiasi oggetto (ho trovato anche diverse Ferrari?!), di creare un profilo personale ("pagina della raccomandazioni") che aggrega tutti gli oggetti proposti (e link e commenti a/da altri utenti con oggetti simili) funzionalita' tagging e di ricerca per liste tematiche, oggetti simili o parole chiave.

La sezione Shopcasting, che permette di distribuire le proprie raccomandazioni e liste preferite su siti esterni attraverso dei widget personalizzabili.

Infine, quando rilevante, ci sono link a dove poter acquistare i prodotti consigliati (per le Ferrari non c'era alcun link) e la possibilita' di integrare un pulsante al proprio browser per aggiungere automaticamente un prodotto (da qualsiasi sito) al nostro profilo.

Nonostante manchi un incentivo per monetizzare sulle proprie raccomandazioni (tipo Astore di Amazon) la piattaforma e' molto interessante, usata ed ha notevole potenziale, inserendosi tra quei concetti che sfruttano logiche di valore create da reti e condivisione tra "peers". Concetti e potenziale che prima o poi vengono realizzato e monetarizzati. Un esempio su tutti: il successo di YouTube e l'anonimato di Revver (nonostante offrisse potenziali profitti per condividere video).
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Travelistic: YouTube per video delle vacanza


Travelistic, una piattaforma, lanciata ieri, si presenta come la YouTube per video delle vacanze. Il sito aggrega video aggiunti da utenti a contenuti professionali. D'ispirazione "YouTube" sono soprattutto le funzionalita' sociali: la possibilita' di creare profili personali, creare reti di amici, commentare e consigliare video e condividere i preferiti su spazi esterni come MySpace e blog personali. "Ovviamente" presenti funzioni di "tagging", votazione, e classifiche per piu' visti, popolari e ultime aggiunte.
Un'ulteriore funzione molto interessante e' una sezione sviluppata con Google Maps che permette di cercare i video direttamente da una cartina geografica.

Social networks per vacanze non sono la cosa piu' originale del mondo (World Wikia e Real Travel, due proposte da poco recensite su La Tela), ma l'elemento "YouTube" rende Travelistic sicuramente interessante. In un mondo ideale la soluzione completa verrebbe da un ibrido di social networks ricche di recensioni (come Real Travel) e di contenuti video (come Travelistic), prese da sole entrambi risultano orfane: chi integrera' per prima le diverse funzionalita' in un unico spazio riuscira', a mio avviso, ad emergere in questo spazio che va affollandosi sempre piu'.
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Concorso per Ricerca Talento Yahoo! : altro esempio di miopia strategica

La settimana scorsa ho proposto un articolo che analizzava diversi limiti strategici a Yahoo!. Ieri, a confermare ulteriormente la tesi, Yahoo! ha lanciato un concorso per cercare talenti video. Il programma viene presentato come il piu' grande concorso di ogni tempo. [via Mashable]

Il programma e' l'ennesimo esempio, non solo della "disperazione" di Yahoo!, ma di una confusione strategica. Al di la del fatto che il concorso sara' aperto solo a talenti Americani, quindi non potra' essere il piu' grande di ogni tempo, e che emula il YouTube Underground Contest, cio' che sfugge a Yahoo! e' che il valore creato da YouTube e' dato dal fatto che il talento emerge spontaneamente nella social network video (il concorso Underground e' solamente frutto di una sponsorizzazione consistente): e' integrale a meccanismi e principi di economie di rete, e non generato da processi "formali e istituzionalizzati".

Il successo di una social network (in questo caso) in termini di talento = valore creato, e' generato da economie di rete - chi le integra nel proprio DNA (YouTube, MySpace, Google) ha successo, chi e' miope al principio ne ha meno (Yahoo!, Friendster, Sony, Revver ecc...)
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PPTShare: comprimi del 95% le tue presentazioni PowerPoint


PPTShare e' un'applicazione per Windows che permette di comprimere presentazioni PowerPoint fino al 95%.

Per chi manda PowerPoint via email il servizio e' sicuramente potenzialmente utile. Attualmente costa $45 per utenti singoli e $17/utente per 250 a 500 utenti.

L'applicazione offre cinque livelli di compressione: normale, extra, alta qualita', mobile e personalizzabile, con compressioni tra il 65%-95%. Il grande limite e' la costrizione insita nel dover usare il programma via desktop, il livello di utilita' migliorerebbe notevolmente se fosse possibile impiegarlo attraverso un browser o cellulari.

Data l'esistenza di diverse offerte simili (.pps..), PPTShare si propone soprattutto ad aziende. Per chi fosse interessato a provarlo, si offre un test per 10 compressioni.
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earFeeder: trova feed RSS per i tuoi gusti musicali

earFeeder e' un' applicazione, appena lanciata, che scanerizza i file musicali sul tuo hard disk e intuendo i tuoi gusti propone feed RSS a cui ti puoi (direttamente) abbonare. I feeds coperti comprendono blog, siti tematici, e spazi con informazioni inerenti a concerti, album in uscita e canzoni in vendita.

L'idea e' sicuramente interessante, anche se, nonostante le rassicurazioni che il serivizio sia sicuro, personalmente non se mi fiderei pienamente di avere il mio hard disk scanerizzato.
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Google lancia il motore di ricerca personalizzabile e collaborativo

Il programma Google Co-op ha appena partorito un nuovo progetto: un motore di ricerca personalizzabile e collaborativo. Attraverso l'applicazione, chiunque puo' creare un motore di ricerca indicando parole chiave e una lista di siti nei quali effettuare la ricerca. Ulteriori funzionalita' che ho trovato davvero interessanti: "Google Marker" che permette di aggiungere siti e pagine al nostro motore di ricerca in modo automatico, con un click, mentre navighiamo e la possibilita' di sviluppare una piattaforma collaborativa: si puo permetter ad altri utenti di aggiungere risorse al nostro motore di ricerca e rendere il risultato condivisibile su diversi siti.
Inoltre ogni motore di ricerca puo' essere modificato in qualsiasi momento attraverso un pannello di controllo e ognuno viene dotato di una homepage (URL) propria.

Ovviamente esistono diversi progetti simili di "search sociale", qui il valore aggiunto e' forse dato dalla semplicita' di creazione e gestione del motore di ricerca (il rovescio della medgalia e' quindi la minore complessita') e dall'offerta di personalizzazione.

Potete provare il test che ho sviluppato nella sidebar (quasi in fondo, a destra) e (ovviamente) se volete collaborare, usare e condividere il motore di ricerca (nel tempo aggiungero' altre risorse, la speranza e' che tra qualche mese diventera' quindi una risorsa utile) siete benvenuti.
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lunedì, ottobre 23

Wiki: cosa sviluppereste con $100 millioni?

Il fondatore di Wikipedia ha chiesto alla community Wiki di suggerire idee da sviluppare, ipotizzando di avere $100 millioni da investire (cosa che Jimmy Wales ha suggerito essere possibile...). Sono gia' diverse le idee interessanti che sono emerse, se ne avete potete contribuire a Meta-Wiki.

L'articolo (via SlashDot) e' solo uno spunto. Stavo per scrivere d'altro, quando l'ho letto ed ho pensato che in qualche modo fosse rilevante. Mi trovo spesso a discutere, per lavoro o con amici, di Web 2.0 e del potenziale d'Internet, quasi sempre spunta la domanda: quale credi sara' la prossima grande innovazione. Una domanda da $100 millioni che si fanno in tanti (tutti se lavori in ambito media).

Chi legge La Tela, sa, che a mio avviso, il Web 2.0 va definito da community, reti, mercati e valore, e non come tecnologia. Credo che piattaforme come MySpace, YouTube, Wikio, Digg, Flickr, Zoho ecc... hanno avuto un impatto importante e positivo nel cambiare per il meglio, l'industria musicale, il modo di condividere video e foto, leggere, cercare e usare informazione ed opinione e nel modificare metodi lavorativi: hanno creato valore, permesso maggiore accesso e soprattutto hanno rotto gli equilibri di un mercato di massa, portandoci dall'uniformita' del conglomerato blockbuster all'apprezzamento per una diversita' insita in una miriade di nicchie e micro-mercati, liberando quantita' infinita di contenuti e conoscenze, e mettendo nelle mani del consumatore/utente poteri di produzione, distribuzione e creazione, e soprattutto d'influire, che partono dal basso. In sintesi cio' che e' stato cambiato per il meglio sono gli equilibri all'interno di mercati, soprattutto culturali e creativi.

Dove pero' il Web 2.0 ha avuto molto meno impatto e' in termini di globalizzazione sociale e politica: la globalizzazione ha ancora molti risvolti oscuri e nascosti e la nostra classe politica e' cambiata poco.
Il Web 2.0 che tanto ha fatto per far crescere artisti emergenti, scoprire opinioni e contenuti di nicchia, per rendere esponenziale ed influente il passaparola e l'opinione "della massa" sfruttando economie di rete, ancora troppo poco ha fatto per far emergere realta' nascoste, per modificare equilibri sociali e politici, e soprattutto nell'avere un impatto importante nel generare cambiamenti positivi, e nel creare valore tangibile adoperando i medesimi principi.
Non voglio affermare che non l'abbia fatto in modo assoluto, ma semplicemente che paragonato all'impatto in altre sfere, il valore creato e' decisamente minore.

Credo sia in questo contesto, al tempo stesso il potenziale maggiore, e la sfida piu' complessa, del Web 2.0. E dove investirei $100 millioni.
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Quantcast: arriva l'Alexa "umana"

Quantcast si propone come una directory aperta di siti web: uno spazio per gestori di siti di aggiungere le proprie piattaforme e per utenti di lasciare e condividere commenti.

L'elemento che pero' trovo maggiormente interessante e di valore, sono i dati e statistiche offerte sui diversi siti, informazioni che sono particolarmente interessanti in termini di pubblicita', ricerche di mercato e marketing. Ad esempio fornendo dati sulla demografia dell'audience di un sito, risultati rilevanti a campagne pubblicitarie (ad esempio sulla tipologia e il numero di visite da sito X ad Y).

Ogni profilo (ad esempio quello Amazon) presenta informazioni rilevanti all'eta' di visitatori, background scolastico, sociale ed economico, e dati inerenti al numero di visite, durata media sul sito, provenienza, spesa media ecc...
Gli strumenti sono quindi utili, per chi deve capire dove e come fare pubblicita', e per gestori di siti (chiunque puo' aggiungere il proprio sito) per capire come posizionarsi sul mercato, offrendo ad entrambi una piattaforma ed un linguaggio comune.

Ultimo elemento da notare: la piattaforma e' sviluppata su piattaforma MediaWiki.
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SeekSift: aggregatore, reader e "consigliere" RSS


SeekSift e' un servizio lanciato da poco che aggiunge alle solite funzioni di un aggregatore e reader RSS, consigli su feeds da seguire.

Un utente puo' infatti aggiungere al reader non solo un feed, ma anche un argomento e parole chiave (ad esempio Yahoo!), selezionare la frequenza con cui ricevere aggiornamenti (ad esempio ogni 2 ore) e ricevere link a feeds rilevanti all'argomento scelto via browser (dal sito stesso) oppure via email. Si ha inoltre la possibilita' di gestire diverse "ricerche" simultaneamente, di aggiungerne di nuove o cancellarle una volta che viene meno la loro utilita'.

Un servizio davvero utile, il quale aiuta a salvare ore di ricerca, che pero' ha un limite importante: manca la possibilita' di ricevere gli aggiornamenti direttamente via RSS o di abbonarsi ad un feed in modo automatico. Credo sia un'opzione che andrebbe aggiunta urgentemente, dato che darebbe un uteriore valore aggiunto ad una piattaforma gia' ottima, e sicuramente non e' troppo complicata come integrazione: rimane quindi un concetto vincente e con molto potenziale.
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DNA Style Lab: crea e personalizza la tua t-shirt


La settimana scorsa ho menzionato Staggr, un sito che verra' lanciato a breve e che permettera' di personalizzare abiti.

DNA Style Lab, con un concetto simile, li ha battuti sul tempo. Oltre alle possibilita' di personalizzazione, la piattaforme integra diverse funzionalita' sociali, proponendosi come una vera e propria social network. Designer possono infatti creare profili contenenti le loro immagini, che altri utenti possono poi draggare su una t-shirt. Una volta contenti con il risultato finale, si visualizza il prezzo (basato sul costo della t-shirt, il design, percentuale che va a DNA Style Lab e spedizione) ed eventualemente effetua l'ordine.

Un'ulteriore funzione molto interessante e' data dalla possibilita' di poter "mixare" diversi design ed usare poi il proprio profilo per esibire le creazioni e come negozio per venderle (ovviamente tutti i designer che "contribuiscono" ad un design ricevono una percentuale sulle vendite).

Infine, la maggiore partecipazione di un utente/designer al sito (ad esempio design uploadati, immagini mixate, t-shirt acquistate/vendute) comporta l'opportunita' di raccogliere punti, poi spendibili sul sito (ad esempio com