martedì, ottobre 31

Acquisizioni e Partnership: Google-JotSpot, Wired-Reddit, Microsoft Office Live - a quando Yahoo!-FaceBook?


Da oggi Google entra nel mercato dei Wiki acquisendo JotSpot. Oltre ad offrire una piattaforma wiki, JotSpot propone diversi strumenti di project management. La sensazione condivisa e' che l'acquisizione sara' rilevante nel contesto di Google Docs & Spreadsheets, aggiungendo all'offerta "office" un'applicazione project management con funzionalita' wiki, dato che Google gia' offre, ho ha il potenziale di sviluppare con pochi sforzi, gli altri elementi JotSpot.
Non sono stati rilasciati i dettagli finanziari dell'affare, si sa solo che JotSpot diverra' un servizio gratuito (fino ad oggi e' stato a pagamento. $5-200/mese), e che potrebbe essere rinominato G-Spot (mi piace).
L'annuncio sul blog di Google.

Notizia dell'ultima ora [via TechCrunch]: Conde' Nast (proprietaria di Wired) ha appena annunciato l'acquisizione di Reddit, un aggregatore di news simile a Digg (a cui fa l'occhiolino News Corp.).

Microsoft ha da poco annunciato una partnership con Zend, una socita' PHP, attorno a Office Accounting Express, un programma di contabilita' offerto attraverso il web. Il programma permette ad utenti anche d'integrare pubblicita' nel programma e di funzionare con servizi come eBay e PayPal. In parallelo e' arrivato l'annuncio che il BETA di Office Live verra' lanciato il 17 Novembre.

A questo punto si aspetta una reazione Yahoo! (che voci di mercato davano interessata a JotSpot) - acquisira' FaceBook? FaceBook non cedera' per meno di $1 miliardo e intanto, dopo introdotto iscrizioni pubbliche e aperte a tutti, ha lanciato una nuova funzione molto utile: un bottone e icone per aggiungere e condividere su FaceBook, in un click, un link/sito trovato sul web. Simile a "Digg This!" e "post to del.icio.us", per intenderci. Preparatevi ad un'invasione di piccole "f" a fianco delle solite icone.
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Anche la Levi's lancia una campagna pubblicitaria esclusiva al web

Dopo la FIAT e la Renault, arriva una campagna "pubblicitaria 2.0" Levi's. Il produttore di jeans ha infatti prodotto la campagna "FIT", sei spot esclusivi per il web, che da domani verranno trasmessi esclusivamente via MySpace e MSN.

Fino ad oggi diverse campagne pubblicitarie comprendevano elementi web oppure spot televisivi venivano uploadati su siti come YouTube, la componente piu' interessante di questo nuovo approccio Levi's e' quindi quello di essere pianficato e pensato per il web. Non ho ancora visto i video (come menzionato partono domani), ma da diversi articoli che ho letto si parla di clip di 30 secondi, poco "intasati", con due protagonisti, per la generazione iPod in mente e, altro elemento unico al web, offrono diversi gradi d'interattivita', permettendo ad utenti di personalizzare l'esperienza e accedere a contenuti video ulteriori.

Interessante e rilevante (come sempre, un appello per le aziende web - Yahoo! - il branding 2.0 sara' un mercato con potenziale immenso). Aspetto con curiosita' (ovviamente) i video, e la reazione della rete. Intanto posso dire che i nuovi jeans mi piacciono molto.
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La Tela 2.0 a Radio Alzo Zero

La settimana scorsa ho partecipato alla trasmissione Noi Nel Mezzo (di Giuliano Gennaio) su Radio Alzo Zero, dedicata al Web 2.0.

Grazie a Luca Conti vi segnalo il link della tramissione, nel caso ve la fosse persa.

La trasmissione (via SkypeCast) e' stata davvero interessante e stimolante, e spero davvero sia solo l'inizio di un'ampia discussione ed esplorazione in Italia su come integrare in modo efficace il Web 2.0.
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Glue: pubblica e crea contenuti per il web via browser e cellulare


Scopro via SolutionWatch Glue, un servizio che permette di creare e pubblicare contenuti per un sito attraverso un browser o un cellulare.

Attraverso l'interfaccia di Glue si possono uploadare foto, immagini, video e altri file, aggiungere testi, implementare layout e funzionalita' semplici, generando quindi una vera e propria pagina web oppure l'opportunita' di sviluppare contenuti per applicazioni.
L'elemento unico di Glue e' dato dal fatto che il una volta completata la pagina si sceglie il formato di esportazione (Flash, JavaScript, RSS, PHP, ASP, o XML) e si trasferisce direttamente al sito dove s'intende pubblicare oppure si copia e incolla il codice.

Glue offre anche l'opzione di usare HTML per le componenti testo, il codice per integrare una creazione in una pagina esistente in modo semplice, e la possibilita' di modificare/rendere omogeneo il CSS. I risultati finali sono piu' che decenti: un profilo MySpace (in Flash) e una pagina in Java.

Stando ai commenti dei fondatori (su SolutionWatch), a breve sviluperanno per Glue diverse modalita' con cui integrare funzionalita' piu' dinamiche all'interno delle pagine che si producono - tra cui la possibilita' aggiungere commenti ad contenuti, calendario eventi e altre funzioni sociali. Inoltre hanno sottolineato come il servizio sia stato pensato soprattutto per gruppi e artisti musicali emergenti e designer/sviluppatori che lavorano nell'industria musicale.

In sintesi un servizio davvero utile e innovativo. Sicuramente uno dei concetti 2.0 piu' interessanti che abbia avuto modo di provare recentemente.
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HooversConnect: un altro clone LinkedIN o una nuova nicchia?

La settimana scorsa ho recensito HiddenMarket, un servizio - troppo - simile a LinkedIN. Troppo perche' non sono un tifoso della clonazione, al tempo stesso credo molto nei micro-mercati di nicchia: la sfida e' distinguere una fotocopia da una nicchia.


E' stata lanciata ieri HooverConnect [via Mashable], una social network business. L'elemento principale del servizio e' un'estensione per Outlook (a breve anche per Gmail e Yahoo! mail) che genera automaticamente una rete di contatti basandosi sulle persone con cui siamo maggiormente in contatto. L'elemento che lo rende simile a LinkedIN e' dato dal fatto che entrano nella rete anche i contatti delle persone nel proprio network (se anche loro usano l'estensione).

Il concetto e' sicuramente interessante, anche se per funzionare al meglio a bisogno di un alto utilizzo della necessaria estensione: sarebbe sicuramente un valore aggiunto in una rete esistente (ad esempio come estensione per LinkedIN), creare una community da zero attraverso un'estensione e' un discorso completamente diverso.
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eSnips si assicura $2 millioni in finanziamenti

La start-up Israeliana eSnips si 'e garantita ieri $2 millioni in finanziamenti. La piattaforma, che conta oltre un millione di utenti, e' una social network che offre ad utenti la possibilita' di acquistare e vendere arte, media e musica. Il sito e' estremamente semplice anche nel suo modello business: Google ADsense e account premium per chi vuole uploadare contenuti che superano 1GB.

[Via TechCrunch]

Trovo sia questa semplicita' l'elemento piu' interessante di eSnips, l'aver intuito dove e come posizionarsi, concentrandosi esclusivamente (per ora - prima dei $2 millioni..) sul proprio target, con la componente monetizzazione quasi come conseguenza organica.
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lunedì, ottobre 30

SaySwap: community per scambiare video giochi


Qualsiasi appasionato di video giochi sa che sono pochi i giochi che durano nel tempo. Dopo qualche mese di notti insonni, si diventa troppo bravi, serve un gioco nuovo. L'offerta online in parte risolve questo limite, ma rimane forte il desiderio di volersi misurare con in un'esperienza nuova (nel mio caso - ho una PSP - esce la nuova versione di FIFA o ProEvo).

E' questo il ragionamento dietro a SaySwap, una nuova community per scambiare video giochi. Utenti hanno la possibilita' di creare un profilo, elecando i giochi che stanno cercando, che possiedono e sono disponibili a scambiare con altri. Il sito integra inoltre un sistema di "feedback" simile a quello di eBay che si basa sul numero di scambi effettuati.

Oltre a scambi alla pari si possono acquistare giochi attraverso dei buoni (da comprare sul sito) oppure scambiando punti, i quali si accumulano ad ogni transazione oppure invitando amici (che completano un acquisto sul sito). I diversi giochi sono categorizzati e cercabili per console e genere. Altre funzioni sociali comprendono la possibilita' di aggiungere commenti e recensioni per giochi e un messenger per communicare con altri utenti.

Il concetto e' davvero interessante, e come detto credo sia molto utile e che si posizioni quindi in un mercato con molto potenziale. Per quel poco che l'ho provato, il sito e' semplice da usare e soprattutto ben popolato di giochi, quindi se siete appassionati di gaming vale la pena fare un giro!
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Newgie: un aggregatore 2.0 che parte da -2

La settimana scorsa ho ricevuto un invito per testare il BETA di Newgie, un aggregatore d'informazione simile a Wikio.
Newgie si propone come una piattaforma rivoluzionaria: anziche' ordinare notizie in base ai voti degli utenti, articoli vengono classificati in base a visite, raccomandazioni e fonti preferite. In sintesi: piu' un articolo viene letto e inviato ad altri, oppure maggiore il numero di utenti che aggiunge ai propri preferiti una determinata fonte, maggiormente una notizie/fonte sale in classifica.

Oltre alle fonti principali proposte dal sistema, utenti possono aggiungere link, proporre feeds alternativi e inviare articoli, la classifica, come spiegato, viene poi creata in base all'attivita' degli utenti. Il concetto e' interessante, ma sinceramente non vedo come sia rivoluzionario: 1) le classifiche dei piu' visti, preferiti ecc... gia' esistono; 2) si e' costretti a passare per newgie per segnalare fonti, articoli e feeds, non e' offerto un meccanismo immediato alla "Digg This" - si chiede molto ad un utente, dando poco in cambio in termini di valore aggiunto; 3) e soprattutto, a prescindere dalle fonti principali (proposte da tutti gli aggregatori di news), la segnalazione di un articolo e fonte, in termini di implicazioni pratiche, non e' in qualche modo un "voto", come lo e' un'alta densita' di attivita'?

In sintesi, il risultato finale e' potenzialmente simile, ma le dinamiche adottato sono piu' complicato, chiuse, "meno community", poco 2.0.
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Arriva NOI: scuola per attivisti web


Scopro ora la New Organizing Institute (NOI) (via Emily Chang), un programma per aiutare giovani attivisti web a sviluppare competenze rilevanti a campagne ed organizzazioni politiche.

L'elemento principale di NOI e' un scuola/programma di formazione (con corsi intensivi implementatit in un weekend e corsi che durano diverse settimane), per giovani attivisti, sviluppata attorno a tematiche, strumenti e competenze rilevanti a campagne politiche progressive. L'istituto e' stato creato in partnership con MoveON e coinvolge esperti di communicazione web delle campagne Lamont, Kerry, Dean, Clark, ed Edwards.

L'istituto offre inoltre training per organizzazione e in parallelo a l'elemento scuola/formazione lavora per la creazione di una "knowledge network" e un'enciclopedia di tecnologia politica ed organizzazione web, sviluppate come Wiki, ed infine sviluppera' un ramo di ricerca per esplorare ed analizzare diverse campagne politiche e rendere pubblici i risultati con lo scopo di condividere esperienze e promuovere attivita' sempre piu' efficienti.

Se siete interessati a partecipare (ci sono anche diverse opportunita' per contribuire ai curriculum e una sezione di lavori interenti a communicazioni web), potete visitare la pagina "Get Involved".
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Cara Google...

La settimana scorsa ho evidenziato un posto apparso sul blog di Google e le lamentele che ha suscitato nella blogosfera.

Ora spunta un altro "caso Google". Sono circa due giorni e mezzo che non si riesce a pubblicare via FTP attraverso Blogger (di proprieta' Google). La cosa piu' fastidiosa e' che sul blog di Blogger dicono che il problema e' stato risolto. In realta' basta farsi un giro sui forum di discussione per capire che non e' cosi'.

Oltre alla solita arroganza, cio' mette a nude serie mancanze in termini di servizio clienti (almeno quando ho avuto questioni con l'hosting di Yahoo!, hanno ammesso il problema, aiutato a far test, capire dove fosse e eventualmente risolverlo, infine si sono scusati) e soprattutto da' l'impressione, triste, che l'offrire il migliore servizio possibile non sia una priorita' per Google. Blogger sembra essere semplicemente una mucca da cui prelevare latte pubblicitario.

Capisco quanto sia complesso il management di processi di cambiamento e di crescita, e molto probabilmente non ho le competenze per suggerire come Google debba gestire questa crescita (anche perche' i risultati e l'innovazione sono decisamente dalla loro parte), pero' so' per certo che il servizio clienti e l'esperienza offerta ad un utente/cliente sono cruciali. Google deve capirlo, in fretta, l'arroganza e la miopia nel lungo periodo non pagano.

Che ne sara' di YouTube tra qualche anno?

p.s. ovviamente dati i problemi di Blogger, non so quando questo post (e gli altri scritti per oggi) andra' online.
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Brightcove: network per piccoli produttori video


Brightcove, una societa' video, ha lanciato questo fine settimana una network per piccoli produttori video.

L'elemento piu' interessante della Brightcove Network e' il suo posizionarsi a meta' strada tra le piu' note piattaforme video (come YouTube) e aziende media professionali. Brightcove produce video per grandi clienti quali MTV, New York Times, e Warner). Il network intende quindi diventare una casa per produttori video semi-professionisti, i quali oltre a continuare a pubblicare i propri video su siti personali potranno aggiungerli a Brightcove, e ricevere il 50% delle entrate pubblicitarie per i video visti in streaming e il 70% quando vengono scaricati o acquistati in DVD. Un'altra differenza con altri siti video sara' infatti una maggiore presenza di video "feature" (oltre i 60 minuti). Infine, un ulteriore incentivo per i piccoli produttori e' dato dal possibile accesso agli attuali clienti di Brightcove.

Il concetto e' sicuramente solido, esplora una nicchia diversa, credo abbia molto potenziale. Una sfida/necessita' (come giustamente fa notare Michael Arrington) sara' quella di riuscire a sviluppare una community attorno a tale potenziale/nicchia.
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sabato, ottobre 28

Riassunto della settimana

Opinione e Mercati
Piattaforme destinate al fallimento?
Wireless dal basso
Google arrogante?
Le 101 persone (mai vissute) piu' influenti
Web 2.0, sociale e politico
Concorsi MySpace, Yahoo!, YouTube
Il potenziale del Web 2.0
La blogosfera in Google News
La storia FaceBook in un e-book.

Siti
Tamago, e-commerce P2P
BeGreen, social network verde
Idio, una rivista virtuale personalizzabile
Travelistic, YoutTube per vacanze
Quantcast, un'"Alexa Umana"
DNA StyleLab, crea e personalizza t-shirt
Arriva lo Shopcasting.

Applicazioni/Strumenti
JobCoin, annunci commerciali personalizzabili
Icebrrg, crea form e moduli per il tuo sito
Feedraider, crea una startpage per il tuo sito
PPTShare, comprimi presentazioni PowerPoint
earFeeder, aggregatore di feeds musicali via RSS
Motore di Ricerca personalizzabile Google
SeekSift, aggregatore e "consigliere" di feeds RSS
applicazioni per foto e calendario per i meno tecnici.
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venerdì, ottobre 27

FON - WiFi dal basso a San Francisco

FON, la start-up Spagnola che promuove lo sviluppo di reti e community WiFi, ha annunciato un nuovo progetto per creare dal basso una rete wirless a San Francisco. Come parte del progetto, denominato "Freedom Friday, FON distribuira' gratuitamente modem e software FON per rafforzare la propria rete. Il concetto dietro a FON e' infatti quello di una community di utenti che condividono pubblicamente l'accesso a reti WiFi, attraverso un particolare modem e software integrati alla propria rete. FON ha circa 115,000 utenti, mentre ci sono oltre 400 millioni di connessioni wireless al mondo: il discorso ha molto senso.

Ho sempre pensato che FON fosse geniale. Questo progetto e' sicuramente interessantissimo e' si colloca al fianco dei tanti progetti per creare reti Wireless (tra cui diverse sviluppate da Google, che e' tra le aziende che supporta FON), e al tempo stesso come alternativa a reti municipali, investimenti massicci in infrastrutture e soprattutto come spina nel fianco per service provider Internet (e credo abbia un impatto anche nel mercato mobile), le quali affermano che la condivisione di una connessione sia in violazione dei loro termini di servizio. Ovviamente non sono d'accordo con le service provider (il loro profitto dovrebbe venire dall'innovazione, da servizi e non fornendo accesso), l'unica domanda semmai e' sulla sicurezza, velocita' e stabilita' della connessione, ma son certo che nel tempo sono tutti fattori teconologici risolvibili.

A quando la prima citta' Italiana "FON"?
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Tamago: e-commerce P2P

Tamago, un sito creato da un ex-sviluppatore Sony, si propone come la prima piattaforma e-commerce P2P. Utenti che scelgono di distribuire contenuti multimediali (musica, video, ebooks ecc..) ricevono royalty (che loro stessi fissano) ogni volta che la creazione viene scaricata.

Un concetto che trovo estremamente interessante e' l'ulteriore possibilita' offerta agli utenti di distribuire i contenuti scaricati, ricevendo una commissione per ogni file condiviso. In sintesi un modello innovativo che monetizza e sfrutta economie di rete per generare profitti per la piattaforma, i creatori di contenuti e per i consumatori-distributori.



[Via Read/Write Web]
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TripTie: pianificazione di vacanze sociale

TripTie e' un sito lanciato la settimana scorsa, per condividere itinerari di vacanze: utenti possono aggiungere (quasi) tutti i dettagli di una vacanza - compagnia aerea, albergo, ristoranti, luoghi d'interesse, negozi ecc... organizzando le diverse componenti e tappe per giorno e aggiungendo foto, suggerimenti, dettagli (come il prezzo) e commenti.

Altri utenti possono salvare itinerari che trovono interessanti, contribuire ad itinerari esistenti con funzionalita' Wiki, aggiungere commenti e soprattutto adattare un itinerario, o mixarne diversi, per crearne uno nuovo pianficare la prossima vacanza.
Infine il sito offre link a siti turistici per prenotare voli e alberghi, auto-noleggi ecc... dai quali riceve una commissione.

Un concetto sicuramente interessante che pero' si posiziona in un mercato molto affollato.

[via Mashable]
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Passo falso di Google?

Qualche giorno fa ho notato questo link sul blog di Google. Ora arrivano i primi commenti dalla rete.

Ho sempre ammirato l'innovazione e l'essere diverso (come Almeyda, chi e' Laziale intende) di Google. Sara' che siamo tutti bravi ad essere diversi finche' non arriviamo in cima: il potere crea vertigini a chiunque?
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JobCoin: annunci commerciali sul tuo sito (in modo diverso - innovativo)

Spuntano ormai come funghi siti (o sezioni all'interno di blog) per annunci commerciali e di lavoro. L'ultimo arrivato e' JobCoin. A differenza di altre proposte, JobCoin e' pensato attorno ad un modello diverso: viene offerta la possibilita' di integrare, sviluppare e gestire annunci all'interno di siti esterni. In sintesi: non la solita integrazione di annunci esistenti o presi da un database unico, ma la possibilita', attraverso gli strumenti JobCoin, di offrire un servizio dal proprio sito.



Il concetto e' quindi davvero originale, dato che permette a chiunque di proporre annunci commerciali sul proprio sito, anche attorno a nicchie specifiche, le possibilita' sono quindi infinite. Il modello business e' altrettanto interessante: il 30% delle entrate date dalla vendita di annunci vanno a JobCoin, e il 70% rimane al gestore del sito. La sfida e' ovviamente quella di attirare siti importanti, interessanti o di nicchie particolari.

Infine, dato il modello collaborativo, il servizio si puo' semplicemente posizionare in qualsiasi "mercato linguistico", ad esempio su qualsiasi sito Italiano. Cosa che ad esempio servizi come Edgeio, non permettono di fare. Credo quindi che JobCoin dovra' battersi in un mercato molto affollato e la sua riuscita dipende da molte incognite, ma trovo che sia una soluzione innovativa, che crea e distribuisce valore, credo quindi che avra' un futuro assai interessante.
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giovedì, ottobre 26

Icebrrg: crea form in modo semplicissimo


Scopro via Go2Web2, Icebrrg, un'ottima applicazione per creare form. Una volta completata l'iscrizione si possono creare diversi tipi di form (pagine contatto, sondaggi, e applicazioni) attraverso un pannello di controllo davvero intuitivo e semplice da usare. La form si puo' creare trascinando i diversi elementi, inserendo le voci necessarie, e una volta contenti con il risultato finale si puo' copiare e incollare il codice sul proprio sito o blog.

Un account gratuito permette di creare fino a tre form, senza hosting di dati, per $9/mese si offre hosting minimo e fino a 10 form semplici. A partire da $24 (fino a $199/mese) si possono creare form piu' complesse, illimitate e con hosting che arriva fino a 1GB.

Un ottimo servizio sotto ogni aspetto, dall'utilita' all'usabilita'.
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BeGreen: Social Network Verde


La notizia e' ormai di qualche giorno fa (per i poco informati, sono anni che se ne parla su molte piattaforme. Consiglio fortemente il documentario di Al Gore), entro il 2050 serve un pianeta nuovo (non capisco come la notizia sia relegabile dope poche ore in un angolo della sezione scienze e tecnologie..): in estrema sintesi consumiamo piu' risorse di quelle che la terra riesce a produrre.

In qualche modo rilevante: qualche giorno fa e' partita BeGreen, una social network "verde". Utenti possono creare profili personali o aziendali dove poter condividere foto e video, partecipare a discussioni o formare gruppi di discussione. Inoltre il sito propone diverse fonti d'informazione e ispirazione, e offre un calcolatore con cui calcolare il proprio impatto ambientale ed emissioni. Una volta calcolato l'impatto si e' invitati a fare una donazione per neutralizzare l'emissioni prodotte.
Infine si offrono servizi di consulenza per aziende.

Il design del sito e' davvero molto bello e trovo inoltre interessante la sezione consulenza per azienda (ma esisteva prima della nascita di BeGreen), ma non sono convinto della sostanza del sito: la neutralizzazione dell'emissioni "costa" centinaia di dollari e non credo che in molti saranno convinti a versare le somme richieste. Un'idea migliore sarebbe stata di proporre un maggior numero di possibili azioni e iniziative a cui partecipare e da intraprendere, e micro-donazioni. Mancano aspetti di condivisione con spazi esterni, e soprattutto l'aspetto community non e' sviluppato in modo da avere un impatto rilevante, generare e promuovere azioni positive o creare valore. La social network non e' stata pensata come un'esperienza e una rete architettate attorno alle specificita' ambientali.

In sintesi: una Friendster verde con un design impressionante.
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Le 101 persone piu' influenti che non sono mai vissute

Ho appena scoperto (via MetaFilter) un nuovo libro sulle 101 persone piu' influenti che non sono mai vissute. Il sito propone le prime 50 posizioni (dove troviamo Godzilla, King Kong e l'uomo Marlboro tra gli altri).

Perche' ne parlo su La Tela? Non l'ho ancora letto, ma trovo l'idea molto interessante. Non conosco la classifica completa, ma pensando ad un contesto 2.0/web/tecnologico, credo che una classifica del genere debba (o di certo, un giorno, comprendera') personaggi emersi da realta' come SecondLife, video giochi (Super Mario?) e addirittura fa riflettere su dove collocare realta' che vivono tra realta' e rete su piattaforme come MySpace e YouTube (pensate al fenomeno di Lone1yGirl15 o a profili MySpace con decine di migliaia di amici).

Se v'interessa il libro e' disponibile (in Inglese) via Amazon (il link passa attraverso il mio Astore).
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La storia FaceBook in un ebook (gratis - per 24 ore)

Karel Baloun, uno dei primi a lavorare su FaceBook ha appena pubblicato un libro "Inside FaceBook", per raccontare, dall'interno, la storia della social network. Il libro, in versione pdf, costa $12 (9 per studenti) oppure $39 per l'edizione stampata e autografata.

Se vi affrettate pero': per le prossime 24 ore potete scaricare il testo gratuitamente, grazie ad un'offerta attraverso TechCrunch.

[Via TechCrunch]
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Piattaforme destinate al fallimento?


Eyespot, un'applicazione per editare video attraverso un browser ha annunciato ieri di aver ricevuto $3 millioni in finanziamenti VC [via TechCrunch]. Per l'applicazione, simile a JumpCut nella sua funzionalita', la domanda fondamentale sara' come e dove verra' integrata: come menzionato per altri concetti simili, il loro valore diventa importante esclusivamente se aggiunto ad uno spazio popolato di contenuti e utenti.


E' partita ieri Hidden Market, una social network per professionisti, che partendo dalla premessa che il 70-80% (dato loro, non "scientifico") dei lavori non vengono pubblicizzati, si propone come rete dove scambiare e condividere informazioni interne. Utenti possono creare un profilo personale, sviluppare gruppi e reti di amici, ricevere aggiornamenti via RSS o Email, segnalare amici, lasciare commenti o raccomandazioni relativi ad amici o su lavori offerti.
Personalmente non vedo la differenza rispetto a LinkedIn (servizio/sito che non adoro), o meglio Hidden Market sembra (come funzionalita'/strumenti) una LinkedIn di serie B.

Sempre ieri, e' nata Knover, una social network per celebrita'. L'unico limite: le celebrita' non ci sono. Tutte le, oltre 16,000, pagine sono auto-generate. Difficilmente le celebrita' arriveranno. L'unica funzione particolarmente interessante (se siete ad esempio lettori accaniti di Novella 2000), e' uno strumento che permette di rilevare le relazioni tra celebrita' e notizie: si possono effettuare ricerche con due termini di ricerca, per esplorare le relazioni tra due celebrita', tra una notizia apparsa sui giornali ed un attore oppure cercare ad esempio un film, i risultati ottenuti sono suddivisi per livelli e reti - le biografie dei protagonisti sono al primo livello, mentre ai gradi successivi si trovano video YouTube, informazioni sull'uscita del DVD, notizie rilevanti e altre celebrita' in qualche modo legate sia al film che ai protagonisti.

LuckyOliver e' un sito che si propone a fotografi professionisti e semi-professionisti come uno spazio dove poter esibire e vendere le proprie fotografie. LuckyOliver si posiziona in una terra di nessuno, ovvero dove non credo ci sia un mercato: le royalty sono troppo basse per attirare fotografi professionisti e chi invece cerca fotografie le puo' trovare in quantita' e qualita' assai migliore, ad esempio, su Flickr, spesso gratuite. Non ritengo nemmeno che LuckyOliver abbia il potenziale per sviluppare un mercato nuovo, non vedo incentivi ne' per fotografi ne per chi cerca foto.
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mercoledì, ottobre 25

Concorso MySpace per comici e cabarettisti

Dopo Yahoo! anche MySpace lancia un concorso per scovare talenti sulla propria piattaforma. Molto interessante. Ieri, ho definito miope il progetto Yahoo!, perche' quindi un concorso su MySpace e' diverso?

Al di la dei $50,000 offerti come primo premio (anche su Yahoo!):

1) il vincitore ricevera' un contratto per un programma comico (su uno dei canali News Corp.), il quale andra' in onda anche su MySpace;

2) a differenza della proposta Yahoo!, non ci si puo' iscrivere al concorso MySpace: sono stati selezionati dei finalisti tra i video piu' popolari gia' presenti su MySpace;

3) i finalisti verranno invitati ad esibirsi in uno spettacolo cabaret a Los Angelese che verra' trasmesso su MySpace dove utenti voteranno i loro preferiti. Le cinque persone con piu' voti parteciperanno alla finalissima di Las Vegas.

In sintesi: il concorso MySpace sfrutta logiche di rete gia' presenti su MySpace e attraverso il concorso verra' aggiunto valore nuovo alla social network.
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Appunti su Web 2.0 "Sociale e Politico"

Ieri ho riflettuto su come il Web 2.0 abbia prodotto un impatto importante su diverse industrie creative, ma come meccanismi simili ancora non sono stati pienamente tradotti in equivalenti in termini di globalizzazione e cambiamenti sociali e politici. D'allora sto riflettendo maggiormente su come il Web 2.0 possa essere impiegato per avere maggiore impatto sociale e politico, ed ho pensato di usare questo spazio (anche) per appunti durante questa mia (chiamiamola, per mancanza di parole migliori) ricerca. Ovviamente in parallelo continuero' a proporre i soliti articoli e temi.

Oggi ho letto un articolo molto interessante su Wired (in Inglese) che parla di come il Web 2.0 si stia integrando in diversi aspetti delle prossime elezioni Americane, producendo diversi esempi interessanti, tra cui Open Secrets che permette di monitorare la spesa pubblica e, l'esempio forse piu' "famoso" la guida per l'elezioni in Google Earth. Il Web 2.0 che sara' centrale anche nelle prossime elezioni politiche Inglesi (qui e qua).

Credo siano entrambi esempi interessanti, ma che svelano solamente frammenti del potenziale 2.0. In sintesi: non sono spazi completi, non per questo d'importanza minore, sono un inizio fondamentale (non voglio essere frainteso), ma semplificando la questione, non sono un'equivalente MySpace o YouTube.

Le proposte "complete" di oggi, come ad esempio MoveOn (piccola anticipazione: a breve lancera' Avaaz, una "MoveOn" Globale/Europea che sara' sviluppata anche in Italiano) e in Italia il blog di Beppe Grillo hanno il limite di essere "1.0": partono dall'alto (anche se coinvolgono attivamente la base e le offrono una piattaforma e strumenti per agire), sono efficaci nel fare "casino", sono meccanismi e processi formalizzati, una campagna o petizione per promuovere o informare attorno a questioni circoscritte oppure nel coinvolgere un numero elevato di persone gia' "attiviste". Un'entry in un blog con oltre 1000 commenti non crea necessariamente community o una rete che poi genera una riforma/cambiamento/impatto. I 1000 commenti non diventano valore sociale condivisibile. Si perdono al commento successivo, spariscono con ogni nuovo post: non vengono liberati effetti e meccanismi di rete. Le raccomandazioni su MySpace (in modo aperto, non-istituzionalizzato, informale e organico) fanno emergere dal basso un gruppo come gli Artic Monkeys, conducono ad un album multi-premiato e modificano i meccanismi insiti nelle industrie musicali. Gli elementi chiave sono i meccanismi, le dinamiche nella "catena di valore" che partono, passano, sono ri-mixate e usate dal basso e le implicazioni tangibili sul contesto.

Sempre per non essere frainteso, credo che sia MoveOn che il Blog si Grillo, siano esempi importanti di come Internet possa essere usata per attivismo sociale e politico, e per promuovere un cambiamento positivo. Il mio punto e' un altro, sto parlando di meccanismi differenti, non-formalizzati: il Web 2.0 ha un potenziale diverso, forse piu' profondo, nella natura stessa del 2.0 c'e' la capacita' di contraddire le logiche e i meccanismi del mercato di massa, di Hollywood e del blockbuster (= attuali logiche politiche e media. La teoria della "Long Tail"), far emergere talenti nascosti e interessi di nicchia (= i lati oscuri della globalizzazione e questioni sociali e politiche importante) e attraverso effetti di rete ha un impatto e genera, produce, condivide e distribusice valore (= cambiamento sociale e politico).
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Toufee e SnapPages: applicazioni per i "non-tecnici"


SnapPages e' una nuova applicazione per creare e gestire un calendario e foto online (combinazione interessante). Il primo pensiero: ne esistono centinaia di applicazioni simili. In realta' SnapPages si propone ad un pubblico poco tecnico, a cui offre un pannello di controllo elementare, funzioni essenziali, poche opzioni e la possibilita' di creare una galleria fotografica in pochi click o di gestire e condividere un calendario online in modo immediato. Il secondo pensiero e' quindi che l'applicazione e' utile e sicuramente ha un pubblico.


Un ragionamento simile sta dietro a Toufee, un'applicazione che permette di creare video e presentazioni in flash, senza bisongo di conoscenze tecniche. Toufee, che e' sviluppato in India, permette ad un utente di "drag & drop" in unica finestra le diverse componenti da usare nella presentazione che si vuole creare, e di gesitre il tutto con un pannello di controllo molto intuitivo, da cui poter coordinare tutte gli strumenti necessari (come aggiunta di testi, sovvraimposizioni, creazione di clip nuove, l'ordine delle slide ecc...). Si possono in oltre importare foto da Flickr e video da YouTube, e il risultato finale e' facilmente esportabile su siti esterni come blog e MySpace.
Per certi versi Toufee si presenta come una versione semplificata (e secondo me meno interessante) di ScrapBlog.
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Idio: rivista virtuale personalizzabile


Dall'Inghilterra arriva Idio, una rivista in flash su musica e design. Idio non e' pero' la "solita" rivista in flash, infatti offre un'esperienza estremamente personalizzabile e collaborativa, che trovo davvero interessante, arriverei anzi a dire che come concetto, tra quelli lanciati ultimamente, e' una delle idee con maggiore potenziale.

Un utente/lettore s'identifica "geograficamente e demograficamente" e indica quali siano i propri interessi e gusti musicali. Idio traduce i dati nella compilazione della rivista. Ed e' solo l'inizio. I lettori possono poi votare e commentare la qualita' degli articoli proposti e proporne altri (via email, link a siti esterni e soprattutto via RSS). Tutto cio' ha effetti sulla rivista, che viene ri-ordinata per i lettori futuri (con interessi simili), e i commenti e gli articoli migliori integrati al suo interno. I contenuti non si limiteranno solamente ad articoli, infatti essendo in flash si potranno integrare immagini e file video o audio.

Le pagine si dividono in tre categorie: viste e commentate, viste e non ancora commentate, e nuove, da vedere. Un lettore puo' saltare in modo semplicissimo da una pagina all'altra e anche cambiare l'ordine delle pagine, "draggando e droppando" le relative icone.
Qui potete vedere un video che fornisce una guida dettagliata su come funziona il progetto.

Infine interessante anche il modello business e d'incentivo offerto a chi contribuisce contenuti: tutti coloro che contribuiscono contenuti, e che vengono "pubblicati", riceveranno una parte dell'entrate pubblicitarie generate da Idio. Le pubblicita' offerte sulla rivista saranno ovviamente in flash.

Come gia' detto, son convinto che abbia un potenziale pazzesco, non solo come rivista di successo, ma, al di la del design e della musica, trovo Idio interessante soprattutto come modello innovativo per aggregare e condividere contenuti, attorno a qualsiasi tema, all'interno di una rete aperta, e con meccanismi collaborativi che facilitano una crescita organica e il costante emergere di contenuti di qualita' scelti e proposti da una community.
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martedì, ottobre 24

FeedRaider: integra una "startpage" e un aggregatore nel tuo sito


FeedRaider e' un nuova applicazione che puo' essere riassunta come una combinazione tra NetVibes, PageFlakes e PopUrls: il sito infatti permette non solo di creare a personalizzare una stratpage aggregando feeds RSS da siti e blog, e di foto (come Flickr) e video (come YouTube), ma anche di personalizzare la pagina (modificando il CSS), di aggiungere le creazioni in pagine esterne (ad esempio in un blog) copiando e incollando uno script java (sia come widget sia nella sua interezza come parte di una pagina web) oppure di esportare il tutto in OPML (il codice viene fornito) generando una pagina pienamente integrata in un sito.

L'applicazione e' semplicissima da usare, e interseca con il meglio di startpage e aggregatori tradizionali, portandoli quindi ad un nuovo livello di condivisione sociale, e mettendo a disposizione del utente un valore aggiunto importante, e uno strumento ad esempio utilissimo per chi gestisce diversi blog o un network di blog e vuole far visualizzare gli ultimi aggiornamenti, o per chi vuole riunire reti e fonti d'informazione all'interno di uno spazio unico.

Il link che ho creato mentre sperimentavo con l'applicazione.
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ShopCasting

Ho da poco scoperto ThisNext, un sito che (come tanti altri) permette di aggiungere, scoprire, recensire e condividere prodotti. I due elementi piu' interessanti del sito, e che lo rendono diverso da tante altre piattaforme, sono:

La componente di social network: la possibilita' di aggiungere piu' o meno qualsiasi oggetto (ho trovato anche diverse Ferrari?!), di creare un profilo personale ("pagina della raccomandazioni") che aggrega tutti gli oggetti proposti (e link e commenti a/da altri utenti con oggetti simili) funzionalita' tagging e di ricerca per liste tematiche, oggetti simili o parole chiave.

La sezione Shopcasting, che permette di distribuire le proprie raccomandazioni e liste preferite su siti esterni attraverso dei widget personalizzabili.

Infine, quando rilevante, ci sono link a dove poter acquistare i prodotti consigliati (per le Ferrari non c'era alcun link) e la possibilita' di integrare un pulsante al proprio browser per aggiungere automaticamente un prodotto (da qualsiasi sito) al nostro profilo.

Nonostante manchi un incentivo per monetizzare sulle proprie raccomandazioni (tipo Astore di Amazon) la piattaforma e' molto interessante, usata ed ha notevole potenziale, inserendosi tra quei concetti che sfruttano logiche di valore create da reti e condivisione tra "peers". Concetti e potenziale che prima o poi vengono realizzato e monetarizzati. Un esempio su tutti: il successo di YouTube e l'anonimato di Revver (nonostante offrisse potenziali profitti per condividere video).
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Travelistic: YouTube per video delle vacanza


Travelistic, una piattaforma, lanciata ieri, si presenta come la YouTube per video delle vacanze. Il sito aggrega video aggiunti da utenti a contenuti professionali. D'ispirazione "YouTube" sono soprattutto le funzionalita' sociali: la possibilita' di creare profili personali, creare reti di amici, commentare e consigliare video e condividere i preferiti su spazi esterni come MySpace e blog personali. "Ovviamente" presenti funzioni di "tagging", votazione, e classifiche per piu' visti, popolari e ultime aggiunte.
Un'ulteriore funzione molto interessante e' una sezione sviluppata con Google Maps che permette di cercare i video direttamente da una cartina geografica.

Social networks per vacanze non sono la cosa piu' originale del mondo (World Wikia e Real Travel, due proposte da poco recensite su La Tela), ma l'elemento "YouTube" rende Travelistic sicuramente interessante. In un mondo ideale la soluzione completa verrebbe da un ibrido di social networks ricche di recensioni (come Real Travel) e di contenuti video (come Travelistic), prese da sole entrambi risultano orfane: chi integrera' per prima le diverse funzionalita' in un unico spazio riuscira', a mio avviso, ad emergere in questo spazio che va affollandosi sempre piu'.
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Concorso per Ricerca Talento Yahoo! : altro esempio di miopia strategica

La settimana scorsa ho proposto un articolo che analizzava diversi limiti strategici a Yahoo!. Ieri, a confermare ulteriormente la tesi, Yahoo! ha lanciato un concorso per cercare talenti video. Il programma viene presentato come il piu' grande concorso di ogni tempo. [via Mashable]

Il programma e' l'ennesimo esempio, non solo della "disperazione" di Yahoo!, ma di una confusione strategica. Al di la del fatto che il concorso sara' aperto solo a talenti Americani, quindi non potra' essere il piu' grande di ogni tempo, e che emula il YouTube Underground Contest, cio' che sfugge a Yahoo! e' che il valore creato da YouTube e' dato dal fatto che il talento emerge spontaneamente nella social network video (il concorso Underground e' solamente frutto di una sponsorizzazione consistente): e' integrale a meccanismi e principi di economie di rete, e non generato da processi "formali e istituzionalizzati".

Il successo di una social network (in questo caso) in termini di talento = valore creato, e' generato da economie di rete - chi le integra nel proprio DNA (YouTube, MySpace, Google) ha successo, chi e' miope al principio ne ha meno (Yahoo!, Friendster, Sony, Revver ecc...)
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PPTShare: comprimi del 95% le tue presentazioni PowerPoint


PPTShare e' un'applicazione per Windows che permette di comprimere presentazioni PowerPoint fino al 95%.

Per chi manda PowerPoint via email il servizio e' sicuramente potenzialmente utile. Attualmente costa $45 per utenti singoli e $17/utente per 250 a 500 utenti.

L'applicazione offre cinque livelli di compressione: normale, extra, alta qualita', mobile e personalizzabile, con compressioni tra il 65%-95%. Il grande limite e' la costrizione insita nel dover usare il programma via desktop, il livello di utilita' migliorerebbe notevolmente se fosse possibile impiegarlo attraverso un browser o cellulari.

Data l'esistenza di diverse offerte simili (.pps..), PPTShare si propone soprattutto ad aziende. Per chi fosse interessato a provarlo, si offre un test per 10 compressioni.
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earFeeder: trova feed RSS per i tuoi gusti musicali

earFeeder e' un' applicazione, appena lanciata, che scanerizza i file musicali sul tuo hard disk e intuendo i tuoi gusti propone feed RSS a cui ti puoi (direttamente) abbonare. I feeds coperti comprendono blog, siti tematici, e spazi con informazioni inerenti a concerti, album in uscita e canzoni in vendita.

L'idea e' sicuramente interessante, anche se, nonostante le rassicurazioni che il serivizio sia sicuro, personalmente non se mi fiderei pienamente di avere il mio hard disk scanerizzato.
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Google lancia il motore di ricerca personalizzabile e collaborativo

Il programma Google Co-op ha appena partorito un nuovo progetto: un motore di ricerca personalizzabile e collaborativo. Attraverso l'applicazione, chiunque puo' creare un motore di ricerca indicando parole chiave e una lista di siti nei quali effettuare la ricerca. Ulteriori funzionalita' che ho trovato davvero interessanti: "Google Marker" che permette di aggiungere siti e pagine al nostro motore di ricerca in modo automatico, con un click, mentre navighiamo e la possibilita' di sviluppare una piattaforma collaborativa: si puo permetter ad altri utenti di aggiungere risorse al nostro motore di ricerca e rendere il risultato condivisibile su diversi siti.
Inoltre ogni motore di ricerca puo' essere modificato in qualsiasi momento attraverso un pannello di controllo e ognuno viene dotato di una homepage (URL) propria.

Ovviamente esistono diversi progetti simili di "search sociale", qui il valore aggiunto e' forse dato dalla semplicita' di creazione e gestione del motore di ricerca (il rovescio della medgalia e' quindi la minore complessita') e dall'offerta di personalizzazione.

Potete provare il test che ho sviluppato nella sidebar (quasi in fondo, a destra) e (ovviamente) se volete collaborare, usare e condividere il motore di ricerca (nel tempo aggiungero' altre risorse, la speranza e' che tra qualche mese diventera' quindi una risorsa utile) siete benvenuti.
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lunedì, ottobre 23

Wiki: cosa sviluppereste con $100 millioni?

Il fondatore di Wikipedia ha chiesto alla community Wiki di suggerire idee da sviluppare, ipotizzando di avere $100 millioni da investire (cosa che Jimmy Wales ha suggerito essere possibile...). Sono gia' diverse le idee interessanti che sono emerse, se ne avete potete contribuire a Meta-Wiki.

L'articolo (via SlashDot) e' solo uno spunto. Stavo per scrivere d'altro, quando l'ho letto ed ho pensato che in qualche modo fosse rilevante. Mi trovo spesso a discutere, per lavoro o con amici, di Web 2.0 e del potenziale d'Internet, quasi sempre spunta la domanda: quale credi sara' la prossima grande innovazione. Una domanda da $100 millioni che si fanno in tanti (tutti se lavori in ambito media).

Chi legge La Tela, sa, che a mio avviso, il Web 2.0 va definito da community, reti, mercati e valore, e non come tecnologia. Credo che piattaforme come MySpace, YouTube, Wikio, Digg, Flickr, Zoho ecc... hanno avuto un impatto importante e positivo nel cambiare per il meglio, l'industria musicale, il modo di condividere video e foto, leggere, cercare e usare informazione ed opinione e nel modificare metodi lavorativi: hanno creato valore, permesso maggiore accesso e soprattutto hanno rotto gli equilibri di un mercato di massa, portandoci dall'uniformita' del conglomerato blockbuster all'apprezzamento per una diversita' insita in una miriade di nicchie e micro-mercati, liberando quantita' infinita di contenuti e conoscenze, e mettendo nelle mani del consumatore/utente poteri di produzione, distribuzione e creazione, e soprattutto d'influire, che partono dal basso. In sintesi cio' che e' stato cambiato per il meglio sono gli equilibri all'interno di mercati, soprattutto culturali e creativi.

Dove pero' il Web 2.0 ha avuto molto meno impatto e' in termini di globalizzazione sociale e politica: la globalizzazione ha ancora molti risvolti oscuri e nascosti e la nostra classe politica e' cambiata poco.
Il Web 2.0 che tanto ha fatto per far crescere artisti emergenti, scoprire opinioni e contenuti di nicchia, per rendere esponenziale ed influente il passaparola e l'opinione "della massa" sfruttando economie di rete, ancora troppo poco ha fatto per far emergere realta' nascoste, per modificare equilibri sociali e politici, e soprattutto nell'avere un impatto importante nel generare cambiamenti positivi, e nel creare valore tangibile adoperando i medesimi principi.
Non voglio affermare che non l'abbia fatto in modo assoluto, ma semplicemente che paragonato all'impatto in altre sfere, il valore creato e' decisamente minore.

Credo sia in questo contesto, al tempo stesso il potenziale maggiore, e la sfida piu' complessa, del Web 2.0. E dove investirei $100 millioni.
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Quantcast: arriva l'Alexa "umana"

Quantcast si propone come una directory aperta di siti web: uno spazio per gestori di siti di aggiungere le proprie piattaforme e per utenti di lasciare e condividere commenti.

L'elemento che pero' trovo maggiormente interessante e di valore, sono i dati e statistiche offerte sui diversi siti, informazioni che sono particolarmente interessanti in termini di pubblicita', ricerche di mercato e marketing. Ad esempio fornendo dati sulla demografia dell'audience di un sito, risultati rilevanti a campagne pubblicitarie (ad esempio sulla tipologia e il numero di visite da sito X ad Y).

Ogni profilo (ad esempio quello Amazon) presenta informazioni rilevanti all'eta' di visitatori, background scolastico, sociale ed economico, e dati inerenti al numero di visite, durata media sul sito, provenienza, spesa media ecc...
Gli strumenti sono quindi utili, per chi deve capire dove e come fare pubblicita', e per gestori di siti (chiunque puo' aggiungere il proprio sito) per capire come posizionarsi sul mercato, offrendo ad entrambi una piattaforma ed un linguaggio comune.

Ultimo elemento da notare: la piattaforma e' sviluppata su piattaforma MediaWiki.
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SeekSift: aggregatore, reader e "consigliere" RSS


SeekSift e' un servizio lanciato da poco che aggiunge alle solite funzioni di un aggregatore e reader RSS, consigli su feeds da seguire.

Un utente puo' infatti aggiungere al reader non solo un feed, ma anche un argomento e parole chiave (ad esempio Yahoo!), selezionare la frequenza con cui ricevere aggiornamenti (ad esempio ogni 2 ore) e ricevere link a feeds rilevanti all'argomento scelto via browser (dal sito stesso) oppure via email. Si ha inoltre la possibilita' di gestire diverse "ricerche" simultaneamente, di aggiungerne di nuove o cancellarle una volta che viene meno la loro utilita'.

Un servizio davvero utile, il quale aiuta a salvare ore di ricerca, che pero' ha un limite importante: manca la possibilita' di ricevere gli aggiornamenti direttamente via RSS o di abbonarsi ad un feed in modo automatico. Credo sia un'opzione che andrebbe aggiunta urgentemente, dato che darebbe un uteriore valore aggiunto ad una piattaforma gia' ottima, e sicuramente non e' troppo complicata come integrazione: rimane quindi un concetto vincente e con molto potenziale.
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DNA Style Lab: crea e personalizza la tua t-shirt


La settimana scorsa ho menzionato Staggr, un sito che verra' lanciato a breve e che permettera' di personalizzare abiti.

DNA Style Lab, con un concetto simile, li ha battuti sul tempo. Oltre alle possibilita' di personalizzazione, la piattaforme integra diverse funzionalita' sociali, proponendosi come una vera e propria social network. Designer possono infatti creare profili contenenti le loro immagini, che altri utenti possono poi draggare su una t-shirt. Una volta contenti con il risultato finale, si visualizza il prezzo (basato sul costo della t-shirt, il design, percentuale che va a DNA Style Lab e spedizione) ed eventualemente effetua l'ordine.

Un'ulteriore funzione molto interessante e' data dalla possibilita' di poter "mixare" diversi design ed usare poi il proprio profilo per esibire le creazioni e come negozio per venderle (ovviamente tutti i designer che "contribuiscono" ad un design ricevono una percentuale sulle vendite).

Infine, la maggiore partecipazione di un utente/designer al sito (ad esempio design uploadati, immagini mixate, t-shirt acquistate/vendute) comporta l'opportunita' di raccogliere punti, poi spendibili sul sito (ad esempio come sconto sul prezzo di una t-shirt o ricevendo una spedizione gratuita.)

Il prezzo medio di una t-shirt, $20-25 (circa 20€). Sicuramente un concetto interessante.
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Google integra Blog Search in News

Da ieri Google ha integrato link a risultati rilevanti da Blog Search in Google News. I risultati sono ancora distinti (i risultati di Blog Search sono evidenziati in un modulo a parte), ma la novita' e' comunque importante, (non solo perche' significa che piu' persone utilizeranno l'ottimo servizio Blog Search - come ritiene TechCrunch), ma soprattutto per il fatto che l'integrazione implica l'importanza che ha ormai assunto la blogosfera in termini di fornitore di notizie ed opinioni. Un'importanza che va finalmente al di la delle "parole", assumendo un ruolo tangibile in un campo di gioco piu' aperto.

Ora, forse i media "tradizionali" intuiranno che anche loro dovranno capire come "sfruttare" l'influenza della blogosfera ed emergono rafforzate ancora di piu' le potenzialita' dell'RCS.
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sabato, ottobre 21

Riassunto della settimana

Opinione
7 consigli per scegliere il nome di una start-up
L'Economia dei Cervelli

Siti
ColShare, social network per collezionisti
Kongregate, YouTube per giochi
AskVille, "Amazon Answers"
PageFlakes 2.0
ReverbNation, social network per musica
SpotDJ, crea programmi radio per iTunes
CrackSpace, social network HipHop
Tail Rank 2.0, monitora la blogosfera

Applicazioni
Retrevo, motore di ricerca per gadget elettronici
SongBirdb, FireFox dei media player

Mercati
Twingo Concept, Branding 2.0
YouTube-Google-Etichette Discografiche: un menage a trois
La Reuters su SecondLife.
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Scrybe: un calendario virtuale diverso?


Scrybe e' un calendario virtuale che ha una funzionalita' molto originale: funziona attraverso un browser anche quando non si e' connessi ad Internet. Al prossimo collegamento in rete eventuali cambiamenti vengono automaticamente sincronizzati. Una funzionalita' che potrebbe essere adattata ad altre applicazioni "Office" virtuali, rivolunzionando il settore?
Altre funzionalita' permettono di "drag&drop" dati da documenti Office e da siti Internet e diverse modalita' per stampare calendari e liste.

Via TechCrunch, dove potete anche vedere un video (YouTube) dell'applicazione in anteprima (Scrybe non e' ufficialmente lanciata).

Ovviamente la funzionalita' offline/online e' la piu' interessante, non so pero' se concordo con Michael Arrington (fondatore di TechCrunch): a mio avviso la funzionalita' ha molto potenziale, ma se integrata nel contesto di una rete di applicazioni (ad esempio Google Docs and Spreadsheets, Gmail, Calendar, Talk oppure la gamma Zoho) dove aggiungerebbe valore.
Kiko docet.
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venerdì, ottobre 20

Zibb: pagine gialle globali


Zibb, e' un motore di ricerca che si propone come una sorta di pagine gialle globali, ovvero una piattaforma per ricerche aziendali e commerciali, fornitori e blog commerciali.

Il search e' fornito da Kelly Search, un motore di ricerca aziendale e per fornitori di beni e servizi (quindi piu' o meno la stessa cosa?!).

Il sito e' ancora in BETA, ma cio' non toglie nulla al fatto che funziona male: i risultati sono spesso irrilevanti (o meglio poco differenti da un motore di ricerca "normale") e sinceramente non vedo lo scopo di creare un motore di ricerca commerciale almeno che non riesca a filtrare risultati utili, cosa che Zibb (ne' Kelly Search) riescono a fare.
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Colshare: (un'altra) social network per collezionisiti


Uno dei primi siti che ho recensito su La Tela fu Squirl, una piattaforma per collezionisti e una social network atipica, per questo originale.

Arriva ora ColShare, anch'essa una social network per collezionisti. A differenza di Squirl, ColShare e' meno "2.0", lasciando meno possibilita' di personalizzazione. Utenti non possono infatti creare collezioni liberamente, il sito offre spazi e strumenti pensate per collezionisti di monete, figurine, fumetti e etichette di birre (?!). Tutto cio' ha ovvie limitazioni dato che si posiziona in nicche molto specifiche, ma anche il pro di fornire risorse estremamente rilevanti alle categorie offerte. Se sei un collezionista (serio) in una delle suddette categorie, troverai ColShare piu' utile di Squirl, il quale lasica maggiore liberta' amatoriale.

Per ora il sito non ha molti utenti, la maggior parte delle monete, la categoria piu' popolare, ad esempio sono state aggiunte direttamente dai sviluppatori, credo pero' che sia molto ben fatto e sicuramente se verra' trovato e adottato da collezionisti potra' diventare molto popolare. Infine, un ulteriore componente molto interessante, e' la sezione "mercato" dedicata a rivenditori e a chi e' a caccia di un oggetto specifico per arricchire la propria collezione.
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easybib: un'applicazione per creare bibliografie


Tutti coloro che hanno scritto una tesi di laurea sanno che quanto sia "pallosa" la compilazione della bibliografia, con tutti i suoi formati diversi da rispettare.

Purtroppo scopro solo oggi easybib, un'applicazione compila bibliografie. Un utente inserisce tutti i dati rilevanti e il tipo di fonte, e viene automaticamente generata una bibliografia che puo' essere esportata in multeplici formati.

Inoltre il sito offre un account professionale, che ha ulteriori funzionalita' utili, ad esempio per importare database bibliografici, gestire note bibliografiche all'interno di testo e diverse modalita' per esportare i risultati secondo qualsiasi formato bibliografico "nazionale" o di settore.
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Oltre al danno la beffa...

Come sapete ieri ho avuto diversi problemini con Yahoo!, oggi arriva la beffa: "intense e sospette attivita' provenienti dagli stessi IP che hanno inflazionato il numero di pagine viste" (che tradotto vuol dire io, qualche ingegnere Yahoo! che tentavano centinaia di volte di uplodare pagine e dati via ftp ricevendo sempre un errore) Google mi ha sospeso l'account ADSense. Spero solo sia temporaneo, ho dovuto inviare un modulo per spiegare "le attivita' sospette".

Senza parole.
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giovedì, ottobre 19

Kongregate: YouTube per giochi


Viene lanciato oggi l'ALPHA di Kongregate, una social network, ideata da un ex-direttore EA, che spera di diventare la YouTube dei giochi web.

Gi sviluppatori che uploaderanno i propri giochi al sito non riceveranno pero' solamente gloria e popolarita', ma parte dei profitti generati dall'iscrizioni al sito (utenti possono infatti scegliere diverse modalita' di gioco: un abbonamento per accessi limitati oppure pagamenti per ogni gioco provato.

Inoltre Kongregate offrira' tra il 25% e il 50% delle entrate pubblicitarie e l'80% dell'entrate provenienti da eventuali transazioni in un gioco (alla Second Life).
Altre funzionalita' comprendono la possibilita' di votare e commentare i giochi provati, classifiche per giochi piu' popolari e ricerche per tiplogia e categoria: come con YouTube ci saranno contenuti di svariate qualita', con le proposte migliori che emergono nella homepage.

Un progetto e concetto che trovo molto interessante, non so verra' mai acquisito per $1.65 millioni, ma credo abbia davvero molto potenziale. L'unico dubbio: quanti utenti avrebbero pagato per vedere anche il migliore video su YouTube?
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Twingo Concept: Internet al volante


Un mese fa ho parlato del nuovo sito della Fiat 500, come ottimo esempio di branding 2.0.

Oggi ho scoperto la Twingo Concept che porta la personalizzazione e il branding 2.0. a nuovi livelli. La nuova Renault comprendera' tra gli optional integrazione USB, Bluetooth, connessione Internet (!!!), Webcam per video conferenze (se avete paura di distrarvi potete parlare via Skype), "dock" per cellulare e iPod, il quale si puo' collegare ad uno schermo e ad un sistema audio pazzesco. "Ovviamente" il tutto puo' essere controllato dallo sterzo o da un "touch-screen".

Dalla personalizzazione al branding 2.0: il sito (interamente in flash) offre strumenti per creare dei video musicali arrangiando e mixando tracce musicali, sfondi e immagini. Le creazioni finali si possono vedere sul sito, addirittura con l'opportunita' di ri-mixare i video di altri, inviare ad amici, integrare su siti esterni oppure da downloadare sul proprio iPod video (e aggiungere alla collezione nella vostra Twingo).

Wow.
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Amazon! Answers: arriva Askville


Amazon ha appena lanciato Askville una piattaforma simile a Yahoo! Answers. Attualmente il servizio e' in BETA privato, quindi solo su invito. Come con Yahoo! Answers, un utente emette una domanda e altri utenti fornisono risposte. La differenza principale e' che le risposte sono private, l'utente che ha posto la domanda puo' infatti votare le risposte migliori e scegliere quali rendere pubbliche.

Utenti che forniscono domande e risposte pubblicate ricevono "monete quest", le quali potranno essere spese su "Questville", un altro progetto Amazon che verra' lanciato nel 2007 e di cui non si sa pero' molto. Voci di corridoio (via Mashable) prevedono un progetto simile ad Otavo.

Personalmente non vedo il valore che Askville porti ad Amazon, detto cio' una sfida principale per il sito e' quello di migliorare l'attuale sistema di raccomandazioni - ci sono poche recensioni/commenti e molti dei prodotti contenuti sono semplicemente appartenenti alla stessa categoria di acquisto precedente. Il sito ha bisogno di un sistema che capisca la profondita' degli interessi unici di un utente, le relazioni complesse tra categorie e prodotti e di sviluppare in modo maggiormente automatizzato legami con utenti con interessi simili (elemento chiave): in sintesi una maggiore personalizzazione dell'esperienza offerta.

La speranza (di Amazon) e' probabimente che Askville e Questville riusciranno a facilitare tutto cio'. Per ora non vedo come.
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Scusate il ritardo...

Purtroppo l'hosting Yahoo! ha avuto numerosi problemi (error 530) rendendo impossibile l'accesso FTP.. scusate quindi il ritardo nella pubblicazione di articoli.

p.s. sto pensando seriamente di migrare ad un nuovo host...
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YouTube diede azioni a diverse etichette musicali la mattina dell'accordo con Google

Quando martedi' la Universal ha denunciato diverse piattaforme per infrangimento di diritti d'autore, vedendo che nella lista dei denunciati mancava YouTube, in tanti si saranno chiesti come fosse possibile?

Oggi arriva una spiegazione: la mattina dell'aquisizione YouTube ha ceduto diversi dei propri pacchetti azionari ad etichette musicali. YouTube era certa che l'affare fosse prossimo a concludersi e quindi di fatto ha ceduto anticipatamente una parte dell'investimento Google alle etichette per proteggersi da future beghe legali. Il risultato un profitto millionario, semplice e veloce (per l'etichette).

Opinabile, ma legale: non e' insider-trading, si sapeva dell'imminenza dell'affare e del valore, e tutti sono felici: Google avra' meno questioni legali, YouTube ha potuto concludere la cessione, l'etichette musicali sono "piu' ricche", ma soprattutto ora hanno azioni Google.

[via NY Times e TechDirt]
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mercoledì, ottobre 18

Motori di ricerca: finalmente un po' d'innovazione Microsoft

Microsoft ha appena annunciato sul blog di Live una nuova funzione che e' stata integrata nel suo motore di ricerca: LinkFromDomain.

In sintesi la funzione permette di ordinare i risultati di una ricerca in base ai link che da sito X portano a pagine su sito Y, ottenendo pagine che linkano ad Y, pagine che da X linkano Y oppure pagine che linkano sia X e Y. Se vi sembra troppo complicato potete provare il demo oppure il diagramma sul blog di Live e' estremamente esplicativo.
La funzione e' molto utile per scoprire ed analizzare i legami tra siti (e quindi tra contenuti specifici), una funzione di cui attualmente non dispongono ne' Yahoo! ne' Google: per una volta un po' d'innovazione giunge da Microsoft.

Rimanendo in tema motori di ricerca, per chi invece non fosse soddisfatto dai risultati dati da un unico motore di ricerca puo' provare Resultr, un motore di ricerca personalizzabile: qualunque utente, senza bisogno d'iscriversi, puo' scegliere diversi motori di ricerca, e il sito li integra in un motore di ricerca unico. Esistono diversi servizi simili - come Swicki e soprattutto Rollyo - colpisce pero' la semplicita' di Resultr, utile per chi deve effettuare ricerca al volo.
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Arriva PageFlakes 2.0


E' stata lanciata oggi la versione 2.0 di PageFlakes, la "startpage" che permette di raccogliere e visualizzare in un'unica pagina feeds RSS preferiti, widgets, motore di ricerca, foto da Flickr e video da YouTube: un aggregatore personalizzabile.

La nuova versione apporta una serie di sviluppi importanti, tra cui un miglioramento netevole nel design, compresa la possibilita' di personalizzare la posizione delle diverse componenti che compongono la pagina e di scegliere i colori delle intestazioni e del header. Gli sviluppi piu' interessanti sono pero' dati dall'integrazione di diverse funzionalita' sociali: la possibilita' di creare diverse pagine e scegliere se renderle pubbliche o condivisibili con un gruppo di ristretto di persone. Si puo' anche scegliere di "aprire" la pagine a collaborazioni esterne.

Sono soprattutto queste integrazioni sociali a far lievitare il potenziale di PageFlakes in termini di creazione di una rete di utenti e a porre la piattaforma vicina al suo maggior concorrente Netvibes, la quale s'impegna invece ad offrire la miglior possibile esperienza ad utenti individuali. Personalmente credo che l'opzione sociale porra', nel tempo, PageFlakes in vantaggio.

Un ulteriore elemento che trovo interessante, quanto insolito, e' che sia PageFlakes sia Netvibes sono progetti Europei, piu' usati in ambito di "startpage" dei gorilla Google, Yahoo! e Microsoft, un vantaggio che sicuramente riusciranno a tenere se manterranno il loro attuale passo innovativo. Ovviamente escluse possibili acquisizioni.
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retrevo: un motore di ricerca, diverso e migliore, per gadget elettronici


Ho finalmente avuto modo di provare retrevo, un motore di ricerca per gadget elettronici, lanciato qualche settimana fa. Le impressioni sono ottime.

Cercando un oggetto (ad esempio PSP) il sito offre risultati suddivisi in tre categorie: informazioni di produzione (es. da Sony, Longitech - gadget disponibili - EA Sports - giochi - ecc...); recensioni e articoli; e blog e forum. Inizialmente sono offerti i primi tre risultati per categoria, ma si puo' scgeliere di espandere i risultati per ciascuna categoria oppure di effettuare una ricerca all'interno di una sola categoria.
In oltre lo schermo e' suddiviso in due parti, aprendo a fianco dei risultati una preview del sito, la quale e' attiva (si puo' navigare un sito senza aprire finestre nuove).
Si possono anche inviare risultati di ricerche ad amici via email.

Un ulteriore vantaggio di retrevo e' che e' privo di pubblicita' e esclude dai risultati sia negozi e spazi comparativi (come Amazon e BestBuy) e annunci commerciali, pagine eBay e spam. La piattaforma non compete quindi con i tanti siti che fanno comparazioni soprattutto tra prezzi, ma il concept e' esclusivamente quello di fornire informazioni rilevanti e dettagliate su un oggetto in modo da poter poi scegliere "liberamente" se, e dove, completare l'eventuale acquisto.

Si puo' anche lasciare la propria email per ricevere aggiornamenti su nuove funzionalita'.
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ReverbNation: un'altra social network per musica


Arriva l'ennesima social network per artisti, musicisti e fan: ReverbNation.

La piattaforma clona le funzionalita' tipiche: profili utenti, pagine eventi, account speciali per artisti e strumenti per tutti con cui poter aggiungere, vedere e condividere musica e video musicali (che e' gia' un passo avanti, dato che esistono anche social network per musica, ma prive di musica).

Personalmente non credo ci sia molto spazio per siti che clonano e tentano di concorrere con MySpace su un terreno dove ha gia' vinto. Lo sforzo dovrebbe essere lo sviluppo di un valore nuovo oppure aggiunto (che converga con reti esistenti).

In parte, ad essere onesti, ReverbNation e' pensato per essere compatibile con siti come MySpace e YouTube: si possono creare widgets con contenuti e eventi preferiti e condividerli ad esempio su MySpace, e viceversa si possono integrare facilmente, ad esempio video da YouTube. In oltre il sito offre un sistema per "gesitre fan", in pratica una mailing list e la possibilita' di inviare notizie e aggiornamenti su eventi e musica ad amici, anche quest'applicazione puo' essere aggiunta come widget su MySpace: un esempio.

In sintesi, come community e spazio in se' non credo potra' comptere con MySpace (non ha senso clonare senza avere un valore nuovo), ma le diverse funzionalita' e il concetto di liberare strumenti come "micro-tozzi" di contenuti e' un'idea intelligente che aggiunge valore all'esperienza di un'utente. La monetizzazione del valore aggiunto? Tutta un'altra storia.
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Yahoo!: parte l'operazione "Panama"

Qualche settimana fa ho pubblicato un'articolo sulle difficolta' (strategiche) che sta attraversando Yahoo!. Era prima dell'affare Google-YouTube: un altro schiaffo (piu' un calcio sui denti) a Yahoo!.

Centrale alle difficolta' di Yahoo! la loro "lentezza" - in media un progetto impiega sei mesi per essere sviluppato (idea -> implementazione). Un esempio citato nell'articolo erano i ritardi nel lancio di "Panama", una teconologia per meglio monetizzare, attraverso la propria rete di pubblicitari, le ricerche effettuate da utenti, e intorno alla quale c'era molto ottimismo.

Ieri l'annuncio: Panama e' stata lanciato. In anticipo. In tempo per i risultati di terzo semestre.

Disperazione? O qualcosa sta cambiando a Yahoo!? Personalmente opto per un misto tra la prima ed una terza opzione: Yahoo! continua a puntare (e investire) su strategie poco innovative.

[Da SearchEngine Watch (dove trovate anche screenshoot e descrizione tecniche di Panama)]
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martedì, ottobre 17

7 consigli per scegliere il nome della vostra start-up

Un articolo molto interessante su Folksonomy offre sette consigli, a chi sta pensando di lanciare una start-up 2.0, da considerare nella scelta da dare al sito.

Preambolo importante: la scelta del nome e' fondamentale. (Ovviamente una buona idea lo e' ancora di piu')

Sintesi dei sette consigli:

1) Scegliete un nome conciso, facile da ricordare e che si possa digitare senza problemi. Esempio: askjeeves.com diventa ask.com. Oppure cnn.com e non cablenewsnetwork.com

2) Siate generici oppure originali. Esempio: Flickr lo e', ma frappr, bookmarkr e zoomr non lo sono. Originale = Unico. Oppure e' meglio essere generici: avere un nome auto-esplicativo.

3) Facile da ricordare, per sfruttare il passaparola. Esempio: "Conosci PriceWaterhouseCoopers.com"? Appunto.

4) Utilizza un dominio .com

5) Non usare trattini che sono difficili da ricordare e ci si sbaglia facilmente. my-space.com avrebbe molto meno successo.

6) Non storpiate un nome/dominio alla del.icio.us: e' un'eccezione. Non e' un caso che Yahoo!, acquisito il servizio, ha anche comprato il dominio delicious.com. Se proprio dovete, acquistate anche il dominio "giusto".

7) Scegliete un nome rilevante che rispecchi il contenuto/concetto della vostra idea. Potete anche combinare termini generici e descrittivi. Esempi: Feed/Burner, You/Tube, Hot/Mail, Tech/Crunch.

Ovviamente un buon nome non assicura che diventerete il prossimo YouTube, ma se avete una buona idea, puo' aiutare. In bocca al lupo.

[via Folksonomy]
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WebSnapr: crea all'istante una screenshoot di una qualsiasi pagina web

WebSnapr e' una nuova applicazione che permette di creare una screenshot di una qualsiasi pagina web. Basta copiare ed incollare nel proprio browser l'indirizzo http://images.websnapr.com/?url=MYURL , sostituendo il sito che volete a MYURL (esempio google.com). Viene automaticamente creata una screenshot che potete poi aggiungere al vostro sito come un'immagine qualunque. WebSnapr offre anche diverse funzionalita' che permettono di personalizzare la disposizione e le modalita' d'uso delle screenshoot sul vostro sito.
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SpotDJ: fai il DJ su iTunes.


SpotDJ, e' un'applicazione che permette di "fare il DJ": creare mini-programmi, in stile radio, con musica e commenti. Le creazioni possono essere uploadate su iTunes, dove altri utenti possono votare e aggiungere commenti sul programma. Voti e commenti che vengono poi integrati nella "scheda" di ciascun programma e quindi per sempre visibile. Il tutto e' molto 2.0.

In oltre si ha la possibilita' di abbonarsi (via podcast) ai programmi preferiti e di cercare per categoria, giudizi ricevuti e popolarita'. Grazie ad un'interfaccia molto intuitiva, poco intrusiva, che bada al sodo, SpotDJ e' un servizio molto utile e che ha anche molto potenziale (capendo come integrare un'offerta pubblicitaria senza troncare i programmi). Per ora l'applicazione e' disponibile solamente via iTunes e sul proprio desktop: stanno lavorando sulla sincronizzazione con iPod. La prima sfida e' pero' quella di raggiungere una massa critica di utenti e programmi.
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CrackSpace: social network HipHop


CrackSpace e' una social network (partira' il 1 Novembre, anche se gia' funzionante?!) che ha come audience "giovani urbani" e amanti del HipHop.

La piattaforma combina l'eccessiva personalizzazione di MySpace con la possibilita' di condividere video (come YouTube). Probabilmente non sono la persona piu' adatta a giudicare una community HipHop, ma il valore che trovo piu' interessante e' una sezione che permette ad utenti di creare e gesitre un negozio dove vendere le proprie creazioni: video, musica, suonerie per cellulari e sfondi per desktop. Come MySpace e Bebo, CrackSpace offrira' account speciali a gruppi, etichette, e artisti musicali.
Il limite principale: l'impossibilita' di integrare nei blog/pagine personali molto dei widget piu' in uso (come MySpace slide-shows) - la compatibilita' e la "collaborazione" tra spazi e' fondamentale (soprattutto quando si entra nel mercato).
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jmp2net: finalmente puoi accorciare gli indirizzi web lunghi (e fastidiosi)

Chiunque gestisce un sito o manda spesso link esterni (ctrl/mela c, ctrl/mela v) ad amici o colleghi, sa che a volte ci si trova di fronte a indirizzi web fastidiosamente lunghi: jmp2net e' un nuovo strumento sviluppato apposta per risolvere questo problema.

Il sito ha un'interfaccia molto pulita e semplice da usare, "alla Google", s'inserisce l'indirizzo da cambiare, click, viene generato una versione accorciata, da condividere. Disponibile anche una toolbar da aggiungere a FireFox.

Utilissimo.
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Arriva TailRank 2.0: scopri cos'e' "hot" nella blogosfera


E' stata lanciata ieri la versione 2.0 di TailRank, un sito e servizio che monitora gli argomenti, temi, e notizie piu' popolari e discusse nella blogosfera.

La nuova versione, oltre ad essere molto migliorata esteticamente, ha perfezionato i propri algoritimi (avendolo provato posso dire che da' risultati molto piu' simili a TechMeme, il sito piu' usato nel settore), aggiunto un archivio e una sezione "intrattenimento".

Altre novita': diverse modalita' di navigazione, la possibilita' di ricevere aggiornamente via RSS e messenger (ottima idea) e di abbonarsi ad una storia specifica ricevendo aggiornamenti mentre evolve. Mentre tutti questi sviluppi avvicinano TailRank alla concorrenza, la novita' che rende la piattaforma diversa e unica da altri servizi simili, e' l'integrazione di "My Tail", "la mia coda", che permette di cerare una frontpage personale, e personalizzabile, ricevendo aggiornamenti su le categorie e storie specifiche che ci interessano maggiormente.
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lunedì, ottobre 16

La Reuters apre "un ufficio" in Second Life


La Reuters, la piu' importante agenzia stampa del mondo, ha annunciato l'apertura di un ufficio all'interno di Second Life, un'isola virtuale. Il sito pubblichera' notizie dal mondo reale per gli utenti di SecondLife e in parallelo notizie dal mondo virtuale (la Reuters impieghera' diversi giornalisti che opereranno come "inviati" sull'isola) per i comuni mortali in carne ed ossa.

La piattaforma ha anche aggiornamenti in tempo reale sul comportamento del Linden (la moneta in uso su SecondLife) comparandolo alle principali valute del mondo. All'interno di SecondLife si e' sviluppato un vero e proprio sistema sociale funzionale (ottimo oggetto di studio) ed e' in vigore un mercato in cui gli abitanti/utenti offrono servizi, effettuano transazioni (ad esempio immobiliari), acquisti e vendite commerciali ecc... il tuo regolato dal Linden, che puo' essere ottenuto in cambio di "soldi veri".

Le virgolette sono d'obbligo, dato che l'isola attualmente ospita 900,000 abitanti, che spendono in media $350,000/giorno ($13 milioni all'anno!); non manca un mercato nero di beni SecondLife su eBay, il Linden viene scambiato sul sito nelle principali valute internazionali, e l'esempio Reuters e' solo l'ultimo di aziende che investono in SecondLife, esperimentando diverse forme di marketing - cartelli pubblicitari, negozi veri e propri oppure artisti musicali che si esibiscono, in formato avatar, nel mondo virtuale. Toyota, American Apparel, Sony BMG, Adidas, Sun Microsystems e gli alberghi Starwoods (hanno creato una catena d'alberghi di lusso), sono tra i marchi presenti.

Per chi fosse interessato a leggere ulteriormente sul fenomeno SecondLife, l'ultimo numero di Wired ha un'analisi molto interessante. Sara' anche disponibile online il 17 Ottober.

Per chi volesse provare a "giocare" sull'isola, l'iscrizione base e' gratuita, mentre per ottenere il diritto di proprieta' (per peter acquistare un piccolo terreno) costa $9.95/mese mentre ci sono anche diverse opzioni premium (a differenti livelli di prezzi) danno un redditto mensile e la possibilita di acquistare terreni piu' grandi. Buon divertimento.
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Grouper: direttamente dalla videocamera al web


Continuano le novita' dei concorrenti YouTube. L'ultima novita' arriva da Grouper, la piattaforma acquisita dalla Sony il mese scorso per $65 millioni, che ha create una partnership con Pure and Digital, produttrice di videocamere low-cost, che permettera' a chi crea video usando particolari modelli di videocamere, di collegarsi via USB ad un computer e di uploadare i video direttamente a Grouper. Viene generato immediatamente anche un link al video permettendo di inviarlo via email ad amici.

Non credo mutera' di molto il mercato dei video. L'idea e' interessante, ma come menzionato diverse volte, non e' la tecnologia in se' ad aggiungere o creare valore: bastera' che piattaforme di maggiore successo (come YouTube o MySpace) offrino soluzioni analoghe oppure lo sviluppo di applicazioni o plug-in che permetteranno di fare la stessa operazione, ma in modo simultaneamente compatibile con diverse piattaforme e videocamere, a rendere meno rilevante la partnership.
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"L'Economia dei Cervelli": l'Italia messa malissimo

E' cosa nota che cruciale, alla crescita e al vantaggio competitivo ed economico di un paese in una socita' contemporanea, sono la conoscenza, competenza in settori d'avanguardia, la materia grigia e l'innovazione: la "knowledge economy". Fino ad oggi pero' il compito di misurare livelli di conoscenza, e la capacita' di sfrutturare, tali competenze era arduo. Questa settimana l'Economist pubblica i risultati di due think-tank Europee, la Lisbon Council di Brussels, e la Deutshland Denken, che ha sede a Francoforte. Il sistema sviluppato dai due istituti analizza dati attorno a quattro categorie:

1) Capitale Umane (la base cognitiva di un paese): il tempo e l'investimento che un paese dedica alla formazione (scolastica e non, ad esempio training organizzato da aziende per i propri dipendenti).

2) Utilizzo del Capitale Umano: Occupazione.

3) Produttivita': Efficenza nei processi e metodi lavorativi.

4) Cambiamenti demografici.

La classifica e' suddivisa in tre fasce. La Svezia e' in testa, con la Danimarca, il Regno Unito, l'Austria e l'Olanda, anch'esse in prima fascia. In serie B troviamo la Finlandia, il Belgio e la Francia. in Serie C, Spagna, Portogallo, Germania, e, a distanza, l'Italia all'ultimo posto.

L'ordine presentato dalla classifica e', ad esempio, molto simile a quella della crescita economica, intende pero' essere un'analisi di lungo periodo: le cose non solo vanno male, ma sono peggiori di quel che attualmente sembrano e andranno malissimo.

Il dato che il giornalista dell'Economist ha trovato maggiormente allarmante: la Germania e l'Italia raccoglieranno il 70% del declino totale nella forza lavoro Europea nei prossimi 25 anni. Circa il 40% della forza lavoro Europea e' mal-impiegata. La regione e' piena di squilibri (ad esempio, la Francia ha tassi di occupazione alti, ma le proprie multinazionali vanno a gonfie-vele: attirano le menti piu' capaci). Soprende la posizione della Germania, la causa e' pero' rintracciabile ad una mancanza di riforme e dal fatto che investe molto nell'istruzione, ma non ha meccanismi efficienti che permettono di "sfruttare" poi la competenza.

A mio avviso, il segnale piu' triste e' dato dal fatto, che forse (spero) molti sanno che in termini d'innovazione l'Italia arranca, ed ovviamente per una serie complessa di fattori, ma che il 48% dei "competenti" sia senza lavoro e mal-impiegato preoccupa.

Paradossalemente la perdita di gran parte della forza lavoro nei prossimi 25 anni si presenta, forse, come un'opportunita', ma solamente se verranno promossi investimenti e riforme intelligenti (non innovazione, ricerca e sviluppo a parole, non basta pronunciare certi termini, ma bisogna comprenderene le dinamiche e la natura profonda), guidati da cervelli abili e freschi, in campo economico, sociale, culturale e politico, capaci di integrare la competenza esistenza, distribuirla e facilitare sviluppi nuovi, per rifondare un sistema su basi solide e principi coerenti con un paese all'avanguardia.
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SongBird, il FireFox dei media player: lanciato l'RC3

SongBird ha lanciato questo weekend la versione RC3 del suo player. Per chi non lo conoscesse, SongBird e' un media player (come QuickTime, Real ecc...), una jukebox digitale e un browser. Si potrebbe definire il FireFox dei media player, e non solo per il fatto che sia un progetto Mozilla. SongBird e':

Compatibile con piattaforme Windows, MAC e Linux;
e con tutti i principali formati musicali (MP3, WMV, AAC ecc...);
in 39 lingue;
La possibilita' di personalizzare il look e le funzionalita' (con diverse estensioni);
Creazione e gestione di playlist, importando (o addirittura trascinando) contenuti da tutti i player principali (compreso iTunes), e creando diverse playlist intuitive, ad esempio per genere, il tutto con diverse modalita' d'utilizzo;
Un motore di ricerca per cercare musica sul web e di ascoltarla direttamente dal player SongBird (indipendentemente dal formato);
La possibilita' di ricevere aggiornamente (via RSS) da diverse piattaforme;
Opensource, quindi come FireFox avra' una miriade di applicazioni agguntive che verranno sviluppate.

In sintesi: Eccezionale. SongBird e' sicuramente uno dei progetti piu' interessanti sul web in questo momento. Per renderlo un "killer" manca solo un elemento negozio...

p.s. Un altro progetto musicale sotto sviluppo e' ilike, di cui non si sa nulla pero'. Come sempre, i curiosi si possono iscrivere per ricevere aggiornamente.
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vFlyer: volantini 2.0


vFlyer e' un nuovo sito per annunci commerciali. A differenza pero' di altri spazi, come Craigslist, GumTree, o directory di lavori, vFlyer da la possibilita' ad un utente di creare un volantino virtuale, partendo da diversi template, dando a ciascuno una pagina propria.
Ci sono diverse funzionalita' per personalizzare il volantino, scegliendo font, colori e la possibilita' di aggiungere foto. Il servizio e' soprattutto utile per chi non ha una presenza online propria o il potenziale di creare e stampare volantini. In oltre vFlyer offre versioni in pdf dei volantini creati e codici HTML da integrare in siti esterni (per chi invece ha un sito proprio).
vFlyer, ovviamente non e' un'idea che lascia a bocca aperta, e' pero' un sito semplice da usare che offre un servizio nuovo e utile, aggiungendo valore al mercato, degli annunci commerciali, in cui si posiziona.
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Piccole Novita': le "pagine gialle" in LinkedIN, aggiornamento video in MySpace, Microsoft acquisira' Yahoo?

LinkedIN, la social network business, ha introdotto una nuova sezione nella propria piattaforma: una directory servizi che permette ad utenti di offrire e cercare servizi. La directory integra in oltre alcune delle esistenti logiche e funzionalita' per le raccomandazioni gia' presenti sul sito. Ai profili utenti si possono ora aggiungere servizi offerti, altri utenti possono poi consigliare qualcuno dal proprio network per determinati servizi, aggiungendo anche commenti e referenze (le quali si possono anche richiedere). Il sistema e' quindi un misto tra le "pagine gialle" e un eBay per servizi dove "un venditore" riceve punti dati da "acquirenti", con l'unico limite che i membri piu' attivi verranno premiati, e non necessariamente quelli piu' capaci: utenti che cercheranno servizi otterranno infatti risultati ordinati con precedenza data al proprio network e al numero di referenze/commenti positivi ricevuti. Al di la di questa cosiderazione la directory aggiunge certamente valore a LinkedIN, anche se la piattaforma rimane circoscritta ad una nicchia molto ristretta (molto piu' di quello che e' il suo target). Il sito attualmente conta 7.7 millioni di membri.

Prime reazioni MySpace a Google-YouTube: lavori in corso durante il fine settimana che portano diverse novita' per MySpace Video, tra cui i video piu' popolari ora integrati nella homepage; l'integrazione di una sezione "My Video", i miei video, nei profili personali, che si popola di contenuti ogni qualvolta un utente aggiunge un video sulla propria pagina e che permette di uploadare video direttamente alla propria pagina; ed un pulsante che affianca tutti i video sul sito, permettendo quindi di aggiungere al proprio profilo i video preferiti con un semplice click.
La speranza e' che gli utenti integreranno meno video da altri siti copiando e incollando codici (da YouTube soprattutto), usando direttamente la soluzione offerta da MySpace.

Infine un sussurro di corridoio: e' cosa nota che ultimamente Yahoo! non se la passi alla grande, e con il prezzo delle proprie azioni in constante declino c'e' ora chi inizia a parlare di possibili acquisizioni. L'unica societa' che potrebbe avere la capacita', e l'interesse, a completare un affare del genere? Microsoft. [Via Battelle Media]
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sabato, ottobre 14

Riassunto della Settimana

Una selezione del meglio, pubblicato su La Tela, in questa settimana appena conclusa:

Opinione
Progetto WiFi a Singapore;
RCS, scacco, potenzialmente matto;
Office 2.0.;
Analisi di GooTube;
Amazon, una societa' logisitica;
Media 2.0. e la "Grossa Pancia".

Siti
SingShot, YouTube per Karaoke;
LibraryThing, libreria virtuale (in Italiano);
il Museo dei BETA Moderni;
RealTravel, community blog per vacanze;
Helium, citizen blog/giornalismo;
Foodieview, Google per ricette;
Shelfari, libreria virtuale;
Capsula del Tempo Yahoo!;
PlinkMe, YouTube per foto.

Applicazioni/Strumenti
Otavo, motore delle intenzioni;
Google per Insegnanti;
Qloud motore di ricerca per musica;
JumpWord, publishing "mobile";
BuzzLogic, strumento per monitorare siti concorrenti.
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SingShot: YouTube incontra Karaoke


SingShot, una piattaforma che si definisce la YouTube per karaoke, ha lanciato ieri diverse novita'. La prima, sicuramente la piu' importante, e' che il servizio ora e' gratuito (precedentemente costava $60/anno), quindi sicuramente attirera' un pubblico maggiore.

La piattaforma ha anche diverse funzionalita' molto interessanti (alcune integrate di recente): la possibilita' di cercare basi musicali (attraverso diverse categorie), registrare la propria perfomance karaoke, integrare foto (ad esempio da PhotoBucket) e video, e uploadare poi la composizione finale; condividere, commentare e votare quelle di altri; aggiungere i propri video a spazi esterni (come MySpace, Piczo, e Bebo); e da pochissimo hanno sviluppato diverse partnership con industrie creative (altra similitudine con YouTube) per offrire ad utenti la possibilita' di re-mixare video promozionali - attualmente c'e' un concorso attorno alla creazione di un video per l'Era Glaciale 2; per la proposta migliore un iPod.

Personalmente non sono un fan del karaoke, pero' ritengo che l'accesso gratuito a contenuti, la possibilita' di re-mixare e contribuire contenuti, e di condividerli tra utenti e piattaforme sono stati alla base del successo di YouTube. SingShot ha quindi molto potenziale.
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venerdì, ottobre 13

LibraryThing: libreria virtuale (anche in Italiano!)


Qualche giorno fa ho recensito la nascita di Shelfari, una libreria virtuale.
Oggi scopro una piattaforma molto simile, LibraryThing, un po' meno Web 2.0 esteticamente, ma con diversi valori aggiunti, e pratici, rispetto a Shelfari. Innanzitutto, il sito e' anche in Italiano, ma oltre a questo ha altre qualita' che lo rendono molto utile.

Se ricordate, uno dei miei dubbi nei confonti di Shelfari era nel fatto che linkava solamente ad Amazon.com limitando quindi la scelta d'acquisto e la rilevanca per molte fasce di lettori. LibraryThing integra tutte le versioni linguistiche di Amazon e oltre 60 altre librerie internazionali. LibraryThing ha 88,000 membri, rendendolo una community vibrante con cui scambiare e condividere interessi letterari e "scaffali virtuali" piu' ampi e vari, emerge, al tempo stesso, una social network in cui i legami sono costruiti attorno ad interessi comuni e specifici: hanno oltre un millione di tag! Ciascuna pero' ha una propria pagina dove vedere utenti che hanno la collezione piu' ampia, testi maggiormente letti, e piu' recentemente aggiunti, relativi alla tag in questione.
Ottima anche la sezione "zeitgeist", la quale offre una fotografia istantanea di autori, categorie, titoli, recensioni e classifiche piu' popolari.

LibraryThing offre diversi strumenti per creare e personalizzare una libreria virtuale come un vero e proprio catalogo, la possibilita' di accedervi anche attraverso un cellulare, e di cercare e condividere contenuti con parametri che sono molto piu' rilevanti al mondo dei libri rispetto a quelli piu' generici di siti concorrenti. Il sito integra in oltre uno spazio catalogo che viene gestito direttamente dagli utenti con funzioni Wiki. Altre funzioni sociali, sono offerti da forum e gruppi.
Una qualita' che ho trovato essere molto importante e' la richiesta di opinioni e idee da parte della community, molte delle quali vengono poi implementate attraverso soluzioni e funzioni nuove. Il sito cerca quindi di migliorarsi in modo consistente e di rendere l'esperienza per l'utente costantemente significativa.

In sintesi LibraryThing bada piu' al sodo rispetto ad altre piattaforme, e' piu' "libro-centrico", meno "esteticamente piacevole" rispetto alla concorrenza. La maggiore rilevanza pero' ha un prezzo: un account base (per creare un catalogo fino a 200 libri) e' gratuito, mentre un account illimitato costa $10/anno oppure $25 a vita, pero' se cercate funzionalita' piu' profonde e avete intenzioni piu' serie riguardanti la creazione e la condivisione di librerie e cataloghi virtuali LibraryThing e' una soluzione ottimale.
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MoMB: il Museo dei BETA Moderni

Dopo GO2web20 arriva un altro progetto che intende mappare il mondo 2.0: The Museum of Modern Betas (MoMB), il museo dei BETA moderni.

Il concetto e' sicuramente interessante e il nome brillante, il sito e' forse un po' troppo semplice (anche se per questo piu' semplice da navigare di GOweb20), diciamo poco Web 2.0., e soprattutto offre solamente una lista delle novita' 2.0, quindi non molto utile come risorsa.
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Singapore sara' interamente WiFi

Il governo di Singapore ha annunciato un progetto per implementare sull'intera isola una rete wireless entro la fine del 2007. Lo scopo e' di non creare divari nella popolazioni tra chi ha, e non ha, accesso alle potenzialita' d'Internet, e soprattutto la speranza e' di emulare un'iniziativa simile in Corea del Sud che ha prodotto risvolti positivi sia per la crescita dell'industria tecnologia sia nel favorire la nascita di diverse iniziative imprenditoriali: in sintesi ha prodotto notevoli vantaggi economici e sociali.
Progetti simili sono stati implementati, o sono in fase di pianficazione, da Google a Mountain View, San Francisco e in India.

Domandina: con tutte queste aziende e comuni "media" quando avremo in Italia la prima citta' interamente wireless? Ovvero investimenti che producono valore economico e sociale..
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Staggr: personalizza i tuoi vestiti

Staggr e' un sito che deve ancora essere lanciato. Per ora si sa solo il motto "make it your own" (piu' o meno, "rendilo tuo") e che sara' una piattaforma dove poter disegnare e personalizzare vestiti. Se v'interessa il concetto e volete partecipare al BETA potete inviare una richiesta attraverso il sito.
Non appena l'avro' testato pubblichero' maggiori informazioni.
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RCS: scacco, potenzialmente matto

Volevo brevemente commentare due notizie importanti, di ieri, relative ad RCS. Credo che entrambi abbiano molto potenziale:

1) il lancio di Corriere Della Sera Anterprima, un giornale pomeridiano che verra' distribuito (inizialmente) a Milano proponendo i principali titoli "di domani" in anterprima (caro Giugen, c'hanno fottuto l'idea). Si posiziona in uno spazio dove in Italia, a mio avviso, ci sono molte opportunita', e attualmente poca offerta: il quotidiano pomeridiano. In Inghilterra ad esempio ci sono diversi titoli, gratuiti e a pagamento, che hanno molto successo (ovviamente molto del quale e' dato dal fatto che la maggior parte della forza lavoro esce dall'ufficio alle 5 e prende i mezzi pubblici).

2) L'acquisizione di Spilnder da parte di Dada per €4.5 millioni. Credo sia una mossa intelligente, con tanto potenziale che pero' potra' essere pienamente realizzato solamente se l'RCS riuscira' a contestualizzarla come parte di una strategia efficace per:
  • a) Integrare il valore marginale (contenuti e community) di Splinder nel suo nucleo editoriale;

  • b) Monetizzare su Splinder (community), al di la dell'entrate date dal posizionamento di pubblicita' sul sito, ma attraverso un modello simile a Google ADWords (a beneficio anche della community) che sia capace quindi di distribuire valore, attraverso community e contenuti, in modo flessibile e collaborativo.

  • E che il piano integri a) e b) in modo da svilupparsi e crescere su logiche ed economie di rete.


In sintesi c'e' molto potenziale, ma va realizzato attraverso un modello d'innovazione e di rete. Un'acquisizione/integrazione "tradizionale" sarebbero limitanti.

Ne parlo qui, qua, e quo.
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Real Travel: network di blog per pianificare la prossima vacanza


Real Travel e' una community con decine di migliaia di blog gestiti da vacanzieri e viaggiatori frequenti con lo scopo di fornire e condividere informazioni per, e tra, turisti. Il sito in oltre aggrega e raccoglie (grazie ad un team di editori) le componenti piu' interessanti (commenti, suggerimenti, foto, recensioni di ristoranti e alberghi ecc...) di ciascun blog all'interno di una guida turistica virtuale, proponendo quindi due modalita' di navigazione principali: il blog dei membri oppure una sintesi, edita come guida, da Real Travel.

Come per tutti i blog, si ha la possibilita' di ricevere aggiornamenti via RSS. Il sito integra in oltre diverse funzionialita' sociali, come la possibilita' di inviare pagine ad amici, lasciare commenti o partecipare a forum tematici (ad esempio per citta').
A tutto cio', Real Travel, aggiunge da ieri, una nuova funzione chiamata "My Trip Plan", per pianificare il nostro prossimo viaggio. Lo strumento permette di raccogliere e salvare informazioni e contenuti rilevanti, trovati sul sito, in un unica pagina. Tali contenuti sono infatti accompagnati da un bottone (aggiungi a My Trip Plan), l'utilizzo del quale credo sia intuitivo.

Le funzionalita' non sono eccesivamente innovative e esistono ovviamente diversi siti fondati su concept simili (ad esempio World Wikia, recensito da poco su La Tela), non tutti pero' dispongono di una community importante, cosa che ovviamente e' alla base dell'utilita' di un sito che vuole fornire consigli e informazioni inerenti a viaggi e vacanze attraverso i contributi dei sui membri, cosa che Real Travel e' riuscita a fare raggiungedo una massa critica di utenti.
La piattaforma viene quindi pienamente promossa e consigliata.
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giovedì, ottobre 12

Otavo: "motore delle intenzioni"


Otavo e' un motore di ricerca, relativamente nuovo, che si auto-definisce "intention engine", "motore delle intenzioni": un utente anziche' cercare in modo tradizionale, inizia o partecipa ad una "missione". Altri utenti interessati a missioni simili, possono proporre link rilevanti.

S'indica cosa s'intende cercare con la speranza che altri ci aiutino proponendo link, oppure qualora altri utenti avessero gia' iniziato missioni simili abbiamo la possibilita' sia di aggregarci sia di visualizzare i link proposti.
Si puo' anche abbonare a missioni ricevendo aggiornamente via RSS e ovviamente le missioni sono listate per categorie e tags. Il sito ha anche una funzionalita' molto interessante, chiamata "floster", che permette di draggare link rilevanti da una finestra attiva in quella Qtavo. In oltre un utente puo' creare una pagina personale, sulla quale puo' salvare diverse missioni, riordinare i link all'interno di un indice, e raggruppare diverse missioni (nella loro interezza) in un unica lista oppure aggregare solamente parti di missioni diverse in un indice interamente nuovo. Otavo offre infatti moltissime funzioni, non solo d'ammirare, ma utili nel rendere migliore l'esperienza dell'utente.

Otavo e' quindi un ibrido tra il social bookmarking ed un motore di ricerca, pienamente umano e sociale. Il concetto e' sicuramente interessante (a mio avviso piu' di Yahoo! Answers che e' un forum di discussione con un budget marketing molto alto) ed ha molto potenziale nel sviluppare indici di link estremamente personalizzabili, concisi, ma profondi, attorno a ricerche di nicchia o domande molto specifiche - ovviamente dovra' riuscire nell'impresa di coinvolgere una massa critica di utenti e sviluppare una community. Pero', dopo aver sperimentato con Otavo posso direi che e' un sito ottimo, utile, e consiglio a tutti di provarlo: ho trovato link davvero attinenti a cosa cercavo, alcuni molto interessanti!

Infine, vale la pena menzionare il business model di Otavo: si vendono pubblicita' e attirano sponsor per missioni uniche oppure diverse missioni appartenenti ad una categoria specifica: se ci pensate bene, e' un concetto simile a Google ADWords, ma piu' preciso (ed ovviamente con meno visibilita' e potenziale di sfrutture economie di scala e di rete).
Promettono anche premi per gli utenti che contribuiranno il maggior numero di link (il sito ha anche un sistema punti ed una classifica degli utenti piu' attivi).

Nota geek: il sito e' interamente sviluppato con Drupal. Impressionante.
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Google-YouTube: voci, geniali e meno, dalla strada

Solito servizio geniale dall'Onion.

Un po' meno geniale un commento, riportato dal Financial Times di oggi, di un executive di Grouper, piattaforma video della Sony, che ha definitio eccessivo il prezzo pagato da Google per YouTube dato che il rapporto tra video visti e uploadati dimostra come il mercato dei video online non sia ancora maturo e lascia ampissimi margini di sperimentazione. Citava ad esempio la possibilita' di editare video online per meglio coinvolgere l'audience (cosa che ad esempio permette di fare JumpCut). Come sempre alla Sony non colgono dei principi chiave: a) il dato citato e' un po' come dire che il gap tra produttori di programmi televisivi e pubblico televisivo e' talmente ampio da dimostrare un mercato ancora aspro b) il valore superiore di YouTube sta nel suo essere community e l'essere una piattaforma aperta, e quindi rilevante (come giustamente evidenziato da Luca Conti su Pandemia), un'applicazione (come JumpCut) semmai aggiunge valore ai margini (difatti permette poi di condividere altrove i video editati), ma necessita di un valore (nucleo) di partenza. Alla Sony continuano a sfuggire le logiche di community, reti, e mercati che creano e distribuiscono valore nuovo e aggiunto in modo collaborativo, plastico e liquido (e' cio' che ad esempio definisce Web 2.0). La teconologia e' secondaria.
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Listal e StuffSpace: social networks che aggregano ogni oggetto che possiedi

Vengono lanciate al pubblico, qualsiasi simultaneamente, StuffSpace e Listal, due nuove social networks fondate su concetti molto simili: condividere (piu' o meno) l'intera vastita' di collezioni e "beni" che uno possiede.

Su StuffSpace, utenti possono uploadare "beni" in un database insieme ad una foto, commenti ed informazioni sul prezzo pagato per l'oggetto. Ogni bene e' affiancato da uno spazio Wiki che permette ad altri utenti di contribuire alla descrizione dell'oggetto. In oltre si possono aggiungere e condividere commenti e discuterne in un forum. La piattaforma permette anche di raccogliere e cercare oggetti per categoria e di creare una "lista dei desideri" per beni che intendiamo acquistare (o che vorremmo ci venissero regalati). Un limite importante e' l'impossibilita' di integrare le liste in siti esterni. Al prescindere da questo limite, sinceramente non trovo alcun valore nuovo proposto dal sito.

Listal e' leggermente piu' interessante. Utenti possono creare liste di film, DVD (non capisco la necessita' di distinguere tra film e DVD), libri, musica e giochi. Le diverse collezioni vengono aggregate in un profilo personale, contenuti specifici possono essere votati e commentati da altri utenti e a ciascun oggetto viene assegnato un voto medio basato sui punteggi che riceve attraverso il sito. Le diverse liste possono essere condivise attraverso un URL semplice (NOMELISTA.listal.com) o come widget da integrare su siti esterni. In oltre si possono aggiungere "tags" agli oggetti e le liste sono suddivisibili in tre categorie (per esempio libri che abbiamo letto, stiamo leggendo o che leggeremo). Listal offre anche funzionalita' RSS e una buona integrazioni con le liste di utenti amici. Infine le diverse liste sono linkabili ad Amazon qualora un utente fosse interessato ad acquistare un oggetto. Il sito attualmente conta 8000 utenti e 600.000 oggetti. Mi vengono in mente diversi siti specifici alle diverse categorie (ad esempio Shelfari, recensito ieri), ma non molti "aggregatori", quindi questo e' sicuramente un punto a favore di Listal, nonostante cio' credo che il rischio sia una piattaforma generica che perda punti nei confronti di nicchie con funzionalita' sviluppate attorno alle specificita' di una categoria: c'e' di meglio per ciascuna delle categorie e forse non serve uno spazio che copra il tutto in modo generico.
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Helium: un po' wiki, un po' citizen blog, un po' citizendum, un po' Answers, un po' Squidoo: poco di tutto, ma con tanto potenziale


Helium e' una piattaforma che raccoglie articoli creati dai suoi utenti, un ibrido tra giornalismo e contenuti generati dalla "massa".

Un citizen blog? Un Wiki?
Non proprio perche' gli articoli sono ragruppati in 25 "canali": Squidoo?
No, sono categorie normali. La speranza simile pero': che il sito attragga contributi di esperti per categoria. Citizendum! No, gli articoli attualmente sono di qualita' non proprio esperta. Poco utili.
Answers? In modo simile, i lettori possono votare i contenuti che ritengono maggiormente interessanti, quelli con piu' punti vengono evidenziati nelle prime pagine per categoria, e quelli con piu' visite in assoluto raggiungono la homepage.

Da notare l'incentivo a contribuire articoli: ogni contribuente riceve una parte delle entrate pubblicitarie generate dalle visite all'articolo contribuito. Non so quanto sia la percentuale ricevuta, solamente che i pagamenti vengono effettuati (via PayPal) una volta raggiunti $25.
Ovviamente si possono ricevere aggiornamenti e articoli via RSS.

In sintesti: la piattaforma e' ancora molto giovane, e mentre matura si sta ancora definendo. Ad oggi e' un misto di diverse idee, ma non crea un valore aggiunto ben visibile a nessuna di queste. Insomma, non e' ne' carne, ne' pesce.
Detto cio' il sito esteticamente e tecnologicamente e' ben fatto, e il concetto e' interessante ed ha molto potenziale, ulteriormente dato dall'incentivo a scrivere (sicuramente piu' apprezzabile di payperpost). Bastera' ad attirare scrittori interessanti?

Il punto decisivo sara', a mio avviso, al di la degli scrittori, quello di raggiungere una massa critica di lettori che si determini come community, che filtri i contenuti, condividendo quelli piu' interessanti, e di conseguenza trattenendo i contributori di qualita'.
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mercoledì, ottobre 11

Foodieview: Google per ricette


Foodieview si puo' riassumere come una Google per ricette: ne ha oltre 750.000!

Il sito e' un motore di ricerca con cui cercare ricette per categoria, cucina, risorse culinarie e menu' di ristoranti famosi, offrendo anche una serie di opzioni avanzate per ricerche incrociate.
Si possono in oltre cercare ristoranti (solo a San Diego per il momento) e visualizzarli su Google Maps (un po' come DueSpaghi)
Il sito ha un interfaccia davvero pulita e semplice da usare. Utenti iscritti hanno l'opportunita' di salvare e condividere ricette.

Che altro aggiungere? Buon appettito!
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Google per Insegnanti

Ispirata da diversi racconti di insegnanti che integrano diversi strumenti Google all'interno delle loro lezioni (ad esempio: ricerche attraverso gli archivi storici Google, lezioni di geografia con Google Earth, e disegni sviluppati con Sketch Up), Google ha lanciato (due ore fa) una piattaforma per insegnanti.

Attualmente il sito offre una guida su come poter integrare 12 servizi Google (search, ricerca libri, earth, mappe, video, docs & spreadsheets, blogger, calendario, sketch-up, picasa, hosted e homepage personalizzata) all'interno di lezioni ed esercizi scolastici.

Propone, in oltre, diversi esempi di come diverse scuole stanno gia' adoperando alcuni dei servizi (con Earth e con Sketch-Up) ed una serie di podcast su istruzione e tecnologia.

Infine il sito ha un'ampia sezione dove studenti, insegnanti e genitori possono inviare le proprie esperienze, domande, richieste ed opinioni su come migliorare la piattaforma.

Un ottimo progetto per rendere una lezione, non solo piu' interattiva e coinvolgente, ma anche piu' rilevante integrando l'insegnamento e la condivisione di una serie di conoscenze e competenze nuove.

Rimanendo in tema, vi segnalo anche un'altra piattaforma per scuole che trovo essere molto buona: TIGed (e per correttezza sottolineo anche che il progetto e' di TakingITGlobal, un'organizzazione/sito (anche in Italiano) con la quale ho lavorato per oltre due anni e per la quale continuo a collaborare occasionalmente da consulente.
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Shelfari: social network per amanti di libri


Nasce oggi Shelfari, una social network per amanti di libri. La piattaforma permette ad utenti di creare librerie virtuali per i libri che hanno letto, che stanno leggendo o che hanno intenzione di leggere.
Bellissimo il layout: i libri sono letteralmente organizzati su scaffali in una libreria virtuale che altri utenti possono esplorare e navigare, anche con la possibilita' di selezionare titoli interessanti ed aggiungerli alla propria collezione.
Oltre che una libreria virtuale, si possono aggiungere alle pagine personali foto, profili personali e link ad amici.

I libri si possono organizzare in "tags" e si possono anche lasciare commenti, aggiungere e condividere (anche via email) suggerimenti. I titoli si possono cercare per titolo, autore, genere, numero ISBN e tag. Ogni libro ha una pagina propria che raccoglie commenti, voti di altri utenti, link alle pagine di coloro che l'hanno letto e una serie di titoli simili. Essendo una social network, il sito mette in risalto classifiche per i libri piu' letti, maggiormente consigliati e le tag piu' popolari.

"Ovviamente" le pagine di ciascun libro sono incluse di link ad Amazon: Shelfari prende una commissione dall'eventuali vendite. Una funzionalita' davvero interessante (se funziona bene) e' rappresentata dalla possibilita' di ricevere notifiche automatiche (via email o sul proprio profilo) che consigliano libri da leggere e altri utenti che hanno librerie interessanti e interessi letterari simili. I suggerimenti sono intuitivi e basati sulle nostre letture, tag ed interessi.

Esteticamente il sito e' davvero ben fatto, "pulito" e semplice da navigare ed usare. Tutte le funzionalita' rilevanti sembrano esserci (magari 1- aggiungere una sezione mercato per poter scambiare libri con altri e/o vendere copie usate? e 2- espandere la varieta' commerciale oltre a Amazon). La piattaforma si posiziona in una nicchia dove credo ci sia molto potenziale, ma ancora non pienamente realizzato da altri spazi. Credo che Shelfari possa davvero diventare una piattaforma di successo.

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CogHead: crea le tue applicazioni


CogHead e' una piattaforma, lanciata oggi, che permette a chiunque (anche chi privo di conoscenze techniche) di sviluppare applicazioni e database.

Utenti possono creare una varieta' di applicazioni, come, ad esempio, programmi per la gestione di magazzini, contabilita' o sistemi per dipartimenti di risorse umane. L'intero sistema e' costruito su un'interfaccia molto intuitiva su cui utenti possono "drag e drop" le diverse componenti, creare legami e azioni tra componenti, e ordinare la gerarchia tra le componenti con un diagramma di flusso. Il sistema integra poi le diverse tecnicalita' che servono per rendere operative e funzionali le applicazioni.

La piattaforma puo' essere utile soprattutto per piccole e medie imprese proponendo soluzioni comparabili ad Access e Basic (con molte meno possibilita' di personalizzazione pero') direttamente da un'interfaccia web.
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Dopo i video e' office il nuovo campo di battaglia: Google, ovviamente protagonista (ma non la migliore)

Google ha lanciato ieri Docs & Spreadsheets che integra Writely (addio..) and Spreadsheets in un unico spazio e pannello di controllo. Oltre a questo pannello di controllo congiunto non sono state pero' sviluppate nuove funzionalita' per nessuna delle due applicazioni. La vera novita' e' forse la conferma che Google sia seria nel voler competere con Microsoft Office (anche se le applicazioni web rimangono indietro in termini di completezza e profondita' delle funzioni, personalmente credo che gli utenti target sianodiversi).

Non e' Google, pero' l'unica ad aver lanciato l'offensiva a Microsoft, sempre ieri Zoho ha completato il lancio del suo Virtual Office, sicuramente l'alternativa Microsoft piu' completa, integrando oltre 10 servizi, oltre a "word" e "excel", un'applicazione per presentazioni, mailing-list/forum, calendario, desktop, chat, email, archivio per file, RSS reader e project planner. In oltre il progetto puo' essere pienamente utilizzato in versione "mobile", attraverso un telefono cellulare. Nei prossimi mesi integrera' diverse applicazioni esterne, tra cui VoIP, sistemi email (tra cui outlook e thunderbird), e promette sei nuove applicazioni (top secret).

Ovviamente Google ha il potenziale e le capacita' sia per integrare altri dei suoi servizi esistenti nella sua attuale offerta "office" (come Gmail, Talk, Calendar e Pages) oppure di svilupparne di nuove ed ha il grande ed ovvio vantaggio di "possedere tutto il resto". Ad oggi pero' credo, giudicando esclusivamente l'offerta "office", che Zoho sia la piu' completa sul web. Da notare che anche Microsoft sta integrando una sua offerta-web all'interno di Windows Live.

In parallelo a questa battaglia a tre esistono una miriade di offerte-web pensate attorno ad applicazioni specifiche, per presentazioni, spreadsheets, scrittura, project management, calendari ecc...
Tra questi sicuramente da segnalare ThinkFree, il word-processor piu' simile a Word, Thumbstack, ottimo per fare presentazioni, e mxgraph, utile per creare e condividere diagrammi e grafici.

Una lista ed analisi completa di tutte queste applicazioni (e altre) si puo' trovare a Solution Watch: parte prima e parte seconda.
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martedì, ottobre 10

Qloud: tagging in iTunes, social network e motore di ricerca per musica


Qloud e' una nuova piattaforma lanciata oggi.

Un motore di ricerca per musica, che permette di cercare canzoni per artista, album, provenienza e genere, ascoltare anteprime, inviare via email i risultati ad amici e salvare ricerche recenti (bisogna ricordarsi di cancellarle pero'!).
La piattaforma integra anche diverse funzioni sociali, come la possibilita' di votare le canzoni, ricerca per tags, visualizzare quelle piu' popolari, aggiungere tags ed acquistare da iTunes, AOL Music Now e Amazon.

Qloud non si limita pero' ad un motore di ricerca, infatti il sito si posiziona anche come social network: si possono creare e visitare profili personali, aggiungere amici e visualizzare le loro tags, ricerche e canzoni preferite. Tags, ricerche e preferiti che vengono strutturati come "canali" (ad esempio il canale musicale di Alberto).

Infine il sito propone un plug-in che integra il tagging all'interno della piattaforma Apple (ottima idea), dando anche la possibilita' di condividere la lista dei propri acquisti con amici. Il paradosso e' che il plug-in per ora funziona solo con Windows?! (una versione MAC verra' lanciata a breve).

In sintesi un ottimo sito, che combina in modo intelligente il social networking al search, ai quali aggiunge valore attraverso la flessibilita' d'integrazione con siti musicali esterni e un plug-in per tags in iTunes.
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La capsula del tempo Yahoo!

Yahoo!, insieme allo sviluppatore/artista Jonathan Harris, ha lanciato una Capsula del Tempo (serve flash), alla quale per i prossimi 30 giorni chiunque (con un account Yahoo!) potra' contribuire con immagini, testi, suoni e video che catturano lo spirito dei nostri tempi.

I contenuti devono essere inerenti ad una delle seguenti categorie: amore, passato, rabbia, gioia, fede, bellezza, passato, presente, speranza e individualita', e possono essere visualizzati, oltre che per categoria, per fascia d'eta' del contribuente, sesso, formato e luogo di provenienza.

I risultati finali verranno digitalizzati e proiettati nello spazio da una piramide in Messico e poi archiviati fino al 2020 alla Smithsonian Folkways Recordings.

Non proprio una risposta a Google-YouTube, ma sicuramente un concetto e progetto esteticamente interessante e creativo.
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Plinkme: YouTube per foto


Plinkme e' un sito lanciato da poco che permette a fotografi di uploadare le proprie foto e ad utenti di usarle liberamente sui propri siti e blog come widget.

Il servizio funziona in modo semplicissimo, si copia lo script dell'immagine che si vuole adoperare, s'incolla sul proprio sito dove viene visualizzata come un widget in flash, comprendente anche il nome e il sito del fotogafo: un ottimo strumento sia per fotografi sia per gestori di siti.

Il sito utlizza le "tags" rendendo la ricerca di contenuti molto intuitiva, ed in oltre dispone di un sistema che permette ai fotografi/utenti di sapere dove vengono uploadate le proprie immagini.

Plinkme e' un concetto brillante che potrebbe diventare la YouTube delle foto. L'unico limite (enorme): anche se il risultato esportato e' un widget in flash, l'applicazione adopera script in java rendendolo, quindi, incompatibile con molte social networks (tra cui MySpace e TagWorld), limitandone la distribuzione: si consiglia di usare flash, in tal caso diverebbe una piattaforma pienamente vincente.

Un'altra questione (segnalata da Mashable) e' il rischio che un utente uploadi contenuti con copyright, Plinkme risulterebbe coperta, il rischio semmai e' per gli utenti che adoperano le immagini: potenzialmente rischiando di inquinare la fiducia nel concetto. Credo sia una questione secondaria (come insegna l'esperienza YouTube) se riusciranno a raggiungere una massa critica.
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Divvycast: podcasta la tua musica e guadagna



Divvycast, una start-up lanciata la settimana scorsa, e' una piattaforma che permette a musicisti di creare podcast delle proprie canzoni e di integrarli o distribuirli attraverso spazi come iTunes, MySpace, Yahoo! Podcasts ecc...

Il sito offre il software necessario (da downloadare), lo spazio per ospitare e mandare in streaming i file e la possibilita' di aggiungere immagini (per iTunes) e introduzioni ai contenuti musicali. Utenti possono anche aggiungere spezzoni di pubblicita' ai propri contenuti e in oltre ricevere una parte delle entrate pubblicitarie generate dal sito Divvycast o da spazi esterni che ospitano i contenuti - Divvycast sta infatti esplorando anche diverse strategie di marketing, tra cui la creazione di una pagina su MySpace che attualmente ha 9000 amici.

Dopo una prova gratuita di 15 giorni, il servizio costa $9.95/mese per il software, un 1GB di spazio e 50GB/mese di traffico oppure $29.95/mese per 4GB di spazio e 200GB di traffico.

Non so se il servizio avra' successo: utenti piu' esperti sanno che possono trovare le diverse "componenti" offerte a prezzi piu' bassi e distrinuendo in proprio, anche se la possibilita' di avere il tutto in un'unica piattaforma che comprende anche il servizio di distribuzione potrebbe attirare una nicchia di professionisti o musicisti che vogliono sperimentare con il podcast. Al di la del valore del servizio, credo che il successo, o meno, di Divvycast, sara' dato dalla capacita' di attirare pubblicita', cio' garantirebbe sia un'entrata sia un incentivo per raggiungere una massa critica, che al tempo stesso pero' e' una delle condizioni fondamentali per attirare pubblicita': e' un po' un cane che si morde la coda. Detto cio' 9000 amici su MySpace e' sicuramente un buon inizio sia in numero di utenti sia come base per attirare investimenti pubblicitari.
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JumpWord: strumenti per il "publishing" mobile


JumpWord, e' una piattaforma, attualmente in ALPHA, lanciata qualche settimana fa che offre una serie di strumenti per pubblicare un blog, effettuare sondaggi, inviare file (audio, video e immagini) e sviluppare forum discussione e mailing list, il tutto attraverso telefoni cellulari.

Cio' che rende gli strumenti particolarmente interessanti e' l'integrazione web: un utente puo' infatti creare una pagina su JumpWord da dove inviare contenuti e messaggi, e scegliere quali salvare e rendere pubblici. Infine un utente puo' anche gestire e visualizzare i sondaggi, mailing list e forum di discussione create in tempo reale.

Il concetto ha potenziale anche se al momento sembra un po' "chiuso", credo infatti che dovrebbero sviluppare la possibilita' di poter integrare i vari strumenti su spazi esterni (quali blog e MySpace) idealmente con pubblicazione automtizzata. Insomma, JumpWord dovrebbe tentare di diventare un po' piu' 2.0.
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GooTube: che vuol dire?

Ormai tutti lo sanno, e' scritto ovunque, nei minimi particolari, quindi tralascio la ripetizione dettagliata. Google ha acquisito YouTube.

Quale sara' l'impatto di quest'acquisione? Personalmente, come scritto ieri: credo che l'acquisizione avra' implicazioni che andranno ben al di la dei video, cambiando nel tempo anche il modo di distribuire film e musica. Basta leggersi i dettagli e la logica di tutti gli accordi paralleli che Google ha firmato con diverse etichette musicali ed intuire la direzione in cui porteranno.

Tornando a "GooTube", per chi e' interessato piu' nel "gossip" nella notizia: il video dei fondatori di YouTube sull'affare e la conference-call Google-YouTube.

Un'altra notizia importante di oggi (e indirettamente rilevante): per la prima volta il numero di persone che consumano news online ha superato il numero di quelle che leggono le proprie notizie su quotidiani e riviste [via News Vine].
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lunedì, ottobre 9

Video Lunedi', o il giorno in cui Google uccise la concorrenza?

La giornata di oggi verra' probabilmente ricordata come il lunedi' dei video. Diverse fonti ormai danno l'annuncio dell'accordo Google-YouTube imminente (questa sera alla chiusura della borsa?).

Potrebbe anch'essere ricordata come il giorno in cui Google uccise la concorrenza:

Google ha completato un accordo per distribuire contenuti video di Warner Music e Sony BMG. La cosa interessante e' che i video in streaming saranno gratuiti (le etichette riceveranno parte dell'entrate musicali provenienti dalle pubblcita' Google, si paga solo nel caso di un eventuale download. Gli elementi piu' interessanti dell'accordo sono pero' che: 1) i contenuti video verranno distribuiti anche dalla rete Google ADsense, una mossa a mio avviso vincente: utenti verranno pagati per ospitare (in streaming) i video sui propri siti (numero di volte in cui un video viene visto anziche' a click, come si fa ora con le pubblicita' Google). Pensate all'impatto su social networks o su blogs estramente popolari. 2) Alcuni dei video saranno aperti ad utenti che potranno ri-mixarli e ri-distribuirli: creando ulteriori canali di produzione e distribuzione (ed ovviamente di profitto).

Intanto:

YouTube (guarda caso) ha annunciato un accordo molto simile (la componente distribuzione in streaming e possibilita' di ri-mixare contenuti) sia con Warner Music sia con Song BMG. Infine ha anche finalizzato un accordo con la CBS per la creazione di un canale sul portale video e con il cantante P.Diddy per un programma sull'artista.

Fa molto meno eco, l'accordo Microsoft con BlinkxTV, un motore di ricerca video che verra' integrato in SoapBox, la piattaforma video Microsoft e in Live, il motore di ricerca Microsoft. Con questo accordo BlinkxTV diventa il piu' grande motore di ricerca per video sulla rete.

Microsoft rimane comunque indietro sia rispetto a YouTube sia a MySpace Video. La mia opinione personale e' che al di la del numero di accessi e la battaglia per essere il piu' popoloare del reame, che con l'accordo Google-YouTube rimarra' comunque in mano YouTube, l'integrazione della piattaforma all'interno di Google ADSense risultera' essere (molto probabilmente) il modello vincente in termini del mercato video (e probabilmente film online).

La cosa da notare e' che il modello potra' addirittura essere adattato al mercato musicale (non a caso gli accordi sono etichette discografiche..) rispondendo alle diverse sfide che ho menzionato la scorsa settimana in un articolo sulla vulnerabilita' potenziale di iTunes. Un modello in cui il contenuto e' libero e il profitto non e' dato dalla vendita di una traccia, ma viene generato da altre fonti e diventa esponenziale, organico ed insito nello scambio e nell'utilizzo stesso di contenuti.

L'unico elemento (forse) mancante per una dominazione certa e' una social network vincente, ne' orkut ne' dodgeball sono comparabili a MySpace, ma la massa critica di YouTube e' un buon inizio: tremono non solo Microsoft e Yahoo!, ma anche MySpace e Apple, e tutti coloro che stanno investendo nei mercati video, musica e film.
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Amazon si ri-posiziona come societa' di servizi logistici

E' cosa nota che Amazon, oltre ad essere un centro commerciale virtuale, offre diversi servizi paralleli, come ad esempio A9, un motore di ricerca, e UnBox, una piattaforma per il download di film (noleggio e vendita).

Da qualche mese pero', diverse societa' si rivolgono (in outsource) ad Amazon per provvedere alle proprie necessita' di magazzino e deposito, sia in rete sia fisici, e per l'uso dei sistemi di distribuzione/suggerimenti/pagamenti (tecnologia).

Ad Amazon conviene, dato che fino al 90% delle proprie capacaita' rimangono inutilizzate fino al periodo natalizio mentre i clienti hanno la possibilita' di usare tecnologie e risorse all'avanguardia anziche' doverle costruire in proprio o attraverso aziende piu' piccole.

Gli unici dubbi: come funziona il serivzio durante il periodo natalizio quando Amazon raggiunge piena capacita'? e quanto sono personalizzabili alle specificita' del cliente le diverse tecnologie offerte?

In ogni caso e' un esempio interessante di come Amazon stia cercando di ri-posizionarsi nel mercato come fornitore di servizi logistici e quindi spostare il proprio valore aggiunto dalla vastita' d'offerta a prezzi bassi alla sua capacita' tecnologia.
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Weekendr: pianifica il fine settimana


Weekendr, una start-up Tedesca, e' una nuova social network per facilitare la pianificazione e la condivisione di eventi.

Ogni evento che viene aggiunto al sito ha una propria pagina (personalizzabile nel design) dove poter aggiungere foto, lasciare commenti, visualizzare informazioni in modo dinamico (ad esempio una mappa di dove ha luogo l'evento scelto) e diversi strumenti per aiutare con la pianficazione.

Oltre alle pagine e il calendario eventi, il sito offre diverse funzionalita' comuni ad altre community: profilo personale, lista amici, interessi e hobby e la possibilita' di condivdere video, flash e musica (ad esempio da YouTube o con MySpace Music PLayer). Weekendr dispone anche di diversi template per personalizzare le proprie pagine, senza pero' dare accesso al CSS delle pagine (per fare pasticci estetici alla MySpace...).

In sintesi, il sito e' ben fatto, pulito e molto intuitivo e semplice da usare, pero' personalmente, non so quanto possa avere successo una piattaforma per eventi, dato che la componente eventi e' spesso integrata in una social network (che hanno gia' una massa critica di utenti, quindi l'elemento condivisione e promozione di un evento ha piu' senso...).
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Il ritorno di TechRepublic, MySpace per "geeks"

CNET ha rilanciato diverse delle sue comunita' online, tra queste svela da oggi un nuovo abito, TechRepublic, una community per super-appassionati del web e di tecnologia, che si ripropone come un sorta di MySpace per "geeks".

Tra le novita', la possibilita' per gli utenti di creare una pagina/blog personale, di creare reti di amici, e funzionalita' "bookmarking" e "tagging" di contenuti, tutti i conenuti (compresi quelli creati da utenti e i forum di discussione) sono infatti stati raggruppati in diverse categorie tematiche.
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BuzzLogic: la concorrenza arriva sempre in coppia?


La settimana scorsa ho recensito Competitious, un ottimo strumento per monitorare siti concorrenti, ora arriva BuzzLogic, apparentemente un servizio molto simile. Una musica ormai ricorrente: viene lanciato un concetto nuovo, dopo pochi istanti arriva un sito simile.

Ci sono pero' delle sfumature che rendono i due servizi piuttosto differenti. Le due piattaforme infatti affrontano lo stesso concetto in modo assai diverso. BuzzLogic, anziche' monitorare informazioni, notizie e dati attorno ad un sito/concorrente specifico, lo fa attorno ad una categoria/notizia/tematica, aggregando quindi tutte le informazioni/siti/concorrenti che sono rilevanti ad una ricerca di mercato.

I due elementi, a mio avviso, maggiormente interessanti, sono l'automatizzazione del processo (ovvero una volta impostata una ricerca si possono salvare e vedere i risultati cambiare nel tempo oppure ricevere aggiornamente via RSS) e soprattutto la capacita' di misurare l'influenza sociale della fonte e delle fonti aggregate: l'influenza di commenti in un blog, l'articolo sul portale X, la recensione sulla rivista Y ecc... dando a ciascuna fonte un valore unico e al prodotto/categoria/sito un valore aggregato.

Ad esempio: se sto per lanciare sul mercato Zune, posso vedere cosa pensa il mondo del mio prodotto, della concorrenza (l'iPod) e attraverso una comparazione capire dove dover "intervenire" (ad esempio nelle social networks o nella blogosfera).

Ovviamente la sfida principale sara' quella di riuscire a misurare in modo accurato le diverse fonti (filtrando ad esempio i splogs - spam blogs -), il concetto e la versione attualmente fanno di BuzzLogic comunque una piattaforma brillante, compatibile con Competitious, che consiglio di provare a tutti gli addetti ai lavoro.

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SudanAid su MySpace

MySpace, la social network, ha annunciato che trasmettera' i 20 concerti sul proprio sito per SudanAid, una campagna d'informazione e di raccolta fondi per la crisi umanitaria in Sudan. I concerti coinvolgeranno molti artisti e gruppi che sono emersi da MySpace.

L'iniziativa e' interessante, oltre che per l'ovvio valore umanitario (circa 200,000 persone sono rimaste uccise dall'inizio dell'ostilita' a Darfur e altre 2.5 miliardi sono rimaste senza un tetto), come esempio del ruolo rilevante in termini d'industria musicale, e del potenziale in termini sociali e comunitari di una social network.

I concerti si terranno il 21 Ottobre in diverse citta' Americane e Canadesi con parte dei provenienti che andranno ad Oxfam, appunto per supportare i suoi progetti in Sudan. Oltre che su MySpace, la giornata verra' trasmessa anche in televesione e in diverse sale cinematografiche prima delle proiezioni di film della 20th Century Fox (come MySpace di proprieta' di News Corp.).
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sabato, ottobre 7

I Media dovrebbero posizionarsi nella “grossa pancia”

In un’articolo molto interessante, Om Malik introduce il concetto della “grossa pancia”, integrandolo alla teoria della Coda Lunga di Chris Anderson.

In sintesi la teoria di Anderson divide la "power law distribution curve" in due segmenti, “una grande testa”, una punta acuta che raccoglie ad esempio i search piu’ popolari, le principali notizie, i blockbuster, i bestseller ecc… La punta poi cade rapidamente estendosi in una lunga coda dove sono invece raccolte news locali, musica indipendente, B-films, ricerche secondarie, interessi di nicchia ecc…
Semplificando, consumiamo/cerchiamo/acquistiamo quantita’ minori di piu’ cose.
L’analisi di Malik aggiunge all’equazione una componente centrale, la grossa pancia, che raccoglie social networks e aggregatori.

I media debbono pensare al proprio habitat con logiche simili.
Posizionandosi nella grossa pancia, dialogando ed interagendo sia con la grande testa sia con una coda lunga. Il nucleo strategico, inteso come il valore aggiunto ed esclusivo della piattaforma (la specificita’ di una piattaforma: ad esempio l’elemento software in un blackberry e’ il nucleo della RIM, societa’ che lo produce) comprenderebbe opinioni sulla grande testa, inteso in questo contesto e in senso ampio come affari correnti, i titoli principalin etc. Al di là di connotazioni geografiche possiamo chiamare questa sezione il “globale”.

Possiamo chiamare invece “locale”, l'insieme delle opinioni sui titoli principali che vanno coniugati allo scopo sociale dei media e all’identita’ specifica alla piattaforma in questione, ad esempio notizie tematiche, cronaca nazionale, cronaca rionale (come la "romanità" del Messaggero) di lingua adoperata (lingua Italiana) ecc...

Ai margini, inteso come valore di supporto al nucleo o che aggiunge valore al nucleo (si veda il blackberry, l’elemento hardware e di distribuzione/fornitura del servizi) e’ necessaria un’integrazione di opinioni rilevanti, fonti e contenuti terzi, anche di lettori su questioni inerenti alla grande testa. Integrazione intesa in modo interattivo, quindi moltidirezionale, data la natura costantemente in evoluzione della grande testa.

In parallelo la grossa pancia deve saper catturare ed intersecare il battito ed il polso della coda lunga: come nucleo, integrare informazioni e contenuti prodotti nella coda lunga: il “globale” inteso come moltitudine di nodi (nicchie) trasversali e al tempo stesso, ai margini aggiungendo e integrando le proprie opinioni – il “locale” inteso come influenza, contributo e conoscenza che aggiunge valore ad una nicchia e distribuisca valore nuovo.
Riassumendo: un’obiettivo strategico di posizione (essere nella grossa pancia) realizzato da un nucleo che agisca in modo “globale”, producendo valore ad un livello di grande testa (anche inteso come scopo sociale, potere d’influenza, ed impatto positivo insito nella ragion d’essere dei media) attorno a questioni ed affari correnti in modo rilevante alle specificita’ della piattaforma e che al tempo stesso aggiunga/crei valore (sociale e culturale) nella coda lunga, contribuendo/unendo la vastita’ dei nodi generati dalla propria utenza. Un modello che quindi sia in grado di sfruttare economie di rete, e che ai margini permetta al “locale” di essere adattabile, flessibile ed espandibile (in termini di valore sociale, politico e culturale, di rilevanza ed influenza), e che in parallelo aggiunga valore alla coda lunga condividendo, contribuendo e distribuendo conoscenza attravesto i suoi meccanismi specifici.

Tutto cio’ dev’essere pensato in modo dinamico, come parte integrante ad una strategia complessiva:

a) nel contesto delle specificita’ di una piattaforma, dei suoi termini di ricerca/risorsa/lettori, ovvero la comprensione di quale sia il valore specifico di ciascuna piattaforma: e’ questa la sfida principale dei media tradizionali (la monetizzazione e il profitto sono quasi delle consequenze organiche della creazione di valore);

b) in modo interattivi, dove la grande testa e la coda lunga possano dialogare e comunicare, ed evolvere rapidamente, attraverso la grossa pancia: una strategia per raggiungere l’obbiettivo e quindi che permetta al tempo stesso anche la realizzazione dello scopo sociale e culturale dei media in modo piu’ efficace.

Questo e' il terzo articolo pubblicato su La Tela su Media 2.0, il secondo, e la prima parte.
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Riassunto della settimana

Web
Venice Project, TV Online
Mobuga, guida TV online,
Unispace, social network universitario,
Amie Street, sito per comprare e scambiare musica indipendente,
Competitious, sito per monitorare siti concorrenti,
Organized Wisdom, social network per informazioni interenti alla salute,
Fuel Empire, social network musicale,
Five Limes, social shopping etico,

Applicazioni
Polldaddy, widget per creare sondaggi,
Film Loop, strumento per creare e condividere slides,
Google Widgets e laboratorio search
StashSpace, crea un DVD online,

Mercati
Google acquisisce YouTube?,
Fox TV via MySpace
Napster sbarca in Giappone
Netflix offre un millione di dollari per un nuovo sistema di suggerimenti

Opinione
Riflessioni sull'industria musicale,
Google e classe politica
Yahoo! strategicamente la seconda della classe.
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venerdì, ottobre 6

FWDitON: Digg per Email


Quante email con video simpatici, barzellette e link interssanti, ricevete ogni giorno, e che poi girate ad amici? Tante. Molte vengono poi inoltrate e spesso si creano catene di sant'antonio che fanno il giro del mondo. Pensato per portare la condivisione di queste email ad un livello 2.0 arriva FWDitON, un sito dove aggiungere e condividere pubblicamente email.

Il sito integra un sistema simile a Digg, permettendo agli utenti di commentare e votare le email migliori. Quelle con piu' voti salgono in classifica. Le uniche differenze con Digg sono che le email nuove appaiono nella homepage e gli utenti possono poi votarle con un punteggio da uno a cinque.

[via TechCrunch]
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TV online, nome in codice "The Venice Project": quasi pronta

Sono state rilasciate oggi le prime indiscrezioni del "Venice Project". Una televisione online nonche' il nuovo progetto dei fondatori di Kazaa e Skype. La piattaforma, attualmente in BETA per circa 100 utenti, integrera' video professionali, contenuti creati da utenti e strumenti ed interattivita' Web 2.0.

Dalle informazioni svelate si sa, che i due fondatori stanno completando accordi con diversi canali televisivi, agenzie di pubblicita', che i programmi/video avranno controlli tipo DVD, menu' interattivi (che si attivano muovendo il mouse) e la possibilita' di condividere contenuti e play-list intere (P2P in streaming senza download).
Come per Skype e Kazaa, un utente dovra' scaricare un software sul proprio computer. I fondatori promettono pero' che sara' privo dei virus, spyware ecc... che hanno infestato Kazaa.

La seconda fase del BETA iniziera' a meta' Novembre (se siete interessati potete iscrivervi sul sito), con lancio pubblico previsto per inizio 2007 (quando sara' anche svelato il branding della piattaforma, "Venice" e' semplicemente un nome in codice).

Il progetto, finanziato da eBay (l'integrazione di funzionalita' di social networking nel sito d'aste potrebbe quindi avere senso...), si posizionera' in un mercato dove la concorrenza di certo non manca e si hanno troppe poche informazioni per avere un giudizio completo, pero' il fatto che alle spalle abbia il track-record di Kazaa e Skype fa pensare ad un progetto che sara' sicuramente molto interessante da provare e seguire.
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Best Buy annuncia un concorrente per iTunes

Ieri, recensendo Amie Street, ho parlato delle ivere sfide/opportunita' nel mercato della musica digitale. Scopro oggi che BestBuy, il centro commerciale virtuale, ha lanciato un Digital Music Store, in partnership con Rhapsody, uno degli spazi piu' popolari per la vendita di musica e film online.

La piattaforma nuova in pratica prende parte dei contenuti/offerte dei due siti integrandoli in uno spazio terzo.

Non capisco le motivazioni di questo investimento: che senso ha lanciare un clone monco di iTunes in partnership con Rhapsody, fotocopiandone [di Rhapsody] parzialmente il modello (la voce musica). Un clone doppiamente monco: 1) iTunes e Rhapsody sono dominanti su questo mercato, un modello clone (in termini di costi, contenuti e compatibilita') non alterera' tale equilibrio 2) La piattaforma nuova ha come scopo di offrire musica a clienti BestBuy esistenti (ampliando quindi l'offerta totale). Rhapsody in campo di contenuti digitali ha un'offerta aggiuntiva sulla propria piattaforma (il vantaggio semmai e' quindi suo dato che attirera' clienti da BestBuy che inizialmente acquisteranno dalla piattaforma congiunta, ma in seguito coloro che cercano esclusivamente contenuti digitali migreranno su Rhapsody data la maggiore scelta). 3) BestBuy non sta creando alcun valore nuovo ne aggiungendone in modo decisivo alla sua offerta esistente: serve davvero una nuova piattaforma per attirare clienti Rhapsody agli altri mercati/prodotti offerti sulla piattaforma BestBuy?

Insomma sembra un affare pensato con logiche di convergenza ed integrazione 1.0 e non per logiche d'innovazione collaborativa costruite su economie di rete 2.0.
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Poll Daddy: widget per creare sondaggi (con sondaggio da provare)


Viene lanciato oggi Poll Daddy, un sito che permette di creare widget per effettuare sondaggi da integrare in blog e siti.

Utenti possono scegliere tra 11 looks (oppure personalizzare il sondaggio con un proprio CSS) a cui aggiungere le domande del sondaggio. Il widget s'integra nel proprio sito con uno javascript - quindi non puo' essere usato la maggior parte delle social networks: perche'?! Lo scopo di un widget dovrebb'essere la maggior distribuzione possibile (per questo la mossi di Google di liberare i propri gadgets...), al tempo stesso credo che il mercato delle "applicazioni per MySpace" si stia affollando quindi progetti come Poll Daddy (che e' superiore alla propria concorrenza) dovrebbero/stanno cercando modelli di distribuzione alternativi (ad esempio inserendosi in diverse "directory widgets", come ad esempio "Type Pad Widgets", "Widget Box", oppure tentare di sviluppare partnership con grandi aggregatori (simili al modello Digg-Poll Daddy).

In sintesi Poll Daddy e' un'ottima applicazione, sicuramente migliore rispetto a servizi simili, con un potenziale enorme se riuscira' a trovare un modello di distribuzione efficace nel raggiungere una massa critica di utenti.

Staremo a vedere, intanto fate il sondaggio!



feed rss dei risultati (aggiornato ogni ora)
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Google acquisisce YouTube?


Per ora e' solo una voce: Google sta per acquisire YouTube per una cifra che si aggira attorno al $1.6 miliardi. Secondo molte indiscrezioni l'affare e' imminente, secondo alcuni e' pura fantasia. Staremo a vedere.

Michael Arrington, fondatore di TechCrunch e personalita' solitamente informata sulle notizie della valley, da' la realizzazione dell'affare al 40%.
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giovedì, ottobre 5

Guide 2.0: Mobunga, Sorrisi e Canzoni TV 2.0 e la Wiki-Lonely Planet


Uno dei limiti principali nel navigare tra i contenuti video e audio online e' la possibilita' di non poter visualizzare il palinsesto completo dell'offerta. Il limite diventa esponenziale se si considera che i contenuti variano giornalmente, se non in tempo reale.
Manca insomma l'equivalente di un Sorrisi e Canzoni TV.

Oggi nasce Mobunga, una guida per podcast, vidcast, TV online, film online, video e filmati (ad esempio delle prossime uscite cinematografiche) presenti nella rete. Oltre a fornire un palinsesto completo ed un motore di ricerca che filtra per diverse categorie e formati (ad esempio per iPod, PSP e cellulare), la piattaforma ha l'RSS integrato (anche per ogni categoria/formato), la possibilita' di proporre contenuti, salvare, condividere e inviare preferenze ad amici ed infine link diretti da dove poter scaricare il "programma" scelto (un valore aggiunto pazzesco). Ovviamente il sito, come ogni guida che si rispetti, ha anche diverse classifiche per i contenuti piu' scaricati.
Davvero un'ottima risorsa ed uno strumento completo che riempie un gap nel mercato in modo estremamente efficace.

Rimanendo in tema di "manuali", un progetto, nato qualche settimana fa e che mi era sfuggito (ne fa riferimento un articolo di oggi in TechCrunch.), e' World Wikia, un progetto della Wikia (progetto for-profit dei fondatori di Wikipedia), che adatta il concetto wiki alle guide turistiche. Gli utenti iscritti possono infatti aggiungere informazioni su mete turistiche, alberghi, ristoranti, consigli su cose da fare (e non) quando in vacanza ecc... come in qualunque guida, al quale viene pero' aggiunto il valore Wiki: altri utenti possono arricchire i contenuti con commenti ed ulteriori informazioni.
Il sito ha gia' 1200 articoli, in 10 lingue ed informazioni inerenti a 160 citta'. La piattaforma e' stata lanciata solamente otto settimane fa!!
Una Lonely Planet vivente. La domanda viene spontanea, come mai chi pubblica guide non abbia mai pensato a lanciare presenze online un pochino piu' innovative (utili...). Il sito non fa competizione alla guida, e' un valore aggiunto, da integrare = fonte potenziale di ulteriore gudagno.
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Unispace: un'altra social network universitaria

Qualche settimana fa ho segnalato la nascita di UniLife, una social network universitaria Italiana. Al momento dell'articolo, credevo fosse la prima comunita' online universitaria in Italia.

Da poco ho scoperto Unispace (grazie a Cesare per la segnalazione), un sito nato da pochi mesi e che, salvo ulteriori smentite, e' stato il pioniere del social networking universitario a livello Italiano. Il sito e' in forte crescita come numero di utenti e di "traffico".

Il progetto mira a coinvolgere tutte le univerista' a livello nazionale, rivolgendosi a studenti, ma anche a dottorandi, ricercatori e docenti.

Non bisogna lasciarsi ingannare dall'interfaccia ludica del sito, dato che come community offre servizi e funzionalita' estramente rilevanti per il proprio target, oltre ad un bachecha virtuale, calendario di eventi, profili personali, strumenti per creare e mantenere un blog, ed un messenger, il sito offre anche un wiki (a proposito e' stata lanciato oggi Wikia: potrebbe essere un modello da replicare..) e un servizio di carpooling (un'ottima idea!).

Insomma Unispace offre un'interfaccia virtuale al mondo universitario tout court, attraverso la quale interagire, condividere e scambiare contenuti, informazioni e suggerimenti in modo estramente personalizzabile.

A differenza di Unilife, non c'e' neanche bisogno di un'email universitaria, facendo si' che la community si auto-determini nella sua identita' universitaria.

Un piattaforma che viene decisamente promossa.
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Powerset: "motore di ricerca naturale"


A breve verra' lanciato Powerset, un motore di ricerca intelligente che capisce elementi di linguistica naturale.

Secondo il fondatore di Powerset, cio' permettera' di specificare in maggior dettaglio significati ed intenzioni. Ad esemoio in un motore di ricerca tradizionale "libri per ragazzi", "libri scritti da ragazzi" e "libri che parlano di ragazzi" darebbero tutti risultati molto simili a "libri ragazzi". Un motore di ricerca potrebbe intendere le diverse sfumature (l'intenzione di chi cerca) solamente conoscendo i principi inseti al lunguaggio naturale.

Il discorso fila (infatti il progetto si sta per assicurare $10 millioni), anche se non credo che un algoritmo potra' mai riflettere perfettamente le strutture e le regole linguistiche. Altri progetti infatti puntano a combinare, con equilibri diversi, i risultati meccanici con elementi umani - search sociale. Anche se terrei d'occhio SearchMash, presentato ieri da Google.

Forse mi sbaglio, ma non credo che Powerset sara' il prossimo Google. Detto cio' son comunque curioso di testarlo.
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Amie Street propone un nuovo modello per la condivisione di musica


E' stato lanciato ieri il BETA di Amie Street, un sito che propone un nuovo modello per condividere musica online.

Il sito sta sperimentando un modello davvero interessante: il prezzo di una canzione che viene aggiunta la sito viene definito dalla domanda (numero di ascolti/acquisti). Gli utenti ricevono crediti spendibili ogni qualvolta spendono $1, lasciano un commento oppure se uan canzona consigliata sale di prezzo. Gli artisti ricevono il 70% dei ricavi.

Attualmente ci sono circa 4,000 utenti e 2,100 canzoni, con prezzi che partono dai 2 ai 10 centesimi. Il prezzo piu' alto per ora raggiunto e' di 70 centesimi. Il prezzo massimo e' di $0.98 centesimi.
Le canzoni sono in MP3 e non limitate da DRM (digital rights management). Se riescono a raggiungere una massa critica di utenti e contenuti puo' funzionare.

Provocazione: possibile acquisizione News Corp. da integrare in MySpace?

La ricerca di un modello nuovo, alternativo al modello iTunes e' attualmente uno dei mercati piu' interessanti, con diverse proposte che stanno emergendo. La piu' recente Spiral Frog (che offrira' il download gratuito di file previa visione di pubblicita' e in formato non condivisibile con i maggiori player e che si auto-distrugge dopo 6-mesi: non funzionera', ma ne parlo un'altra volta). Ad oggi non sembra ancora esserci un modello che riesca a bilanciare profitto, diritti e convergenza in modo vincente.

Cosa non va con il modello iTunes?

Il giorno in cui iTunes ha venduto la milardesima traccia (inizio 2006) aveva venduto un totale di 42 millioni di ipods: una media di circa 24 canzoni ad ipod, ovvero meno di due CD.

Cio' dimostra che la maggior parte degli utenti riempono i propri lettori con canzoni prese da CD di amici o da reti P2P. In sintesi: al di la della gratuita', contenuti liberi da formato, player e hardware.

Il modello iTunes e' potenzialmente vulnerabile, qualora emergesse un modello alternativo che riuscisse a monetizzare su queste transazioni: 1) replicare ed espandere sugli scambi di CD tra amici (= MySpace) 2) trovare fonti di profitti alternativi alla vendita - pubblicita', concerti, merchandising, prezzi minimi, contenuti ri-mixati dagli utenti stessi (tipo musica house con utenti/DJ), contenuti premium ecc... (ad esempio l'ultimo album di Beck): e' cambiato il modello di produzione/consumo/produzione culturale (l'etichette soprattuto devono adattarsi); 3) innovazioni in formato/hardware/player.

Progressi in 1), 2), 3) = ammaccature nel modello iTunes.

MySpace e' gia' 1) ed e' ben posizionato in 2), modelli come Aime Street tentano di posizionarsi in 2), al 3) qualcuno ci arrivera', e' solo una questione di tempo.
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Competitious: monitora la concorrenza


Competitious, un sito lanciato oggi, che permette di monitorare, ricevere e gestire informazioni sui tuoi concorrenti. Il sito e' semplice da usare ed ha il grande valore di unire in unico spazio diverse funzioni che attualmente sono disponibili solamente su piattaforme diverse.

Il servizio e' attualmente gratuito ed e' pensato soprattutto per start-up che hanno bisogno di avere dati su progetti simili. Il layout e' davvero pulito e intuitivo, visualizzando tutte le informazioni chiave di un sito concorrente in una pagina unica. Le informazioni visualizzate si possono personalizzare, e comprendono: statistiche, ultimi post in un blog, links e notizie rilevanti da siti esterni, lista di funzionalita' (che viene aggiornata ogni qualvolta un nuovo servizio viene integrato nel sito che si monitora), un blocco notes virtuali per prendere/tenere appunti, ed infine forum di discussione interni per condividere e archiviare opinioni su un concorrente all'interno di un team.

Le uniche due funzionalita' che sembrano mancare sono un'integrazione RSS (per ricevere aggiornamenti come feeds) e un modo per tenersi aggiornati su eventuali cambiamenti grafici dello spazio che si sta monitorando.

In sintesi e' uno strumento davvero ben fatto, utile e che puo' essere personalizzato in base alle informazioni/dati che si desiderano monitorare/esaminare.

Un suggerimento finale: il sito utile anche per monitorare il proprio sito :)
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Progetto Alfabetizzazione Google


Come al solito le novita' Google arrivano una dopo l'altra. Ieri l'annuncio del Literary Project, un Progetto Alfabetizzazione, in partnership con UNESCO e la Literary Campaign.

Il sito, in Inglese e Tedesco, e' un motore di ricerca per video, siti, blogs, libri, ed articoli accademici, offrendo in oltre la possibilita' di cercare organizzazioni rilevanti e di creare o partecipare a forum di discussione, mailing list e gruppi di lavoro virtuali.

Infatti l'intero progetto integra diversi servizi Google, Video Search, Blog Saerch, Book Search, Google Scholar, Maps e Groups, adattando e filtrando i parametri di ricerca a categorie e temi inerenti all'alfabetizzazione.

Un progetto davvero importante, fondamentale nel facilitare l'accesso ad informazioni, sfida chiave nel capire ed affrontare l'alfabetizzazione (una questiona prioritaria in molte parti del mondo: in India ad esempio ci sono circa 700 millioni che sono analfabeti o hanno conoscenze rudimentali dell'alfabeto) dimostra ancora una volta l'impatto sociale, oltre che economico, di Google.
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mercoledì, ottobre 4

Google: cari politici, non capite un (You)Tubo

"I politici si devono ancora pienamente svegliare agli effetti prodotti da Internet [...] Molti non capiscono bene il fenomeno [...]", ha esordito cosi', Eric Schimdt, CEO Google, durante il suo discorso alla conferenza annuale del partito conservatore Britannico.

Ha ragione.

Il messagio principale e' che i politici sanno quanto Internet sia importante (soprattutto grazie ai propri collaboratori e figli), ma non capiscono le implicazioni e le dinamiche della rete. Soprattutto per ragioni anagrafiche, sono abituati a comunicare in termini televisivi e per la carta stampata. Non comprendono che con l'esplosione della banda larga, di social networks, di aggregatori sociali, media e web 2.0 ecc... le persone saranno sempre online, creando, distribuendo e condividendo opinione politica e sociale. Tutto cio' avra' un impatto enorme su risultati elettorali dato il potere senza precedenti a disposizione dell'elettorato.

Schimdt prevede che in cinque anni un elettore potra', emettere un'affermazione, e i fatti espressi da un politico, in un motore di ricerca chiedendo "e' vero o falso", ed avra' un'alta probabilita' di ricevere una risposta scientifica sui fatti e sul valore dell'affermazione, capire pertanto se un politico mente, e giudicare la sua coerenza: i politici avranno una responsabilita' senza precedenti.

Un'infleunza inevitabile su risultati elettorali.

Schimdt, che ha voluto stressare la natura apolitica di Google (ha anche fatto visita a Tony Blair) e che l'azienda e' in missione per aiutare i politici, in sintesi chiede un cambiamento nell'attitudine (e quindi un ricambio generazionale), che sino ad oggi e' meglio riflessa in affermazioni come quelle di John Prescott, vice-primo ministro Britannico fino a poco tempo fa: "credo che si chiami Internet - Blog, mi dicono?, Io ho appena imparato a capire le lettere".

Frasi che credo apparatengono, ahime' anche a gran parte (la stragrande maggioranza) della classe politica nostra Italiana, e dell'UE. Telecom docet. L'Europa e' sulla bocca di tutti, ma le tonsille son protezioniste.
Soprattutto ritengo che la questione vada oltre Internet, abbracciando anche i ragionamenti su mercati, societa', economia e cultura che sono definiti da logiche, dinamiche ed una natura che hanno avuto piu' cambiamenti negli ultimi cinque anni che nei 20 precedenti, e che sono in costante e rapida evoluzione. Pensate a tutte le sfide attorno alle questioni ambientali e le implicazioni che dovrebbero avere su come viene intesa l'innovazione e pratiche economiche e commerciali, alla tecnologia che dovrebbe avere, e altrove ha, un ruolo chiave in questa sfida. Cambiamenti che la maggior parte della classe politica in Italia, e in Europa, in modo assai sintetico, crudo forse, non capisce, ignora data "un'incompetenza" di fondo.
Come possono quindi promuovere cambiamenti e riforme positive?
Le tonsille, ogni tanto, vanno tolte.

p.s. si parla di un'Istituto per l'Innovazione Europeo (un MIT per l'UE). Suona benissimo. Una battutta ricorrente per fotografare il funzionamento dell'UE afferma che il grande dibattito non sara' su come funzionarera' l'istituto, ma centrera' su dove sara' la propria sede.
C'e' chi parla di sedi multiple sparse in tutte le capitali dell'UE: oltre all'ovvia inefficienza economica, l'innovazione, ad esempio, nei campus USA funziona perche' si crea e promuove una crescente rete di persone intelligenti che e' localizzata, ad esempio attorno a Stanford ci sono diverse aziende (Apple tra le altre), organizzazioni ecc... cio' facilita uno scambio di idee e progetti, e soprattutto una crescita nella "densita' intelletuale" e d'investimenti in tale rete che di consequenza lievita in modo organico. Non sarebbe meglio stimolare dinamiche simili attorno agli istituti e alle universita' piu' innovative d'Europa?
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FilmLoop 2.0: crea e condividi slide-show


FilmLoop e' un'applicazione, da scaricare, che permette di creare slideshow utlizzando immagini, audio, testi ecc... e condividere il risultato finale sul proprio desktop, siti, blog, pagine MySpace ecc oppure per arricchire esteticamente, ad esempio, una presentazione di foto in Flickr o di prodotti in eBay.

Le nuove funzionalita' "2.0", che verranno lanciate nelle prossime settimane, faciliteranno ulteriormente l'usabilita' (permettendo di "drag and drop" le diverse componenti, inclusi file da un desktop alla clip, sia per creare una sequenza nuova sia all'interno di una slide esistente), maggiori possibilita' in termini di testi e titoli, la possibilita' di aggiungere link all'interno di una sequenza ed infine la possibilita' di ingrandire una clip per visualizzare in una pagina intera il slide show.

Da quando ha lanciato, FilmLoop ha avuto oltre 1.4 millioni di utenti, e creato partnership con Toyota, Nascar e Photobucket, e' quindi un'applicazione sicuramente di successo e le novita' potranno solo che migliorare un gia' ottimo programma.

L'unico suggerimento: perche' non pensare ad una versione per browser?
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Organized Wisdom: salute 2.0


Viene lanciata oggi Organized Wisdom, una social network per condividere informazioni interenti alla salute/sanita'.

Un dubbio che nasce spontaneo: il valore di una social network e' spesso dato dallo scambio di conoscenze/suggerimenti/opinioni tra sconosciuti, dando quindi la possibilita' di trovare valore nel caos della massa. In termini di salute/sanita', la questione e' piu' complessa dato il "pericolo" potenziale nel seguire l'opinione di uno sconosciuto e dal fatto che spesso non vogliamo condividere questioni intime con la massa.

A tal proposito Organized Wisdom integra le opinioni di medici, organizzazioni e fondazione rilevanti a contenuti/suggerimenti di utenti. Si possono quindi cercare e consultare sia risorse professionali sia esperienze e saggezza popolare.
Utenti possono aggiungere e cercare risorse, salvarle in un archivio personale (che puo' essere sia pubblico sia privato), oppure stamparle o inviarle via email.

Per quanto credo sia difficile creare una social network su questioni inerenti alla salute, data la natura contrastante del tema e di una community, a cui va aggiunta l'intimita' di alcune questioni, al tempo stesso esistono pero' molti forum tematici, dimostrando quindi che domanda e necessita' esistono: la sfida sara' di trovare un equilibrio vincente tra professionale e popolare, privato e pubblico, quindi di coinvolgere in modo attivo tutti gli attori rilevanti per costruire e raggiungere una massa critica di utenti e di contenuti.
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Innovazione Google

Ieri ho scritto della lentezza di Yahoo!. Oggi raccontiamo la prontezza di Google, la notizia di oggi non e' tanto nel fatto che Google abbia lanciato diversi servizi nuovi, ma che in realta' abbia adattato diversi servivi esistenti per fornire ai suoi utenti un'esperienza piu' rilevante. Tutto cio' dimostra la prontezza e la reattivita' di Google nel comprendere ed anticipare il mercato, ovvero di posizionare la sua offerte in modo su mercati sia solidi sia emergenti (=maggior impatto e profitti).

La prima novita' e' la liberazione dei 1200 "gadgets" precendentemente utili per personalizzare Google Desktop, ora possono essere integrati in qualsiasi sito/blog personale: liberando una maggiore copertura, utlizzo, effetti di rete e di scala ecc...
In oltre a Novembre si concludera' il concorso per la creazione di Widgets/Gadgets da integrare nell'offerta.

A breve Google lancera' un motore di ricerca per siti-multipli, simile a Rollyo, uno strumento con cui utenti potranno effettuare ricerche su un numero di siti limitati e a scelta.
In termini di personalizzazione del Search, Google ha rilasciato ieri un'API per permettere a sviluppatori di personalizzare motori di ricerca per News, Video e Maps.

Infine la novita' forse piu' interessante: SearchMash, un motore di ricerca di Google (senza branding), il quale si vocifera verra' utlizzato come parco giochi per testare diversi sviluppi in corso. Attualmente utenti che effettuano ricerche vedranno i link e le tre immagini piu' popolari, la novita' e' che utenti potranno riordinare i risultati. Una volta creata una massa critica di risultati personalizzati, quelli maggiormente popolari saranno visibili sulla homepage, ed ogni volta che un utente effetua una ricerca gia' fatta da altri, avra' la possibilita' di visualizzare le preferenze altrui. Tutto cio' avra' anche un'influenza sui risultati di ricerca "meccanici".
In oltre il motore di ricerca introdurra' elementi di search verticale, diventando uno spazio in cui un utente potra' "prendere appunti" sulle proprie ricerche ed effetuarne diverse simultaneamente - ad esempio trovato un sito interessante, iniziare una ricerca al suo interno, o utlizzandolo come termine di partenza per una nuova ricerca, mantenendo comunque attiva la ricerca originale.
Insomma Google (come Microsoft con Live.com) sta esplorando, giocando e sperimentando maggiormente con il search verticale, il social search che combinano algoritmi con la conoscenza umana dispersa nella massa.
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Una Mappa del Web


Quest'immagine visualizza una mappa d'Internet per nodi IPV6, e' interessante vedere come diversi paesi passano da V4 a V6, e come i due protocolli coesistono.

Maggiori dettagli (ed una mappa interattiva si possono trovare qui).
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martedì, ottobre 3

Yahoo!, essere strategicamente il secondo della classe

Un articolo sull'ultimo numero dell'Economist denota una lunga pausa (mancanza di prontezza strategica) in Yahoo!.

Attribuisce tale etichetta a Yahoo! citando diversi esempi: un ritardo nel lancio di Panama, una tecnologia per meglio monetizzare sulle ricerche effettuate dai suoi utenti; la scarsa reattivita' dimostrata nel farsi sfuggire sia MySpace, acquisita da News Corp., ed in seguito accordi pubblicitari tra la social network (con Google) e in modo simile con FaceBook (una social network che secondo voci ricorrenti Yahoo! acquisira' per oltre un millione di dollari), la quale si e' invece accordata con Microsoft; le sue recenti proiezioni, controcorrente ai trends di mercato, di un calo nella vendita' di annunci pubblicitari online (area in cui, ad eccezione dei banner, Yahoo! e' gia' in ritardo rispetto alla concorrenza e solo di recente ha lanciato un servizio pubblicitario completo).

Sul lato delle notizie positive, l'articolo menziona Yahoo! Answers, lanciato da poco, e che conta gia' oltre 50 millioni di utenti. In realta' Answers e' poco piu' di un forum di discussione che ha sfruttato un budget promozionale pazzesco..

Uno non puo' che non essere in accordo con l'articolo, soprattutto nell'affermare che le radici delle sfida di Yahoo! partono dal suo terribile errore negli anni '90, dove non comprese appieno le potenzialita' di un mercato "search" insistendo invece su un portale/directory, lasciando il campo aperto alla dominazione Google.

Un elemento cruciale che l'articolo non copre, (se non indirettamente in una delle sue citazioni) e che anche nell'eventualita' in cui Answers diventasse il forum di discussione piu' popolare del mondo e Yahoo! implementasse oggi i servizi citati (Panama, acquisisione di FaceBook e copertura globale della sua rete pubblicitaria), Yahoo! rimarebbe comunque la seconda (e di tanto) della classe, rispetto a Google nel Search e nella pubblicita' online e a MySpace/News Corp. nel social networking.

La domanda chiave e' Yahoo! puo' permettersi la seconda piazza? Io non sono un esperto di analisi finanziaria, ma guardando il prezzo attuale delle sue azioni (e il divario con la competizione), supporrei di no, e soprattutto non dovrebbe voler essere la seconda della classe dato che ha le capacita' e le risorse per innovare.

In sintesi Yahoo! dovrebbe differenziare i suoi investimenti da aree in cui e', e rimarra', seconda, ad innovazioni pensate e capaci di influenzare e formare mercati nuovi dove far emergere la prossima "grande intuizione".

Un'idea ed uno spunto: branding 2.0 e un esempio pratico.
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CastTV e Fox on-demand su MySpace: rivoluzione video?



La ricerca di modelli vincenti nel mercato della creazione e distribuzione di contenuti video e film e' sicuramente una delle aree piu' in fermento. Si posizionano (bene) in questa esplorazione due novita' odierne:

CastTV, un motore di ricerca per video, che crea un indice combinando le tags di un video con i meta-tags della pagina web dove si trova il video con, questo il grande valore aggiunto, di siti/pagine esterne che linkano al video e/o al sito di provenienza. In oltre a differenza di molti tentativi precedenti CastTV aggiunge nei suoi risultati anche video da servizi a pagamento come iTunes.
La ricerca si puo' anche filtrare per tipologia di video, personaggi (conduttori, attori, registi ecc...), data, categoria e prezzo. Il sito verra' lanciato a fine Autunno.

Fox (di proprieta' di News Corp.) ha annunciato oggi che distribuira' diversi dei suoi programmi televisivi attraverso MySpace (sempre di News Corp.). I programmi saranno in alta definizione e gratuiti (con pubblicita' che non si puo' salatare). Si possono trovare nella pagina Fox su MySpace.
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FiveLimes: shopping sociale etico


FiveLimes, e' una nuova start-up Canadese, che integra in un'unica comunita' online, il social bookmarking e lo shopping comparativo ponderati a fattori di responsabilita' sociale ed etici.

Utenti, individuali o imprese possono creare un proprio profilo per segnalare, suggerire, commentare, o proporre, prodotti etici. Ad esempio lampadine a basso consumo, vestiti non prodotti in modo disumano, cibi organici, vacanze verdi etc...

Il sito si posiziona nel mercato emergente (che va affollandosi) del social shopping a cui spera di aggiungere un elemento di novita' e di eticita'. Hugg, un'idea simile apparsa qualche mese non ha avuto pero' molto successo. Esiste pero' un mercato etico, in costante crescita, ed e' globale: la domanda c'e', bisogna azzeccare l'offerta.

Ad oggi, FiveLimes offre la possibilita' di visualizzare i profili di altri utenti, pagine per commercianti, cercare (per categoria) e aggiungere/proporre prodotti sul sito, votare e commentare prodotti (e visualizzare i "voti/commenti" di ciascun prodotto), forum di discussione e links a spazi dove acquistare i prodotti presenti sul sito. Il sito e' ancora agli inizi, forse per questo e' eccesivamente semplice, mancano soprattutto strumenti automatizzati per condividere i contenuti su spazi esterni (tipo delicious, digg ecc...), la speranza e' che verranno integrati presto. In oltre un valore aggiunto enorme potrebbe essere dato da un "motore di ricerca verde" che catturi informazioni esterne. Il sito attualmente sembra un po' chiuso in se stesso.

In sintesi, un ottima idea che si posiziona in un mercato in fortissima crescita (di 100aia%/anno a livello globale), e di moda, quindi FiveLimes ha un potenziale enorme, che riuscira' a sfruttare se riuscira' a promuoversi e raggiungere il proprio audience, e da un punto di vista tecnico "aprirsi" maggiormente per facilitare logiche ed effetti di rete.
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StashSpace: crea il tuo DVD online


Sono diversi i siti che offrono la possibilita' di salvare file video online oppure di editare contenuti multimediale, online, attraverso un browser, in tempo reale (ad esempio JumpCut da poco acquisito da Yahoo!) o di pubblicare e vendere le nostre creazioni come DVD. Ora nasce StashSpace, che combina le tre possibilita' in unico spazio.

StashSpace e' infatti un nuovo sito sul quale utenti possono uploadare video di qualsiasi lunghezza e grandezza (non solo brevi video), in seguito un utente puo' editare il video direttamente dal proprio browser. Ovviamente gli strumenti non sono complessi, ma al tempo stesso sono intuitivi e semplici da usare. Infine StashSpace offre la possibilita' di condividere il prodotto finale online o di distribuirlo via DVD (fornendo anche la possibilita' di sviluppare capitoli, titoli ecc...), con un sistema di vendita incorporato nel sito.

Il servizio attualmente funziona solamente su Windows e IE (per MAC e FireFox sono offerte funzionalita' ridotte), ed ha un costo di circa $8/anno (il costo reale e' dato dal tempo in cui un file e' ospitato in rete).
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Napster sbarca in Giappone


Napster, precursore del P2P e sito per acquistare musica online, ha annunciato il suo ingresso nel mercato Giapponese.

Il servizio lanciato oggi, offrira' oltre 1.5 millioni di canzoni, Giapponesi e non, sara' gestito coem joint-venture in collaborazione con Tower Records (la quale offrira' accesso a Napster dai suoi negozi e sito). La maggiore concorrenza verra' ovviamente da iTunes, che lancio' qualche mese fa in Giappone. In Giappone, Napster adattera' il suo solito modello ad abbonamento (che ha risultati misti altrove), proponendo in aggiunta la possibilita' da acquistare anche singoli download a la carte (a $1.70).

Sicuramente e' una sfida importante per Napster, dati risultati recenti non brillanti, una sfida davvero complessa date le enormi difficolta' che hanno avuto altre societa' ad entrare nel mercato Giapponese (Vodafone docet.)
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FuelEmpire: social network (non proprio) per entusiasti di motori

FuelEmpire e' un nuovo sito che intende posizionarsi come la social network degli entusiasti di automobili. Il sito segue un trend ormai in crescita, di una miriade di spazi che intendono sviluppare una community attorno ad una nicchia molto specifica.

Il grosso limite: data la specificita' della nicchia, in pochi avranno successo. A questo limite insito nel mercato, FuelEmpire aggiunge una mancanza d'interattivita' e di funzionalita'. Gli utenti possono creare profili personali e per le loro automobili, e votare le automobili altrui, nulla di piu'. Poco per potersi definire una social network.
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lunedì, ottobre 2

Dopo Google Reader anche NetVibes si veste di nuovo


La notizia e’ di qualche giorno fa, dopo Google Reader anche NetVibes, aggregatore personalizzabile/start-page, ha lanciato una nuova versione. Il servizio, che conta attualmente 5 millioni di utenti, integra diverse nuove funzionalita’: ricerca all’interno di ciascun modulo; motore di ricerca (anche per blog e video) integrato; maggiori opportunita’ di personalizzazione estetica; ed infine l'aggiunta di un modulo per contenuti presi da MySpace.

Personalmente credo sia esagerato dire che cambi il "modo di navigare la rete" (come afferma lo slogan che accompagna la nuova versione), di certo pero’ le novita’ aggiungono a NetVibes (uno strumento gia’ ottimo, utile e molto usato) una maggiore profondita’ estetica e funzionale.
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Netflix offre $1 millione per sviluppare un sistema di suggerimenti: riflesso di un modello d'innovazione nuovo e aperto

NetFlix, il primo sito a lanciare sistemi di noleggio DVD via posta, ha annunciato un concorso per chi riuscira' a sviluppare un nuovo sistema di suggerimenti da integrare nel sito.

Il vincitore ricevera' un millione di dollari.

Due spunti importanti:

1) Ormai sistemi d'innovazione e business models debbono aprirsi per essere vincenti. Chi rimane chiuso e non pensa a "strategie aperte e collaborative", ovvero che sfruttino le innovazioni e il valore (sociale ed economico) esterno ad un'azienda, nel lungo periodo perdera'. Lo spostamento da chiuso ad aperto e' solo un riflesso di questo cambiamento nei modelli di business innovation e nelle catene/cicli di valore. Esempi di fallimenti: UMD e mini-disc. Esempi positivi: FireFox e Google. Esempi di cambiamenti: Microsoft. Idee dove c'e valore da creare: Dopo un milliardo di canzoni scaricate da iTunes erano 42 millioni gli iPod venduti: in media meno di due CD a iPod. La maggior parte delle contenuti di una playlist vengono prese da a) CD di amici e b) da reti P2P. La sifda: monteizzare su queste transazione, MySpace s'avvicina molto nel ricreare le dinamiche di a), mentre per quel che riguarda b) il profitto non sta necessariamente nella vendita della canzone.
Gli esempi sono infiniti, ma credo la logica sia chiara.

2) Il sistema dei suggerimenti (il search verticale), e' ormai un fenomeno cruciale in tutti i mercati: le scelte e i consigli altrui influenzano notevolmente i CD che compro, i film che guardo, i libri che leggo, dove vado in vacanza ecc... quindi: a) un sistema con molti utenti che danno consigli ha un impatto notevole su un prodotto (altro motivo che amplifica il valore di MySpace) e b) il poter fornire consigli accurati (ovvero il libro o il film che mi vengono consigliati mi piacciono) mantiene utenti in uno spazio e ne attrae di nuovi (ecco perche' avere un sistema buono vale il millione). Fino ad oggi NetFlix era un leader in questo settore, il suo sistema, alla base del suo successo (anche al costo di concorrenti piu' grandi, come Blockbuster) "consigliava" in base a parametri complessi (meglio ad esempio di Amazon, dove se acquisti in una categoria ti consiglia per sempre contenuti dalla medesima categoria), ultimamente stava perdendo colpi e in parallelo stanno spuntando diversi spazi con sistemi piu' accurati.
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PayPerPost si assicura $3 millioni in finanziamenti


PayPerPost, un mercato online su cui "commercianti e venditori" offrono di pagare blogger per articoli positivi sui propri prodotti (a pie' d'articolo un screenshot del "mercato"), si e' appena assicurato $3 millioni di dollari in finanziamenti.

Nonostante le molte controversie attorno a PayPerPost - non solo sulla moralita' di pagare la direzione opinionistica di un blog, ma soprattutto sul fatto che un blogger non deve rendere pubblico ne' il prezzo ricevuto per l'articolo, ne', in alcuni casi, se l'articolo e' stato finanziato - il concept dello spazio e' subito diventato popolare tra aziende, siti in cerca di nuovi modi di fare pubblicita' e blogger, attirando quindi l'interesse di vari venture capitalists. Secondo alcune indiscrezioni il sito ha generato oltre $100,000 in transazioni dopo pochi mesi d'attivita'.

Personalmente capisco le controversie, soprattutto attorno alla possibilita' di rendere i dettagli delle transazioni segrete, cosa che pero' puo' avvenire anche senza siti come PayPerPost (o siamo cosi' naive da credere che tutte le opinioni/recensioni sui siti piu' popolari siano genuine), e dispiacerebbe soprattutto vedere la blogosfera prendere uno dei grandi limiti della carta stampata: l'influenza della fonte pubblicitaria nella direzione editoriale. Non credo che cio' sia possibile pero', data la mancanza di scarsita' nella blogosfera, nella somma delle opinioni si nascondera' (quasi) sempre una diversita' d'opinione rilevante.

Quindi ritengo che PayPerPost, in fondo, crei una nuova possibilita' di promozione per aziende/siti e allo stesso tempo una potenziale fonte di guadgano per bloggers, e il modello sembra funzionare per ora. Semmai saranno i lettori/consumatori a decidere se bocciarlo oppure continuare a promuoverlo.

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Campagna elettorale 2.0


David Cameron, il leader del Partito Conservatore Inglese, candidato Primo Ministro alle prossime elezioni, ha da poco lanciato Web Cameron.

Lo scopo del progetto e' di comunicare con l'elettorato disilluso, soprattutto giovane (in Inghilterra oltre il 50% tra i 18-24-enni, e poco piu' del 40% dei 25-35-enni, non hanno votato alle ultime nazionali).

Lo spazio, in pratica un video blog, non e' male, sia tecnicamente sia esteticamente. Al momento online c'e' un video introduttivo ed un diario del recente viaggio in India del candidato premier.

Oltre alla possibilita' di avere aggiornamenti in RSS o di abbonarsi al video podcast (Cameron su tuo video iPod..), il sito comprende un community blog al quale possono contribuire tutti gli iscritti al sito (l'elemento community e' un'integrazione molto positiva), una tag cloud (che si puo' anche integrare in siti esterni) che evidenzia tutte le parole e questioni piu' discusse e popolari, forum di discussione ed un blog per ospiti ed invitati (il Senatore John McCain, probabile candidato alla presidenza USA) sara' il primo ospite.

Indipendentemente dall'opinioni politiche che uno possa avere, trovo che il sito sia un'idea brillante, cruciale nel raggiungere l'obiettivo strategico che si pone. Credo anche che sia un'idea al passo con i nostri tempi, adattando la comunicazione politica a canali, formati e modi che sono rilevanti alla comunicazione, ai mercati, e alla societa' contemporanea.

L'unico suggerimento: potrebbe sfruttare ancor meglio le logiche di rete. Lo scopo primario non dovrebb'essere di attirare visitatori ma di avere il maggior numero di persone interagire con i contenuti del sito. Ad esempio avendo i video su aggregatori come YouTube, Google Video e iTunes, e facilitando funzionalita' di scambio (tipo social bookmarking, come delicious e digg), link per inviare ad amici e permettere agli utenti di aggiungere i video, e non solo le tag cloud, sui propri siti.

In sintesi, e' un'intuzione acuta, decisamente avanti al proprio contesto (delle comunicazioni politiche) specifico, pero' potrebbe essere un po' piu' "Fiat 500" per essere pienamente all'avanguardia nel contesto del proprio target.

Certo ripensando ai blog tocca e fuggi dell'ultima campagna elettorale, e guardando oggi i siti dei vari partiti, e leader, in Italia, "WebCameron" e' in un'altra dimensione...
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