La pirateria e l'economia dell'abbondanza sono questioni distinte
Da allora ho avuto diverse discussioni interenti al tema della pirateria e di download (chiamiamoli) illegali di contenuti digitali, i due mali che secondo le case produttrici dei contenuti sono alla base del declino delle loro vendite.
A mio avviso le due questioni sono distinte.
Attraverso TechDirt ho trovato diversi spunti interessanti che provo a riassumere:
- L'elemento fondamentale da capire e' che il costo marginale di distribuzione di contenuti digitali e' praticamente zero, e questo a prescindere dalla pirateria, e' un dato di fatto economico, il quale rimarrebbe un dato di fatto anche in assenza di transazioni illegali;
- La pirateria accelera le consguenze di un mercato privo di scarsita', mettendone a nudo le caratteristiche in modo piu' rapido. Non e' pero' il fattore che determina l'evaporazione della scarsita', ed e' questo il primo elemento che sfugge alle authority e all'etichette. La pirateria dovrebbe stimolare a capire la natura del mercato, e quindi spronare cambiamenti innovativi nei modelli business. Si torna quindi al punto fondamentale: il costo marginale per distribuire contenuti digitali e' zero, ovvero e' questa la ragione di una mancanza di scarsita' - bisogna inventarsi altre fonti di monetizzazione. La pirateria e' solamente un elemento secondario nell'equazione, quindi secondario dovrebbero essere le risorse investite per affrontarlo;
- Il secondo punto che continua a sfuggire ad authority e etichette, e' che la pirateria si potra' (forse) diminuire ma non eliminare del tutto - e' una battaglia contro i mulini a vento. Uno sforzo che divento ancor piu' vacuo se si considerano i punti precedenti.
Se si afferrano questi due punti, la conclusione ovvia dovrebbe essere uno sforzo a capire le implicazioni di un mercato dove non si ha piu' scarsita', ma si ha abbondanza di contenuti e piattaforme di distribuzione, capire come trarne profitti, monetizzando sulle dinamiche di questo nuovo contesto, e investire in modelli innovativi anziche' perdere tempo e risorse a combattere trend irreversibili.



















