giovedì, novembre 30

La pirateria e l'economia dell'abbondanza sono questioni distinte

Qualche settimana fa ho scritto questo articolo sull'economia dell'abbondanza.

Da allora ho avuto diverse discussioni interenti al tema della pirateria e di download (chiamiamoli) illegali di contenuti digitali, i due mali che secondo le case produttrici dei contenuti sono alla base del declino delle loro vendite.
A mio avviso le due questioni sono distinte.

Attraverso TechDirt ho trovato diversi spunti interessanti che provo a riassumere:

  • L'elemento fondamentale da capire e' che il costo marginale di distribuzione di contenuti digitali e' praticamente zero, e questo a prescindere dalla pirateria, e' un dato di fatto economico, il quale rimarrebbe un dato di fatto anche in assenza di transazioni illegali;


  • La pirateria accelera le consguenze di un mercato privo di scarsita', mettendone a nudo le caratteristiche in modo piu' rapido. Non e' pero' il fattore che determina l'evaporazione della scarsita', ed e' questo il primo elemento che sfugge alle authority e all'etichette. La pirateria dovrebbe stimolare a capire la natura del mercato, e quindi spronare cambiamenti innovativi nei modelli business. Si torna quindi al punto fondamentale: il costo marginale per distribuire contenuti digitali e' zero, ovvero e' questa la ragione di una mancanza di scarsita' - bisogna inventarsi altre fonti di monetizzazione. La pirateria e' solamente un elemento secondario nell'equazione, quindi secondario dovrebbero essere le risorse investite per affrontarlo;


  • Il secondo punto che continua a sfuggire ad authority e etichette, e' che la pirateria si potra' (forse) diminuire ma non eliminare del tutto - e' una battaglia contro i mulini a vento. Uno sforzo che divento ancor piu' vacuo se si considerano i punti precedenti.


Se si afferrano questi due punti, la conclusione ovvia dovrebbe essere uno sforzo a capire le implicazioni di un mercato dove non si ha piu' scarsita', ma si ha abbondanza di contenuti e piattaforme di distribuzione, capire come trarne profitti, monetizzando sulle dinamiche di questo nuovo contesto, e investire in modelli innovativi anziche' perdere tempo e risorse a combattere trend irreversibili.
Sphere: Related Content

Lala rivoluzionera' il mercato dei CD usati


Lala e' un nuovo servizio lanciato da poco che secondo me rivoluzionera' (per il meglio) il mercato e gli scambi di CD usati. Il modello proposto e' davvero semplice:

Un utente s'iscrive al sito gratuitamente, e crea due elenchi - uno di CD che possiede e che vuole dar via, l'altro dei CD che vorrebbe ricevere in cambio. Il sistema del sito automaticamente segnala la presenza di utenti che vorrebbero ricevere uno dei nostri CD. Una volta che si accetta di inviare un CD, Lala vi manda una busta pre-affrancata con l'indirizzo dell'utente a cui inviare l'album. Il destinatario deve pagare $1 per il disco e 75 centesimi per la spedizione. Una volta completata la transazione Lala invia al mittente uno dei CD elencati nella propria "lista dei desideri".

Attualmente ci sono circa 1.8 millioni di CD presenti sul sito. La piattaforma inoltre contiene diversi elementi sociali, tra cui un forum (molto attivo) e una radio sociale che aggrega stazioni e playlist generate dagli utenti stessi.

I due chiari valori aggiunti sono dati dalla semplicita' del servizio e dal modello business: Lala incassa $1/CD (oltre alle spese di spedizione) e per una piccolissima spesa utenti hanno la possibilita' di ricevere gli album che vogliono in cambio di CD che non desiderano piu'.

Come anticipato nel titolo, credo che il modello avra' un impatto notevole sul mercato dei CD usati.
Sphere: Related Content

Topix: un aggregatore di media locali


Topix e' una piattaforma che aggrega notizie prese da diverse fonti media. La prima impressione e' di trovarsi di fronte ad un clone di Google News.

Topix e' pero' diverso: aggrega notizie prese da oltre 50,000 fonti di media locali. Un utente puo' infatti filtrare qualsiasi notizia per citta' e codice postale e ricevere titoli e link presi da fonti locali. Il sito e' suddiviso in otto sezioni principali: cronaca locale, nazionale, estera, affari, sport, intrattenimento, curiosita' e annunci commerciali.

L'utlita' e l'unicita' credo siano evidenti. Il servizio e' per ora disponibile solamente per fonti Americane, sono pero' convinto che a breve spunteranno emulazioni in altri paesi. L'elemento piu' interessante e' infatti dato da un concetto che puo essere replicato in qualsiasi contesto nazionale. Cio' potrebbe comportare un'ulteriore, importante, opportunita' di monetizzazione per Topix: oltre alla pubblicita', potranno probabilmente vendere l'accesso ai propri algoritmi.
Sphere: Related Content

Alcune riflessioni su Yahoo!

Ho da poco completato un progetto, su strategie e economie di rete, per un cliente. Vorrei, ma purtroppo per motivi di "confidenzialita'" non posso condividere tutto il lavoro.

Un parte del lavoro ha compreso un'analisi, riflessioni/raccomandazioni e speculazioni sul futuro di Yahoo!. Qui (in Inglese) trovate una sintesi delle riflessioni su Yahoo!.

Spero che alcuni di voi le trovera' interessanti.
Sphere: Related Content

Le "altre" piattaforme fotografiche


Attraverso un post su TechCrunch scopro Pikeo, un nuovo sito per la condivisione di foto in Spagnolo, Francese e Inglese. Il sito ha funzionalita' molto simili alle principali piattaforme fotografiche (Flickr per intenderci), i due elementi che ho trovato pero' maggiormente differenti sono il fatto che il sito e' in Spagnolo e Francese, oltre al solito Inglese, e un'ulteriore centralita' dell'esperienza geografica, accentuata da opzioni di visualizzazione e ricerca "cartografiche". Ad esempio cercando Londra si trovano foto inerenti in qualche modo a Londra, di utenti Londinesi o di chi e' stato a Londra, con i diversi risultati delle tre categorie organizzati anche per tag.
Anche se il geo-tagging e' ormai uno strumento pienamente integrato anche in Flickr, in sintesi, trovo soprattutto interessante la voglia di sviluppare "il locale" come elemento centrale di un progetto "globale". Un approccio che va controcorrente ai soliti modelli "transnazionali", esclusivamente locali o di nicchia. Una volonta' che nasconde molte potenzialita'.

Rimanendo in tema Gegorafia + Fotografia, vi segnalo Woophy, un progetto Olandese che ambisce a catturare ogni luogo del pianeta con una fotografia. Utenti possono uploadare una fotografia, indicandone la provenienza. Le diverse fotografie, oltre ad essere "cercate", sono raccolte per citta' e linkate su una cartina del mondo. Si ha inoltre la possibilita' di visualizzare e commentare ciascuna foto. Il sito conta attualmente oltre 186.000 foto e copre quasi 19,000 citta'.

Un concetto molto simile viene proposto da Geograph.co.uk, una piattaforma che intende raccogliere fotografie per ogni chilometro quadrato dell'Irlanda e del Regno Unito. Ad oggi hanno coperto il 58% (!!!) del Regno Unito e il 7% dell'Irlanda. Le fotografie vengono uploadate insieme al codice postale della localita' (in Gran Bretagana e in Irlanda i codici postali corrispondono ad indirizzi specifici), e aggregate alla cartina come "originali" (se sono le prime da tale localita') o "supplenti", qualora ce ne fossero gia' delle altre. Ovviamente le fotografie sono tutte visualizzabili.
Sphere: Related Content

mercoledì, novembre 29

Clip & Copy: un'applicazione per gestire la rassegna stampa


Clip & Copy e' una nuova applicazione che potra' tornare utile soprattutto a chi gestisce quotidianamente una rassegna stampa.

Il servizio permette di monitorare una selezione di tematiche o parole chiavi (ad esempio il nome di un azienda) e di ricevere giornalmente, settimanalmente o mensilmente, titoli e articoli rilevanti via email (ovviamente da fonti web). Un ulteriore vantaggio viene fornito dal formato con cui vengono inviati i contenuti, in modo simile ad una newsletter - con i titoli, un riassunto e link all'articolo completo.

Inizialmente non vedevo una differenza sostanziale con gli alert di Google News, ma oltre al fatto (non-verificabile) che secondo Clip & Copy ricevono notizie direttamente da fonti primarie, la vera differenza e' che Clip & Copy si posiziona come uno strumento per professionisti. Innanzitutto nell'integrazione di diverse funzionalita' per la distribuzione degli articoli e dei contenuti. Si ha la possibilita' infatti di ri-mixare l'ordine, di eliminare o aggiungere altri pezzi e poi di formattare il tutto per il web, email o formato stampa.
Il servizio ha inoltre un motore di ricerca avanzato per cercare ulterori contenuti inerenti agli articoli proposti. Ho trovato soprattutto importante il fatto che insieme ai contenuti Clip & Copy garantisce i diritti per necessari alla loro circolazione e ri-distribuzione. In sintesi un'applicazione completa che non solo rende piu' efficente i meccanismi di una rassegna stampa, ma puo' tornare utile anche a diverse aziende ed agenzie di pubbliche relazione.

Il servizio basic e' gratuito e copre tre tematiche o parole chiave e comprende fino a 10 articoli al giorno. Infine stanno sviluppando un programma di affiliazione, il quale comprendera' la possibilita' di integrare notizie direttamente in un sito/blog attraverso un widget.
Sphere: Related Content

Psiphon: accesso libero ad Internet (aggirando i firewall governativi)


Psiphon e' un nuovo progetto open source finanziato dall'Istituto Soros e sviluppato dal Munk Centre, il centro studi di diritti umani dell'Universita' di Toronto.

Il progetto permette a utenti in paesi dove l'accesso alla rete e' censurato di accedere ad Internet in modo libero, aggirando i firewall governativi.
L'applicazione puo' essere scaricata da chiunque si trova in un paese libero, individui in paesi affetti da firewall governativi possono poi accedere ad Internet passando attraverso i computer con dove Psiphon e' stato installato, collegandosi ad un link sicuro con password, la quale installa una toolbar temporanea nel browser dell'utente finale, attraverso la quale puo' poi navigare la rete liberamente.

Da notare che l'utente finale (dove Internet e' censurato) non deve scaricare nulla e la toolbar con cui navigare la rete e' temporanea (e' neccessario accedervi ogni volta via la pagina sicura) - tutto cio' per ragioni di sicurezza e per aggirare i firewall in modo efficace. Semplificando Psiphon funziona in modo simile ad un Web Proxy.
E' sicuro per "entrambi" gli utenti, ed e' inoltre open source, quindi potra' essere liberamente "migliorato".

L'elemento che trovo maggiormente interessante e' dato dal modello di distribuzione: e' impossibile bloccare tutti gli indirizzi Psiphon dato che sono decentralizzati, ogni nodo e' inidependente dagli altri; i link e la password per l'accesso alla rete sono manualmente forniti da amministratori (chi installa Psiphon sul proprio computer) a chi si sa ne ha bisogno. Nel tempo lo scopo e' di generare "reti di fiducia" composte da molteplici amministratori e utenti, cio' significa che i legami e i nodi nella rete verranno automaticamente assegnati/gestiti in modo efficace. In sintesi e' una social network.

Geniale.

Esplorare e condividere musica e' fico, ma aiutare gli oppressi a scoprire nuove opportunita' e' molto piu' fico.

Non si sa mai, potrebbe tornare utile anche in Italia.

qui trovate una guida ed un FAQ.

[scoperto via Umair Haque]
Sphere: Related Content

Esiste un Network FeedBurner di Blog Italiani?

Ho da poco scoperto l'esistenza di un Network FeedBurner di Blog Italiani. Purtroppo non ho ulteriori notizie, ad esempio su quando e' stato lanciato, meccanismi di partecipazione, se e' un progetto pilota ecc...

Per ora partecipano 5 blog Italiani, tutti di qualita' e con ottimi contenuti. Non appena ho maggiori informazioni le potro' pubblicare. Intanto posso dire che e' un'iniziativa decisamente interessante ed importante, soprattuttto perche' e' uno dei primi esempi di programmi di successo che vengono esportati a realta' linguistiche diverse dall'Inglese.

L'unico suggerimento e' di promuoverlo maggiormente dato che il successo dell'iniziativa dipendera' sicuramente dalla visibilita' che avra' e dal coinvolgimento della blogosfera, soprattutto nel contesto di FAN, il programma pubblicitario di FeedBurner.

Aggiornamento: grazie a Jack e a Michele posso fornirvi ulteriori informazioni riguardo al network: il network e' stato lanciato qualche giorno fa e in sintesi aggrega i feed dei blog membri, oltre ad offrire diversi risorse che dovrebbero dare una maggiore visibilita' ai membri, si ha anche la possibilita' di far domanda a FAN, la rete pubblicitaria di FeedBurner (cio' dipendera' comunque dalle specifita' di ciascun blog, ed e' una relazione tra il blog e FeedBurner). Ringrazio infine Michele per l'invito a far parte del network. Se siete interessati, lo trovate a dynamick.it.
Sphere: Related Content

BitWine: "Yahoo! Answers" via Skype o una possibile acquisizione eBay?


BitWine e' una piattaforma relativamente nuova (che scopro via TechCrunch) che semplificando al massimo si puo' definire come una "Yahoo! Answers" via Skype.

Infatti attraverso il sito utenti possono trovare "esperti" in diverse materie, ai quali chiedere consiglio via Skype. Due elementi interessanti e che sicuramente aggiungono valore al servizio sono sicuramente dati dall'integrazione con Skype (BitWine verra' anche offerto come plug-in in Skype 3.0) e dall'incentivo offerto agli "esperti": chiunque si registra puo' indicare il costo/minuto per la consulenza offerta e ricevere il pagamento via PayPal appena conclusa la conversazione. Inoltre credo che il poter conversare con qualcuno possa essere maggiormente utile di un forum.

Il concetto e' certamente interessante, credo pero' che abbia un limite importante: come menzionato credo che conversare possa essere piu' utile di un forum, ma cio' a parita' di massa critica e intelligenza collaborativa. Mi spiego meglio - su Yahoo! Answers si hanno maggiori probabilita' non solo di trovare qualcuno con le risposte giuste, ma soprattutto di creare una massa critica attraverso effetti rete data la natura aperta e multi-canale della piattaforma. Semplificando senza una massa critica di esperti un servizio come BitWine non potra' avere successo dal punto di vista di chi cerca domande. E non solo: senza una massa critica di utenti che cercano domanda viene meno l'incentivo dell'esperto. Semplificando, e' un cane che si morde la coda.

Un possibile scenario? Data l'integrazione con Skype e PayPal, entrambi di proprieta' eBay, la quale sta lavorando da diversi mesi su My World, una social network, BitWire potrebbe vendersi ad eBay.
Sphere: Related Content

oTxt: un'applicazione per ricevere SMS da una pagina MySpace


oTxt e' una nuova applicazione che permette di integrare un widget ad un profilo MySpace o al proprio blog, attraverso il quale visitatori possono poi inviare SMS direttamente al cellulare del proprietario della pagina o del blog.

Da notare che il numero di telefono non viene pubblicato e che si ha la possibilita' di limitare il numero di messaggi da ricevere ogni giorno oppure di rendere il servizio solo accessibile ad "amici".

Credo che il servizio verra' soprattutto utlizzato dal pubblico MySpace, tra il quale ad esempio vengono piu' usati SMS e IM rispetto ad email, (da notare che oTxt e' un prodotto di Orgoo che tra le altre cose offrono un servizio simile per messenger).

Il vantaggio aggiunto per MySpace e i suoi utenti e' quindi evidente, la domanda come sempre e' rivolta a chi offre il servizio (e genera quindi il valore aggiunto e supporta i costi): che modello potranno adottare per monetizzare pienamente sul valore che generano?

[Via Mashable]
Sphere: Related Content

WorldCoolers: una piattaforma per informarsi e combattere il riscaldamento globale


WorldCoolers e' un nuova piattaforma che trovo davvero interessante. Il servizio funziona attraverso un'applicazione da scaricare, una volta installata si ricevono sul proprio desktop:

  • articoli e notizie inerenti al riscaldamento globale;


  • link a siti web tematici, non appena vengono scoperti;


  • informazioni e collegamenti diretti a diverse opportunita' per partecipare attivamente a discussioni e azioni collaborative (ad esempio una petizione, una campagna ecc...);


  • infine si ha la possibilita' di inviare articoli, notizie e di segnalare siti nuovi.


Di positivo trovo il concetto, il fatto che la community sembra essere discretamente popolato di utenti e contenuti e soprattutto il fatto che propone un servizio completo: informazioni, strumenti partecipativi e modalita' interattive.
Non sono pero' pienamente convinto della scelta di implementare il servizio attraverso un''applicazione da scaricare (funziona solo su Windows XP), mentre le alternative online o via RSS sono attualmente decisamente piu' povere e meno complete. In sintesi punterei maggiormente a migliorare l'offerta web e RSS per massimizzare l'impatto di un'idea potenzialmente ottima.
Sphere: Related Content

martedì, novembre 28

PageBull: il primo motore di ricerca visuale


PageBull e' il primo motore di ricerca (a funzionare via browser e senza bisogno di scaricare software) ad essere letteralmente "visuale". Anziche' fornire risultati in formato testo, PageBull offre "screenshot" dei link relativi ad una ricerca.

I risultati sono visualizzabili in tre possibili formati: 3x4, 2x6 e 4x3. Trascinando il cursore del mouse su una piccola "i" al bordo di ciascuna immagine si ottengono le descrizioni in formato testo. Inoltre i termini di ricerca sono evidenziati all'interno delle pagine elencate.

Non so quanto sia utile, ma sicuramente e' molto fico e very cool da vedere e provare. Ovviamente e' piu' lento di Google.

Un esempio per "Wii":


[Via LifeHacker]
Sphere: Related Content

Backseat playground: un video gioco via GPS


Backseat playground e' un nuovo prototipo di video gioco che funziona via GPS. Attraverso Backseat playground "gamer" possono partecipare al gioco da un'automobile. Il gioco e' strutturato come una narrativa che si dispiega attorno ad episodi e eventi reali - ed e' qui che entra in gioco l'elemento GPS: gli scenari prodotti (attraverso database che mappano e linkano oggetti reali) riproducono ed interagiscono con l'ambiente fisico nel quale si muove la vettura. Sono offerte due narrative attualmente: un giallo ed un thriller con lupi mannari. Il gioco funziona attraverso un processore montato nel portabagagli della vettura, il quale e' collegato (senza fili) ad un apparecchio portatile attraverso il quale giocare ed interagire con altri utenti (via cuffie e microfono).

Per ora il progetto e' stato pilotato a Lidingo Island a Stoccolma (qui trovate i video del progetto pilota), la prossima fase prevede la copertura di tutta Stoccolma e poi un'implementazione nel Regno Unito. In parallelo si continuera' a migliorare l'esperienza sia in termini di interazione tra il virtuale e l'ambiente fisico, che di applicabilita' e scalabilita' del protocollo.

Un'ultima curiosita': il progetto conta tra i propri finanziatori la Microsoft. Spero che verra' anche integrato nel prossimo sviluppo GPS nella PSP, il quale darebbe una maggiore mobilita' al prototipo.

[Via The Raw Feed]
Sphere: Related Content

Consigli indispensabili per chi gestisce un blog e feed RSS

Chiunque legga TechCrunch probabilmente conosce Marshall Kirkpatrick. Da ieri Kirkpatrick non e' piu' uno degli editori del popolare sito, ritorna infatti a fare da consulente per start up e organizzazioni no-profit.

Marshall racconta la propria scelta sul suo blog, dove pubblica soprattutto in modo dettagliato i suoi metodi di ricerca di notizie e di gestione di RSS e di fonti di diversi livelli. I consigli sono davvero utili, credo indispensabili per chiunque gestisca un blog e/o pubblica notizie prese da diverse fonti.

Tra le diverse risorse proposte vi segnalo Zaptxt un'applicazione che permette di ricevere feed RSS via messenger (soprattutto utile per i feed principali).

Aggiornamento: rimanendo in tema vi segnalo questa guida a MyBlogLog, un ottima risorsa e piattaforma, usata anche da diversi blogger Italiani :)
Sphere: Related Content

Arrivano i Sistemi Operativi via Browser: sono destinati a fallire? Non credo

Tra le vittime piu' importanti della "bolla" ci sono diversi siti che volevano fornire un punto d'ingresso e di raccordo centrale per l'organizzazione di contenuti attraverso uno spazio unico. Semplificando un ibrido tra un portale ed un sistema operativo. Tra i caduti illustri desktop.com.

Ora arrivano le risposte 2.0.


Orca e' un desktop/sistema operativo virtuale, accessibile da qualsiasi PC del mondo. Direttamente dall'interno dell'applicazione si puo' navigare la rete, gestire e condividere strumenti "office" (integra Zoho), chattare, usare Gmail, cercare documenti, integrare widget e visualizzare contenuti multimediali (podcast, televisione ecc...).
qui potete vedere il demo.
[Via Go2Web20]


EyeOS, come concept e' molto simile ad Orca: fornire un desktop virtuale. Le differenze maggiori sono nel fatto che EyeOS per ora offre proprie applicazioni (ad esempio un messenger) anziche' integrare strumenti terzi e puntano molto sul fatto che l'applicazione funziona attraverso un software da scaricare e il servizio e quindi installato e hosted sui server di un cliente. Entrambi questi elementi fanno intuire che il target principale sono aziende che potranno usufruire del servizio internamente. Orca infatti sembra offrire maggiore flessibilita', e' quindi piu' inerente ad utenti privati.
[Via TechCrunch]

Semplificando, lo scopo di entrambi i servizi e' di (ri-)creare l'esperienza, la funzionalita', l'utilita' e il modus operandi di un desktop attraverso un browser.

A mio avviso entrambi le applicazioni sono davvero interessanti. Personalmente non credo che il "sistema operativo 2.0" fara' la stessa fine dei portali 1.0, per il semplice motivo che hanno una ragion d'essere che interseca con la natura stessa del Web 2.0, ovvero dato il trend crescente di applicazioni e servizi via browser, avere un desktop/sistema operativo che converge con queste specificita' ha senso. Il portale e' stato distrutto da motori di ricerca efficienti, da contenuti generati da utenti e soprattutto dalla facile condivisione e distribuzione di contenuti: l'impatto generato dalla produzione-condivisione-distribuzione P2P (e non intendo Napster, Kazaa ecc...).

L'unico dubbio semmai e' dato dalla curiosita' di vedere cosa proporranno concorrenti come Microsoft e soprattutto Google, ovvero chi ha gia' il valore importante di una serie di servizi integrati e una massa critica di utenti - si parla tanto di un possibile sistema operativo Google, personalmente concordo con John Battelle: Google e' gia' un sistema operativo.
Sphere: Related Content

Una domanda per gli esperti di Marketing: perche' nonostante tutti i suoi guai la Sony mantiene una reputazione cosi' alta?

La serie degli "errori Sony" e' una lista lunga:

I ritardi nel lanciare la PS3
Le batterie di portatili esplosivi
Da poco hanno dovuto richiamare diverse macchine digitali difettose
Il Mini-Disc
Atrac3
UMD
PSP senza HD
il Rootkit

A cio' ovviamente vanno aggiunti molti successi importanti, il Walkman, la PS e le tecnologie digitali d'intrattenimento: stiamo parlando comunque di un'azienda da $64 miliardi/anno.

In sintesi pero' rimane la presunzione di poter creare un mondo chiuso, incompatibile con l'esterno, e che soddisfi tutte le necessita' di un utente. Il riflesso piu' evidente di tutto cio' e' nei profitti Sony, in calo ormai da sei anni (alcuni dei quali in perdita), le proprie riserve sono scese a $6 Miliardi (paragonati agli oltre $38 di Microsoft) e si prevede che nel primo anno la PS3 generera' perdite di circa $2 Milliardi (come probabilmente sapete i costi di produzione sono inizialmente maggiori di quelli di vendita). La Sony sta quindi scomettendo pesantemente sulla PS3.

Nonostante tutto cio' pero' la reputazione pubblica del marchio rimane altissima. Provate a chiedere in giro e con molta probabilita' riceverete soprattutto risposte condite da aggettivi positivi. Perche'?

Infine vi segnalo alcuni articoli interessanti sulla Sony, qui (via Wired) e qui (via TechDirt).
Sphere: Related Content

SeekSift lancia nuove funzionalita' via RSS e Widget


Il fondatore di SeekSift, un servizio che aggiunge alle solite funzioni di un aggregatore e reader RSS, consigli su feeds da seguire (la recensione su La Tela), mi ha comunicato ieri il lancio di alcune nuove funzionalita' molto interessanti.

Tra queste la possibilita' di ricevere contenuti via RSS (grazie Denis per la citazione) oppure di pubblicarli su qualsiasi sito o blog attraverso un Widget.

Credo che entrambi le novita' aggiungono valore ad un gia' ottimo concetto. Ora per completare il tutto, manca solamente la possibilita' di ricevere segnalazioni dei feed di utenti con interessi simili e la possibilita' di aggiungere feed nuovi da qualsiasi sito web in modo automatico.
Sphere: Related Content

lunedì, novembre 27

FeedCycle: gestisci contenuti "a puntate" via appositi feed RSS

Sono moltissime le situazioni in cui un sito o un blog propongono contenuti in serie - ad esempio un'analisi o articoli tematici suddivisai in puntate, oppure una serie di video guida o un programma distribuito via podcast.
La gestione della seria risulta spesso complicata e la soluzione ottimale e' solitamente data da semplici link alle puntate precedenti.


Feedcycle e' un'applicazione che tenta di rendere questi meccanismi piu' efficaci attraverso diverse funzionalita': la possibilita' per che pubblica contenuti di creare appositi feed RSS, mentre utenti possono non solo abbonarsi al feed specifico, ma ricevere tutti i contenuti della serie qualora scoprissero i contenuti a puntata iniziata.

Il servizio gratuito e' hosted direttamente da FeedCycle, mentre l'offerta premium permette l'integrazione con il proprio dominio e diversi livelli d'accesso. Inoltre il servizio e' pienamente integrabile con FeedBurner.

L'interfaccia e' davvero intuitiva: chi crea la serie puo' infatti modificare l'ordine delle puntate trascinando i diversi elementi, si puo' anche gestire la tempistica per la pubblicazione di una serie di contenuti gia' creati e che si vogliono distribuire a puntate, infine si ha la possibilita' di aggiungere allegati agli episodi (per ogni allegato viene generato/indicato un indirizzo web).

In sintesi, un'ottima applicazione che puo' tornare utile sia al semplice blogger sia a chi pubblica contenuti in serie come servizio professionale, ed ha bisogno di maggiore flessibilita' e di funzionalita' piu' avanzate.
Sphere: Related Content

Un mercato immobiliare globale che si veste di 2.0

L'ultima numero della rivista Business 2.0 propone una ricerca sul mercato immobiliare, di come stia cambiando radicalmente, assumendo un abito sempre piu' globale.

Su queste premesse non potevano non mancare le prima piattaforme 2.0 inerenti ad un mercato globale.

Viewr si presente come il primo sito ad offrire informazioni, servizi e annunci immobiliari a livello globale. Il sito integra una ricerca regionale per proprieta' attraverso Google Maps, video di molte delle proprieta' oppure modalita' di visualizzazione tipiche di un'agenzia immobiliare (foto, descrizione e prezzo).
La piattaforma offre funzionalita', oltre per chi cerca, per chi intende vendere proprieta' e per agenzie che vogliono proporsi ed interagire con un mercato globale.

Vivirama e' un sito molto piu' rudimentale, il quale presenta proprieta' in citta' con piu' di 2 millioni di abitanti piu' di 2 millioni di citta' (gracias Xavi). La piattaforma non e' altro che un mash-up costruito su Google Maps attraverso il quale si possono cercare appartamenti e stanze, per le diverse localita', attraverso una cartina oppure con modalita' tradizionali (in una lista).
Rispetto a Viewr, Vivirama non si propone ad agenzie e a privati che vogliono comprare/vendere, ma soprattutto a individui che cercano proprieta' da affittare direttamente, e dove allogiare e in vacanza o per brevi periodi.
Aggiornamento:alcune delle proprieta' sono supportate da video. esempio.

Vivirama aggrega quindi poco piu' di quel che si trova su siti come Craig's List (con molti meno contenuti per ora), mentre Viewr interseca maggiormente con le opportunita' del mercato immobiliare. Entrambi sono comunque solamente frammenti di un mercato crescente, dal quale son certo emergeranno sempre piu' soluzioni e servizi Web 2.0. Una possibilita' per Viewr, ad esempio, potrebb'essere l'integrazione direttamente all'interno del sito, di una ricerca globale di mutui.
Sphere: Related Content

Il Web 2.0 diventera' di "massa" nel 2007?

Questo fine settimana ho passato un po' di tempo a leggere le previsioni per il 2007 dell'Economist. Sono stato piacevolmente sorpreso dal fatto che diverse analisi abbiano finalmente confermato l'impatto sociale ed economico del Web 2.0.

In particolare vi segnalo i seguenti articoli:

Su Web 2.0 e mercati di massa

Sulla convergenza di media

Il futuro dei "old" media (come Microsoft e Dell)

Le stelle nascenti del Web 2.0

Il futuro di Internet (di Eric Schmidt, CEO Google)

L'impatto del web sulla televisione

Su quest'ultimo argomento consiglio anche un articolo sulla BBC che analizza come piattaforme video, come YouTube, generano un calo nell'audience televisivo.

Gli articoli sono soprattutto conferme di realta' intuite da molti, l'elemento piu' importante e' infatti dato dalla copertura di questi temi su piattaforme mediatiche autorevoli. Soprattutto l'articolo della BBC dimostra coma la sfida principale (e la maggiore opportunita' di monetizzazione) e' insita nel capire come il valore aggiunto sia nel catturare e mantenere un'audience - ovvero, come scritto diverse volte su questo blog, che la scarsita' e' nel tempo a disposizione di un utente e non nella distribuzione di contenuti.
Sphere: Related Content

Siamo come la Cina?

Come sapete Google Italia e' "indagata" per i video che mostrano atti di bullismo, apparsi qualche settimana su Google Video.

In diversi post precedenti ho parlato di quella che secondo me e' una superficialita' imbarazzante di molti commenti ed analisi apparse sui principali quotidiani nazionali, che anziche' dibattere sulle ragioni del bullismo affrontano (salvo poche eccezioni marginali) la questione come fosse cronaca rosa, e accusano Internet di essere il mezzo del diavolo, un po' come "del diavolo" era la musica Rock negli anni 60-70, oppure come vengono intesi alcuni video giochi quando si discute di violenza nelle scuole.
Ho letto invece moltissime analisi interessanti apparse su tanti blog (in particolare vi segnalo questo link, ovvero l'opinioni di chi vive e quindi capisce la rete. Purtroppo pero' la blogosfera in Italia e' ancora immatura, nel senso che ci sono ancora pochi blog e soprattutto pochi lettori.

Il maggiore elemento di preoccupazione e' pero' "l'ignoranza" di alcuni membri della classe politica che fondano il proprio pensiero sulle voci che leggono sui giornali. La conseguenza sono quindi affermazioni come quella del Ministro Fioroni che dichiara all'ANSA: "l'ho detto diverse volte, non possiamo avere doppi standard per Internet ed altri mezzi. Un motore di ricerca dovrebbe avere le medesime responsabilita' nel fornire contenuti responsabili".

Se la questione non fosse seria, verrebbe da ridere: dimostra una totale nudita' di competenza nel comprendere cosa sia un motore di ricerca e soprattutto le logiche di rete, dei principi che lo rendono per natura diverso da altri mezzi, cio' non significa che non vada regolamentato, ma semplicemente che bisogna conoscere la materia che si vuole regolamentare.

Perche'? Premetto che concordo pienamente con la rimozione dei video da Google Video e YouTube, ma non trovate delle similitudini (nelle logiche) tra chi vuole regolamentare in modo rigido (non tutti i casi sono ovvi come nel caso dei video in questione) ex-ante i contenuti opportuni ad Internet e chi in Cina vuole controllare quali risultati siano giusti o meno trovare quando adopera un motore di ricerca.

Non voglio paragonare i due casi, in Cina le ragioni sono date dalla presenza di un regime autoritario, in Italia dall'ignoranza di chi contribuisce alla formazione dell'opinione pubblica e di chi e' chiamato a regolamentare, ma semplicemente credo che in sintesi, il ragionamento e la strada percorse siano pericolose (un esempio pratico: in Germania vogliono vietare alcuni video giochi).

Anche per questioni di immagine (vi segnalo come il dibattito sia arrivato sulle pagine del blog di John Battelle che giustamente s'interroga in modo perplesso), ma anche in ambito di crescita del mercato web, influenzando le decisioni di chi potenzialmente potrebbe investire in Italia (in questo sicuramente non siamo la Cina..).

Aggiornamento: Vi segnalo un altro link sul tema apparso su TechDirt, il quale propone un paragone secondo me giusto: se qualcuno usa una telecamera Sony per filmare contenuti opinabili, oppure un televisore Samsung per guardare un programma offensivo, a chi fai causa alla Sony o a Samsung?.
E una domanda altrettanto pertinente: mentre e' comprensibile che alcune persone non comprendono pienamente la tecnologia e quindi si perdono in conclusioni senza senso, esistono pero' ormai tanti casi simili a cui fare riferimento, si augura quindi una volonta', ed onesta', nel volersi informare anziche' dire o scrivere la prima cosa che passa per la testa.
Sphere: Related Content

sabato, novembre 25

Riassunto della settimana

Sphere: Related Content

venerdì, novembre 24

Vino 2.0 - un'ottima risorsa dedicata al mondo dell'enologia

Grazie a MyBlogLog oggi ho scoperto Vino 2.0 un ottima piattaforma che propone in unico spazio informazioni, notizie e risorse relative al mondo dei vini in Italia.

Lo spazio accosta dinamiche 2.0 ad un portale, aggregando decine di feed RSS da siti dedicati al vino, un motore di ricerca tematico (sviluppato con Google CSE), risorse (come informazioni su Master in Wine Marketing) e corsi di enologia via podcast, una mappa delle cantine Italiane (via Google Maps), video tematici e attraverso Flickr foto taggate vino.

Oltre al motore di ricerca, si ha la possibilita' di navigare i contenuti per tag e di abbonarsi ad un feed RSS unico oppure a qualsiasi combinazione tra quelli proposti.

Il sito mi piace moltissimo, e' un'ottimo strumento e risorsa, un'idea interessante dalla chiara utilita' sia per semplici appassionati che per esperti e addetti ai valori. Soprattutto trovo sia evidente quanto Vino 2.0 sia un concetto eccellente che e' stato capace di raggiungere il proprio potenziale in modo efficace.
Son certo che crescera' costantemente e avra' molto successo.
Sphere: Related Content

Windows XP ha sprecato $25 miliardi in consumi energetici

La Microsoft si vanta che grazie a Vista un utente, o un azienda, potranno risparimare circa $50-75 all'anno, per computer, in consumi energetici.

Ma non e' innovazione, hanno semplicemente aggiustato tre errori pazzeschi presenti in XP. Il conto? $25 miliardi e tonnellate di CO2. Complimenti.

[Via Tree Hugger]
Sphere: Related Content

Le piattaforme di giochi virtuali dovrebbero aggiungere il proprio peso al dibattito sulla neutralita' della rete

Mentre il dibattito sulla neutralita' della rete diventa sempre piu' d'attualita' (anche in Italia), sono diverse le grandi aziende (tra cui Google e Microsoft) che si battono per una rete neutra, e vengono sviluppati sempre piu' studi che analizzano le implicazioni di un'eventuale rete a due corsie.

L'ultimo e' proposto da RampRate, una societa' di ricerche di mercato, intitolato "Ogni volta che voti contro la neutralita' della rete, il tuo ISP uccide un Elfo nella notte". Lo studio conclude che il mercato che maggiormente soffrirebbe di un eventuale Internet a doppia velocita' e' il gaming online.

I mondi virtuali come WoW e Second Life per avere successo hanno infatti bisongo di connessioni veloci e di molta interazione rapida tra utenti. Il rischio e' quindi, data l'eventuale lentezza, di rovinare l'esperienza del gioco, utenti che abbandonano rendendo il tutto anche meno rilevante per chi rimane, e coloro che si lamentano vengono equiparati ad utenti P2P.

L'unicita' insita al gaming e' data dal fatto che in altri ambiti come il download di video e musica, si tratterebbe di aspettare di piu' per un contenuto che alla fine comunque arriverebbe, mentre nel VoIP, che comunque soffrirebbe, ci sono le alternative date da cellulari, linee fisee e i serivizi offerti dagli ISP.

Nel gaming virtuale, non ci sono alternative e la lentezza attaccherebbe la ragion d'essere del gioco. La minaccia e' inoltre condita dal fatto che il gaming, a differenza di atri mercati non fornisce alcun profitto per gli ISP (che ad esempio hanno le proprie offerte media, di comunicazione oppure entrate parallele integrate ad altri servizi) oltre all'entrate date dalla connessione (se non attraverso qualche eccezione marginale).

Per fortuna un Congresso, e Senato, in mano ai Democratici dovrebb'essere piu' benevole al tema della neutralita', al tempo stesso rimane un argomento pressante, che date le conseguenze concrete sul gaming dovrebbe mobilitare la community ma soprattutto tutte le aziende che hanno interessi nel mercato (dalla LindenLabs alla Sony e Nintendo, dato che l'aspetto online di molti giochi e' un mercato che sta emergendo in modo notevole e la cui conquista probabilmente comportera' un vantaggio competitivo sulla concorrenza).
Sphere: Related Content

Server, il mercato cresce ma i prezzi continuano a calare? Un po' ridondante come affermazione

Attirato dal titolo sono andato a leggere questo articolo sul Sole 24 Ore. L'affermazione e' leggermente ridondante.

Il calo dei prezzi e' infatti a) dovuto proprio alla crescita del mercato e b) al fatto che un prezzo "premium" oggi non e' piu' legato ad un modo tradizionale d'intendere il server ma e' insito in modelli "archittenonici a nuvola" e nelle "fattorie dell'informazione". Il valore aggiunto e' ad esempio dato dalla capacita' di Google di gestire, immagazzinare ed offrire quantita' pazzesche di dati (il solo Calendar opera su 130 server). In pochi hanno questo valore aggiunto o semplificando possono permettersi il prezzo/premium. Coloro che hanno questa fortuna la sanno monetizzare.

Tornando alla ridondanza dell'opinione: il mercato dei server tradizionalmente inteso quindi cresce (perche' piu' persone/organizzazioni ne hanno accesso), e al tempo stesso non e' piu' un valore aggiunto. Domanda? Offerta? Scarsita'/Abbondanza? Economia.
Sphere: Related Content

Webjam: l'eco-sistema dei media sociali?!


Da Londra arriva Webjam, [che scopro via Mashable] una piattaforma che si definisce come "eco-sistema dei media sociali", uno spazio per aggregare e condividere contenuti tra community.

Come sapete le teorie dietro al Web 2.0 m'interessano molto (forse troppo), perche' credo che a volte aiutino a capire meglio il valore, o meno, di un progetto. In questo caso pero' ero un po' confuso, ma avendo provato il sito (e' in BETA privato, quindi dovete chiedere un account) ho trovato il concetto potenzialmente interessante, da recensire.

Webjam offre tre sezioni principali:

1) una startpage a la Netvibes per aggregare feed RSS e contenuti preferiti (foto, video, email, widget ecc...

2) un profilo personale che funziona in modo simile ad un profilo MySpace, si ha quindi la possibilita' di personalizzare lo spazio, raccontarsi, condvidere contenuti, interessi e linkare al profilo di amici;

3) una home page personalizzabile, che permette di creare una semplice pagina web (in modo simile a Google Pages), integrare funzionalita' blogging, widget, creare gruppi e mini-community tematiche - il concetto e' simile a Vox per intenderci.

In tutte le sezioni Webjam offre diversi livelli di condivisione (privato, solo per amici o pubblico) ed ogni pagina usa moduli che sono semplicissimi da modificare o spostare.

Solitamente non credo molto in siti che vogliono fare troppo, dato che finiscono per fare un po' di tutto, ma nulla in modo ottimale (e non e' poi cosi' difficile spostarsi tra piattaforme).
Webjam ha pero' una funzione che trovo davvero interessante: la possibilita' di condividere in modo molto intuitivo contenuti tra le diverse sezioni e soprattutto tra le pagine (pubbliche) di altri utenti - ad esempio si possono integrare diversi feeds dalla propria startpage, altri da quelle di amici oppure spostare facilmente le il post di un blog o diversi moduli tra, o da, pagine pubbliche. In sintesi, sfruttando la struttura per moduli, si ha la possibilita' di creare, modificare e soprattutto poi condividere pagine web intendendole come un'aggregazione di contenuti mobili.
Una funzionalita' che quindi apporta dinamiche nuove nell'equilibrio tra startpage e profili pubblici e che trovo intersechera' e convergera' sempre piu' entrambi i mercati.

Ci ho messo un bel po' per navigare tra i diversi livelli di Webjam (e non penso sara' una piattaforma che adoprero' in futuro): credo che far capire all'utente medio che "eco-sistema dei media sociali" significa semplicemente creazione e condivisione di pagine web personalizzate - come aggregatore di contenuti pubblici e sociali - in modo efficace sia quindi tutt'altra storia.
Sphere: Related Content

Boo: a volte ritornano

Quanti di voi hanno letto Boo Hoo, la storia di Boo, il portale di articoli e indumenti sportivi, che in 18 mesi ha bruciato $135 millioni? Il racconto e' per certi versi esilarante, ma per altri e' fondamentale per capire "la bolla", e come in tanti sono falliti perche' presi da spese folli per Porsche, feste millionarie e call centre a Carnaby Street (!!!).

Beh, Boo sta per tornare. Il nuovo sito verra' lanciato nel 2007. Da un punto di vista PR la mossa e' interessante, da vedere in quanti investitori avranno poi il coraggio di mettere mano al portafoglio.
Sphere: Related Content

aniBOOM: la YouTube per animazioni


Viene lanciato oggi aniBOOM, una YouTube per animazioni. Come avete intuito la piattaforma permette di cercare, uploadare e condividere animazioni (soprattutto in flash) attraverso un'interfaccia alla YouTube.

Per promuovere il lancio del sito aniBOOM ha inaugurato un concorso, il vincitore ricevera' $25.000 e ci saranno inoltre cinque premi da $5.000. Ovviamente il concorso e' per la miglior animazione. Se siete animatori, affrettatevi ad inviare le vostre creazioni!

Ricordo che qualche anno fa, nell'era pre-YouTube Wired aveva una sezione animazioni sul proprio sito, i contenuti erano di altissima qualita', ma la piattaforma era difficile da navigare, non si poteva uploadare automaticamente, ma era necessario inviare un file e solamente animazioni approvate venivano poi messe online, e le animazioni non si potevano condividere. Un esempio di un concetto con molto potenziale, ma eseguito male, che sta a dimostrare quanto siti come YouTube e Flickr abbiano migliorato e influenzato per il meglio i modi di condvidere contenuti, fornendo soprattutto un modello efficace.

Un esempio di un'animazione che ho trovato molto divertente:

Sphere: Related Content

giovedì, novembre 23

Synthravels: la prima agenzia di viaggi virtuale

Attraverso il blog di Lorenzo scopro Synthravels, la prima agenzia di viaggi virtuali al mondo.

La piattaforma offre la possibilita' di partecipare a visite guidate in:

Albatross18
Anarchy Online
City of Heroes
City of Villains
Dark Age of Camelot
Entropia Universe
Eve Online
Everquest
EverQuest II
Final Fantasy XI
Guild Wars
Horizons
Lineage
Lineage II
Neocron 2
ROSE Online
Runescape
Second Life
SilkRoad Online
Star Wars Galaxies
The Lounge
The Matrix Online
The Saga of Ryzom
The Sims Online
There
Ultima Online
World of Warcraft

Le gite sono gratuite, e' sufficiente iscriversi al sito, indicare quale mondo si vuole visitare e si riceve un'email con il giorno e l'orario della prossime gite disponibili. Basta poi presentarsi con il proprio avatar al punto di partenza, all'orario giusto - ovviamente dovete avere il gioco scaricato sul vostro computer ;)

Inoltre e' presente una sezione per guide, quindi se siete esperti di una delle localita' virtuali potete fare domanda inviando il vostro CV.

Un'idea brillante, ed e' soprattutto l'ennesimo esempio di aziende e persone che investono in realta' virtuali (di recente come ricorderete la Reuters ha aperto una redazione su Second Life ed e' uscita anche la Guida a Second Life), realta' che sempre piu' stanno assumendo le caratteristiche di micro-cosmi non solo culturali e sociali, ma soprattutto economici (solo su Second Life vengono spesi in media $400,000 al giorno, mentre WoW ha oltre 3.5 millioni di utenti).

Infine, un'elemento da sottolineare con molto piacere e' che il progetto e' Made in Italy, ideato da Mario Gerosa, un giornalista (con un curriculum impressionante e molto cool), e Matteo Esposito di Imille (creatore anche di Video Ludica).

Complimenti davvero.
Sphere: Related Content

Aumentati gli investimenti VC in Europa

Attraverso un articolo di Paul Fisher scopro che gli investimenti di Venture Capital in Europa sono aumentati rispetto all'anno scorso. Ad oggi il totale investito e' gia' superiore a l'anno scorso. Ancora piu' interessante e' la diversita' dei progetti supportati. I piu' interessanti che hanno beneficiato d'investimenti "Seed" e "Series A Level": tra pre-start-up, start-up e post-start-up, quindi un'idea o comunque un'iniziativa ancora giovane, emergente e poco matura), Netvibes, PageFlakes, FON, LastFM, MOO e Quintura.

I numeri e la diversita' sicuramente riflettono lo stato di salute del mercato Internet. L'unica preoccupazione sottolinea Fisher, e' che diversi VC presi dallisteria stanno investendo troppo spesso in progetti simili/concorrenti. Si dimentica quindi che gli indicatori chiave dovrebbero essere valore unico e innovazione insomma.
Purtroppo d'Italia non c'e' traccia.

Una tabella che riassume gli affari principali:



Rimanendo in tema: con tutta la liquidita' (il cui valore si sa puo' calare rapidamente quanto aumentare) che ha Google dovrebbe acquisire il New York Times, Disney World e Time Magazine?
Sphere: Related Content

Art Face Off: un progetto per portare la democrazia nel mondo dell'arte

Per quel poco che conosco del mondo artistico, so' che e' un mondo solitamente chiuso ed elitario, la porta d'ingresso e' sorvegliata soprattutto da curatori, commercianti e collezionisti (oppure in alcuni paesi da lobby politiche).

Su questa premessa nasce Art Face Off (che scopro via TechCrunch). Lo scopo del progetto e' di creare una community che riesca a democratizzare il mondo dell'arte.

La piattaforma offre diversi livelli di servizio: ad un artista la possibilita' di creare un portfolio virtuale, a curatori e collezionisti la possibilita' di scoprire nuovi trend ed interagire con talenti emergenti. Soprattutto interessante e' l'elemento di "crowdsourcing": Art Face Off e' infatti anche un concorso, strutturato un po' come un torneo di tennis, in cui ad ogni turno i membri della community sono chiamati a scegliere tra due opere. Il concorso e' diviso in 8 categorie, il vincitore di ciascuna ricevera' $1000.

Il concorso come incentivo ed elemento di "filtro sociale" (per far emergere contenuti di qualita') e' un'idea molto interessante, anche se ho qualche riserva sul fatto che si possa affermare opera X sia migliore di opera Y: l'arte, per me almeno, e' espressione di emozioni e sensazioni. Non c'e' "il migliore", ma semplicemente diversita'.

Il ragionamento pero' e forse piu' filosofico che economico: credo che esistono diverse community per artisti (DeviantART forse la piu' popolare), ma solitamente sono limitate da due fattori: nessuna e' usata da artisti nel senso pieno del termine, oppure la qualita' artistica e' confusa nella massa amatoriale.

A giudicare da gran parte dei contenuti attuali, Art Face Off sembra invece avere le potenzialita' per far convergere la comunita' artistica in uno spazio nuovo. Il design e' armonico, il logo e' molto elegante e son certo che nel tempo migliorera' anche la funzionalita'/tecnologia (attualmente le navigazione e' poco intuitiva e i metodi per cercare e condividere contenuti sono troppo rudimentali). Intanto il concetto c'e'.
Sphere: Related Content

Risorse per meglio capire il Web 2.0 e i Mercati Media

Vi segnalo alcune risorse che spero troverete interessanti:

Un video nel quale John Battelle, autore di The Search, intervista Eric Schmidt, CEO Google, al Summit 2.0, spaziando a 360 gradi sul presente e il futuro del mercato Internet.

Un breve documento (.pdf, in Inglese) che analizza i mercati media. Un'analisi davvero interessante segnalata da un mio amico, Umair Haque. Se qualcuno conosce Angelo Rovati gliela potrebbe inoltrare, potrebbe tornare utile nel caso si avventurasse ad abbozzare qualche altro modello business per societa' telcom/media.

Infine una risorsa meno teorica: il sito Template World offre diversi template per siti web che si possono usare e modificare liberamente (hanno una licenza CreativeCommons).
Sphere: Related Content

mercoledì, novembre 22

Le Directory dei Widget

I Widget sono sicuramente piu' che una moda. Al di la di uno strumento per condividere contenuti personali (come foto) eppure risorse da siti esterni (come feed RSS), sono soprattutto interessanti come componente di un modello di distribuzione di valore in rete: basta pensare ad esempio al film Snakes on a Plane, oppure all'ONG Kiva che attraverso i propri widget riesce a raccogliere fondi per progetti in paesi in via di sviiluppo o alle tante piattaforme che producono contenuti e che attraverso un widget li possono, non solo condividere, ma far condividere (l'utente diventa un nodo importante nella catena marketing).

Lo sviluppo e la ricerca del Widget giusto sta diventando quindi un (quasi-)mercato interessante.


Snipperoo e' una directory di Widget che permette di cercare e navigare per categoria. Per ciascun Widget viene offerta una breve descrizione, link alla fonte originale e il codice per integrare l'applicazione nel proprio sito. Si ha inoltre la possibilita' di aggiungere Widget e di proporre idee.
Il valore del sito e' dato sicuramente dalla quantita' dei Widget offerti, meno funzionale e' il disordine estetico, e' soprattutto immagino che aumentando il numero dei widget diventera' sempre difficile cercare esclusivamente per categoria.

Anche se ha meno contenuti, trovo che sia molto migliore come directory Widget Box che oltre alla ricerca per categorie permette di visualizzare le ultime novita', i Widget piu' scaricati, quelli piu' votati ed alcuni consigliati dal sito stesso (probabilmente, dati i nome, i consigli sono sponsorizzati). Oltre alla possibilita' per sviluppatori di inviare le proprie creazioni, il sito ha una sezione interessante per "partner", per social network che vogliono collaborare o per chi idee per strategie Widget. Un'intuizione molto intelligente dato l'emergere e le opportunita' del Branding 2.0 e del potenziale monetario che verra' generato da modelli efficenti (semplificando: oggi ci sono molti esempi ma nessun equivalente GoogleADSense).


L'ultima segnalazione e' per Good Widgets. A differenza di Widget Box e Snipperoo, Good Widgets non e' una directory, ma offre fondamentalmente due servizi: il primo la possibilita' di generare attraverso un Widget personalizzato usando le proprie foto (ad esempio prese da Flickr). Il servizio e' gratuito con branding Good Widgets oppure a pagamento ($2-4) se volete integrare il vostro marchio - potenzialmente uno strumento interessante per fotografi, grafici, illustratori, designer ecc...
Al momento offrono due tipi di Widget, ciascuno con tre diversi layout per le foto.
Inoltre la piattaforma ha una sezione laboratorio alla quale chiunque puo' inviare un'idea per un Widget, altri utenti votano le idee ed ogni mese le 2-3 piu' votate verranno sviluppate e distribuite attraverso il sito (spero/credo condivideranno eventuali profitti con chi propone l'idea).
Al momento, non c'e' molta interattivita', come scritto in precedenza oltre ai 3 layout per i due widget offerti, c'e'