martedì, febbraio 6

All'industria musicale mancano le basi d'economia

Attraverso Digg scopro questa pagina sul sito della RIAA: secondo l'industrie musicali il prezzo di un CD sarebbe dovuto aumentare nel corso degli ultimi anni, dato che nel tempo i prezzi aumentano a causa dell'inflazione, mentre sono rimasti piu' o meno invariati. In conclusione, tengono i prezzi bassi quasi a fare un favore a noi consumatori.

Chiunque abbia delle basi d'economia sa che il ragionamento si fonda su delle cavolate pazzesche: nel tempo il costo (e quindi il prezzo) di un prodotto diminuisce (soprattutto di un prodotto tecnologico), e non solo - in ambito CD e di mercati musicali sono diminuiti anche i costi marginali di produzione e distribuzione.

L'ennesimo esempio di miopia, di chi vuole ignorare un mercato che e' cambiato, rifonandosi su dinamiche diverse, e non solo non vuole innovare ed adattarsi ad una nuova realta', ma ora tenta disperatamente di frenarne la naturale evoluzione.
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1 Comments:

Blogger Freduzzu said...

Hai assolutamente ragione. L'industria musicale è ancorata a logiche antiquate, non capisce o non sa interpretare i mutamenti, soprattutto tecnologici e sociali, alla base della fine del mercato del disco classico.

6:57 PM  

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