Gentiloni e Barack Obama: due storie poco parallele
Leggendo il post di Marco verrebbe quasi da ridere, se non fosse per due punti tristi: 1) l'ennesimo esempio d'ignoranza e incompetenza dimostrata dal nostro ministro 2) il riflesso di una cultura politica che le questioni le schiva a suon di battute, frasi e biscotti retorici da sgranocchiare ad effetto per 30 secondi.
Quasi in parallelo Barack Obama ha annunciato una strategia per l'innovazione tecnologica. Tra i punti principali:
Via il link trovate la strategia completa.
Quel che maggiormente (e spesso volontariamente) sfugge alla classe politica Italiana, trasversalmente, e' che la rete e' un'economia diversa, non e' una piattaforma su cui distribuire una vecchia minestra riscaldata e da condividere tra le solite mani. Nell'economie di rete c'e' il potenziale di (contribuire a) cambiare il mondo per il meglio e rendere "mercati" piu' efficaci, societa' e cultura piu' cool, me essendo un'economia diversa dotata di dinamiche ed implicazioni diverse, necessita' di modelli innovativi e aperti pensati attorno a community, mercati, e network per far si che tale potenziale si realizzi. C'e' appunto bisogno di una strategia.
Quasi in parallelo Barack Obama ha annunciato una strategia per l'innovazione tecnologica. Tra i punti principali:
- La nomina di un Chief Technology Officer
- Sedute parlamentati aperte (trasmesse via web, blog e via wiki: ogni proposta di legge e riforma dovra' essere dibattuta in pubblico, con input pubblico, per cinque giorni prima che possa venir approvata)
- La creazione di un fondo per favorire l'accesso a broadband
- Wireless Spectrum Aperto (ovvero larga distribuzione di reti wireless, una quota delle quali dovra' essere accessibile gratuitamente)
- Neutralita' della Rete
- Uso della tecnologia per rendere piu' efficaci questioni inerenti ad immigrazione e privacy
- Rafforzare le relazioni e le collaborazioni tra Silicon Valley e politica .
Via il link trovate la strategia completa.
Quel che maggiormente (e spesso volontariamente) sfugge alla classe politica Italiana, trasversalmente, e' che la rete e' un'economia diversa, non e' una piattaforma su cui distribuire una vecchia minestra riscaldata e da condividere tra le solite mani. Nell'economie di rete c'e' il potenziale di (contribuire a) cambiare il mondo per il meglio e rendere "mercati" piu' efficaci, societa' e cultura piu' cool, me essendo un'economia diversa dotata di dinamiche ed implicazioni diverse, necessita' di modelli innovativi e aperti pensati attorno a community, mercati, e network per far si che tale potenziale si realizzi. C'e' appunto bisogno di una strategia.






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