venerdì, novembre 30

Una riflessione

Leggete questo articolo, e poi riflette sulle differenze con questo.

L'innovazione e' una questione di DNA.
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thesixtyone

Segnalazione al volo: thesixtyone: un nuovo sito sul quale artisti uploadano la loro musica, utenti votano quali brani vogliono vedere in homepage. Digg per musica. Semplice. Innovativo.
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giovedì, novembre 29

Immagini Suggestive



Questo grafico fa vedere il breakdown delle quote di mercato dei diversi provider di banda larga in Italia. Un po' di prospettiva: in Inghilterra la BT ha meno del 25% del mercato, i due concorrenti maggiori, Sky e Virgin Media piu' del 20%. Ci sono poi una miriade di providere con quote che oscillano tra il 5-15%.

Senza competizione vera non c'e' innovazione. Senza una mercato aperto prima o poi arriva la stagnazione. Non sono parole mie, ma di un altro Alberto. Einstein.



Questa immagine parla da se. Come scritto in passato, Facebook ADs sono opinabili. Una riflessione tanto sarcastica e ironica, quanto veritiera.

Infine, una storia senza immagini, ma suggestiva, che cela quelle che potrebbero/dovrebbero essere l'opportunita' d'interazione tra consumatore e marchio [via Umair Haque]
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venerdì, novembre 23

Cercasi sviluppatori PHP

Curverider la societa' con cui sto collaborando su diversi progetti (di cui scrivero' a breve) sta cercando sviluppatori PHP. L'opportunita' e' aperta anche a persone che non abitano in Inghilterra. Oltra al PHP l'unica altra lingua che serve e' un'ottima conoscenza dell'Inglese.

Se v'interessa, o conoscete qualcuno, mandatemi una mail, oppure qui trovate maggiori informazioni.
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giovedì, novembre 22

Quanto vale il tuo network?

Te lo dice MyNetworkValue.com.
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mercoledì, novembre 21

Gentiloni e Barack Obama: due storie poco parallele

Leggendo il post di Marco verrebbe quasi da ridere, se non fosse per due punti tristi: 1) l'ennesimo esempio d'ignoranza e incompetenza dimostrata dal nostro ministro 2) il riflesso di una cultura politica che le questioni le schiva a suon di battute, frasi e biscotti retorici da sgranocchiare ad effetto per 30 secondi.

Quasi in parallelo Barack Obama ha annunciato una strategia per l'innovazione tecnologica. Tra i punti principali:

  • La nomina di un Chief Technology Officer

  • Sedute parlamentati aperte (trasmesse via web, blog e via wiki: ogni proposta di legge e riforma dovra' essere dibattuta in pubblico, con input pubblico, per cinque giorni prima che possa venir approvata)

  • La creazione di un fondo per favorire l'accesso a broadband

  • Wireless Spectrum Aperto (ovvero larga distribuzione di reti wireless, una quota delle quali dovra' essere accessibile gratuitamente)

  • Neutralita' della Rete

  • Uso della tecnologia per rendere piu' efficaci questioni inerenti ad immigrazione e privacy

  • Rafforzare le relazioni e le collaborazioni tra Silicon Valley e politica
  • .

Via il link trovate la strategia completa.

Quel che maggiormente (e spesso volontariamente) sfugge alla classe politica Italiana, trasversalmente, e' che la rete e' un'economia diversa, non e' una piattaforma su cui distribuire una vecchia minestra riscaldata e da condividere tra le solite mani. Nell'economie di rete c'e' il potenziale di (contribuire a) cambiare il mondo per il meglio e rendere "mercati" piu' efficaci, societa' e cultura piu' cool, me essendo un'economia diversa dotata di dinamiche ed implicazioni diverse, necessita' di modelli innovativi e aperti pensati attorno a community, mercati, e network per far si che tale potenziale si realizzi. C'e' appunto bisogno di una strategia.
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martedì, novembre 20

Kindle, Project Red Stripe, 404

Ieri ho scritto del possibile Google Magazine. Rimanendo in tema carta stampata, oggi vorrei condividere qualche commento su Kindle il nuovo gadget lanciato da Amazon per leggere libri e siti "giornalistici" (quotidiani, blog ecc..). Secondo alcuni potrebbe avere lo stesso sul mercato dei libri, che l'ipod ha avuto sulla musica.

Non credo. Come giustamente chiede Umair Haque: Kindle - e' un prodotto, un servizio o una strategia?
Come prodotto e' brutto, come servizio non va oltre un canale di distribuzione nuovo per contenuti "vecchi", ovvero poco, non molta innovazione strategica, di certo non rivoluzionario. L'ipod e' una strategia.

Qualce mese fe scrissi di Project Red Stripe una piattaforma dell'Economist per linkare esperti a progetti in paesi di via di sviluppo. Il progetto originale della community e' (per mancanza di altre parole) fallito, ma L'Economist ha lanciato un paper (pdf) con consigli per creare progetti innovativi. Quel che non e' chiaro e' se i consigli sono insegnamenti tratti dal fallimento, oppure una road map per creare un progetto che non verra' mai lanciato.

Infine un sito con simpatiche pagine 404.
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lunedì, novembre 19

RCRD LBL, Google Magazine, ancori voci Microsoft-Yahoo!

Lanciata qualche giorno fa, RCRD LBL e' una rete di etichette musicali che offrira' musica in streaming e da scaricare gratuitamente, coprendo ogni costo attraverso entrate pubblicitarie.

Sul sito si trovano gia' contenuti di "qualita'", e diversi marchi importanti (tra cui Puma e Nikon) si sono gia' arruolati. Un modello davvero innovativo, che sfrutta appieno dinamiche di economie di rete e modelli business innovativi.
Maggiori informazioni sul WSJ.

Su TechCrunch appare la notizia che Google potrebbe lanciare un magazine. Ovviamente non sara' un magazine normale: Google offrira' un servizio che permettera' a chiunque di creare un magazine personalizzato mixando contenuti web. Il servizio offrira' diverse versioni del servizio per pubblicitari, publicisti e a rivenditori.

Rivoluzionario. Ancora una volta.

Non si puo' che concordare con Umair Haque quando scrive che l'eleganza e la validitia' economica con cui Google interseca modelli d'innovazione sono impressionanti e lasciano a bocca aperta. Google va oltre al mostrare una superiorita' pazzesca sulla competizione: non si tratta di un semplice gap, ma di rendere gli altri irrelevanti, un po' come paragonare un piccolo insetto e una scarpa gigante.

Leggendo l'ennesime voci che accostano Yahoo! a Microsoft, non resta quindi che sbadigliare.
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martedì, novembre 13

Bebo Open Media

Sono appena tornato dal lancio ufficiale di Bebo Open Social. La risposta Bebo a Facebook Platform e ad Open Social (anche se Bebo ne fa parte).

In sintesi la programma permettera' a qualsiasi piattaforma media (tra i primi partner BBC, Sky, Channel 4, MTV, Last.FM e CBS) di creare un profilo su Bebo dal quale distribuire gratuitamente i propri contenuti (soprattutto video). Gli elementi piu' interessanti sono dati dal fatto che membri Bebo potranno condividere e aggiungere qualsiasi video al proprio profilo, i media potranno usare qualsiasi formato voranno e gestire qualsiasi pubblicita' nei contenuti tenendosi il 100% dei ricavati.

Quindi: un modello di distribuzione e soprattutto business per i media, la possibilita' per membri di condividere e usare contenuti legalmente e per Bebo valore aggiunto per la propria community da convertire in maggior tempo speso sul sito, e quindi maggiori entrate.

Un modello davvero innovativo. La cosa che credo sia maggiormente interessante, e' che Bebo si e' tirata fuori dalla "lotta" per conquistare gli sviluppatori, riposizionandosi invece come social media network, sfruttando appieno le proprie forze: demografica 14-20-enni che vogliono esprimersi in modo creativo e condividere media ed intrattenimento.

Per chi non lo sapesse, Bebo e' la terza social network piu' grande al mondo, con oltre 40 millioni di membri, e la piu' grande in Inghilterra, Irlanda, Nuova Zelanda e Australia. L'anno prossimo lanceranno anche una versione in Polonia. Il dato piu' interessante e' pero' il tempo che ogni utente spende in media, al giorno, sulla piattaforma: 40 minuti - piu' della somma di Facebook, YouTube e MySpace insieme.

Infine, il cibo al ricevimento era ottimo :)
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lunedì, novembre 12

Ponoko, Radical Buy

Due segnalazioni al volo: Radical Buy, interessantissima applicazione per Facebook che permette di create un "mercato" stile eBay tra reti di amici su Facebook, con l'incentivo (per "l'agente") di ricevere una percentuale dal venditore per ogni referenza che si trasforma in vendita.

Ponoko: crowdsourcing, postindustriale, personalizzazione, web 2.0 = geniale.
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giovedì, novembre 8

I veri rivolizionari sono un'altra cosa

"Here are these small bands of people who are trying to take over the world. This is so much more fun than working at a hedge fund or an investment bank."
Gideon Yu, Facebook CFO

I veri rivoluzionari sono spinti dal desiderio di cambiare il mondo. Di renderlo un posto migliore, non sono spinti dal desiderio di conquistarlo.
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mercoledì, novembre 7

Tanto rumore per nulla

Crediate davvero che Facebook ADs cambieranno il volto del branding.

Ragioniamo un attimino:

Social Ads sono cool, ma le informazioni a disposizioni su MySpace, sono maggiori, e piu' profonde, quindi rilevanti per i mercati a cui i social ads sono rivolti.

Di "project Beacon" ho scritto ieri. Ha potenziale, ma grandi rischi di privacy, probabilmente di massa critica (all'interno di una rete di amici) e alcune info. private non le vogliamo condividere con tutti i nostri amici.

Infine i profili per marchi e gruppi musicali: davvero c'e' chi vuole essere "amico" di un marchio?!; trovare amici che perche' si usa lo stesso marchio: "adoro la coca-cola, ma dai anch'io!"; i gusti degli amici (ovvero della gente con cui siamo connessi su Facebook) li conosciamo; i profili per gruppi, esistevano, ieri, su MySpace.

In sintesi credo che il modello generera' valore, certamente, ma non quanto l'attuale rumore che circonda il lancio farebbe pensare. Facebook sta cercando di impattare mercati che sono contrari alla propria natura di network, dove il valore e' integro all'efficacia con cui lega persone e contenuti dove il legame e' basato sulla fiducia. Come scritto in passato la comunanza e' soprattutto nella natura dei legami, non degli interessi. Su Facebook non voglio diventare amico di 50 Cent.
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martedì, novembre 6

La vera rivoluzione

questa sara' una vera rivoluzione, sicuramente piu' di OpenSocial, e di project Beacon potenzialmente cool, ma un'invasione di privacy che troppi pochi useranno per essere davvero rivoluzionario.

Su diversi post in passato ho scritto del valore pazzesco di MySpace, del proprio network, del valore generato da un contesto e di Branding 2.0, e credo davvero con il lancio di questo nuovo modello pubblicitario molto di quel valore sara' realizzato.
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lunedì, novembre 5

Yahoo! Kickstart - non capisco.

Yahoo! ha da poco lanciato Kickstart, in pratica un clone di LinkedIn (ma per studenti). Un'ottima strategia: "cloniamo una piattaforma che sta si sta lentamente appiattendo". Geniale. Yahoo! davvero non la capisco piu'. In quanto a LinkedIn, il lancio del LinkedIn Store e' brillante. Davvero c'e' chi girerebbe con una maglietta LinkedIn?!?

Un sito recruitment diverso: path 101, deve ancora lanciare, ma qui trovate una presentazione che ne spiega il concetto, e qui trovate un post sul blog del sito davvero interessante, sulal visione del progetto e la voglia di essere un servizio diverso, non l'ennesimo clone.
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venerdì, novembre 2

New York Times Blogrunner, Opensocial sara' un killer, ma non per motivi aritmetici

Purtroppo ultimamente ho poco tempo per scrivere, dato che sto lavorando su un progetto del quale a breve potro' parlare e scrivere. Intanto volevo condividere qualche riflessione su OpenSocial.

Ieri tutti parlavano di Facebook come la piattaforma vincente, oggi si parla di OpenSocial come il killer di Facebook. Come scritto nei giorni scorsi credo che OpenSocial sia potenzialmente rivoluzionario, ma credo anche la questione non sia aritmetica, e leggermente piu' complicata, al di la degli ovvii benefici per Google e per la communita' di sviluppatori (che potranno creare applicazioni per multeplici siti):


  • avere successo tra sviluppatori non comporta necessariamente avere successo tra i consumatori - che il comportamento di sviluppatori porti ad un comportamento diverso tra gli utenti (ad esempio a cambiare) sito: Bebo rimane un sito per teenager, Hi5 per fan del HipHop, LinkedIn una piattaforma inutile ecc..


  • un'applicazione Zombie rimane inutile anche se integrata su 20 siti


  • valore reale, che dura nel tempo, non e' generato dalla tecnologia, ma dal valore dell'applicazione, in servizi piu' efficaci, valore reale per persone e mercati veri


  • da verificare quanto saranno aperti i siti partner: un'applicazione sviluppata per OpenSocial potra' essere integrate in piu' siti, ma ancora da vedere sara' quanto accesso daranno alla propria rete i diversi siti partner: potro' accedere e usare informazioni statistiche e il "network" MySpace altrove?


  • Michael Arrington sbaglia nel dire che OpenSocial vincera' per somma di utenti: se contassero solo i numeri Yahoo! sarebbe la piattaforma vincente (rimane il sito piu' visitato al mondo, e quello che genera piu' entrate per utente): il valore economico e il profitto sono realta' molto diverse. Google docet.


  • Facebook potrebbe integrarsi ad OpenSocial



Il punto diventa quindi che OpenSocial apre le porte a potenzialita' senza precedenti (se uno inutisce le basi di economie di rete i motivi sono facili da capire), ma rimane uno strumento il cui potenziale e' nelle possibili dinamiche che potrebbe generare, ma le cui implicazioni saranno misurate da implementazioni pratiche.

Infine, vi sengalo al volo il BlogRunner lanciato dal New York Times. Molto interessante.
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MySpace C'e'

Oggi viene lanciato ufficialmente OpenSocial - Nella lista dei siti partner figura anche MySpace.
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giovedì, novembre 1

OpenSocial: screenshot, dettagli e una domanda

Ieri ho brevamente scritto di Google OpenSocial.

Qui invece trovate diversi screenshot e videocast.

Qui dettagli sul blog (non ufficiale) Google: interessantissimo, vale la pena davvero leggerlo.

Infine la domanda: MySpace ha da poco annunicato che lancera' la propria piattaforma, perche' non integrarsi ad OpenSocial? Sarebbe una mossa coraggiosa, ma dal potenziale pazzesco.
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