venerdì, novembre 17

MySpace da' voce ai condannati a morte

Sono sempre piu' frequenti frammenti del potenziale di come il Web 2.0 (e in particolare il social networking ed effetti di rete) possano avere un impatto politico e sociale (del quale parlo qui).

L'ultimo esempio lo trovo su due articoli (su Wired e Red Herring) che spiegano come diversi condannati a morte negli Stati Uniti stiano usando MySpace per comunicare le proprie opinioni al mondo (ovviamente attraverso amici e parenti dato che non dispongono di WiFi nei carceri...).

L'esempio e' diventato un caso mediatico quando Andy Kahan, Direttore dell'Ufficio Criminalita' della Municipalita' di Houston, ha scritto, e chiesto, a MySpace di rimuovere i profili, paragonando il caso a quello di diversi pedofili rintracciati attraverso il proprio profilo sul sito. In sintesi, secondo Kahan i criminali sono un cattivo esempio e quindi non devono avere uno spazio pubblico dove esprimere la propria voce.

MySpace si e' rifiutata, dicendo che i post non erano offensivi, pericolosi, ne' contravengono alcuna legge. Un esempio dalla pagina di Randy Halprin:

"3 Febbraio. Fa freddo. Passa la guardia giurata con addosso un cappotto invernale. Un detenuto gli chiede: "guardia fa freddo! Quando ci veranno date le giacce?!" - "Non fa freddo!", risponde, andandosene via. "Se non fa freddo, allora perche' porti il cappotto tu!!"

Senza entrare nel merito della questione - anche se concordo con la posizione di MySpace, che questi casi sono legalmente ben diversi da quelli di pedofilia sul sito, che MySpace sta combattendo con un nuovo sistema di sicurezza, e che finche' un post non sia criminale o offensivo, la questione legale non sussiste - non voglio nemmeno ricordare che dal 1973 ci sono stati 123 casi di persone condannate a morte e poi scoperte innocenti (sottolineo condanna, non esecuzione).

Il punto importante qui e' un altro.

Credo fortemente nel dialogo e nel dibattito, nel ruolo dell'informazione come valore fondamentale per dare a chiunque la possibilita' di sviluppare una propria opinione, che sia onesta e piena. Penso quindi che questa storia sia positiva soprattutto perche' stimola un dialogo attorno alla pena di morte e alla condizione nei carceri, e contribuisce a tale discussione mettendo sotto la luce del sole, informazioni, opinioni e voci diverse, anche discordanti, ben vengano la diversita' di vedute e le stecche nel coro.
Fatti e voci differenti sono vitali a processi di cambiamento, miglioramenti sociali e civili e in una dialettica costruttiva, soprattutto se si vanta di essere libera e democratica.

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lunedì, novembre 13

"Social Network" vs. "Social Groupware"

E' facile perdersi navigando una delle social networks piu' popolari, come MySpace, Bebo, Orkut e YouTube - ci sono centinaia di migliaia di utenti, spesso con interessi e contenuti da condividere molto diversi. L'esperienza puo' essere caotica. Sono piattaforme che coprono tematiche molto ampie, un aggregazione di micro-realta' all'interno di uno spazio centralizzato.
Da un lato e' proprio questo il valore di una social network: la possibilita' di scoprire contenuti e interessi nuovi, creare legami tra tematiche sovvraposte e condividere contenuti attraverso dinamiche di rete, con tutte le implicazioni di cui tanto volte ho scritto su questo spazio. Va anche aggiunta la considerazione che per quanto ampie, le social network piu' popolari intersecano con tematiche/mercati/interessi definiti, per esempio MySpace-Musica e Intrattenimento, Orkut-uomini Brasiliano, Bebo-musica e "teens" soprattutto Inglesi, FaceBook-studenti universitari ecc...

Detto cio' una mailing-list per i fan di Chewbacca rimane piu' definita. Una mailing list e' un esempio di "Groupware" (definizione che ho scoperto su Read/Write Web), uno spazio ed una serie di strumenti per interagire, lavorare o condividere informazione ed opinione attorno ad un'interesse molto specifico.

Una trend emergente e' la nascita di "Groupware sociali", ovvero i principi di una social network applicati alla ragion d'essere di un groupware. La tendenza e' molto importante soprattutto perche' circa il 70% di navigatori web preferisce contenuti di nicchia a reti generiche.

Un esempio di "Social Groupware" e' Commongate, una piattaforma che aggrega comunita' online attorno a tematiche specifiche, e al tempo stesso offre la possibilita' a gruppi di sviluppare e sviluppare un proprio community blog (un esempio).

Un altro esempio e' Crispy News una piattaforma che permette di creare un proprio aggregatore alla Digg o come OKNotizie.
E sotto certi aspetti lo e' Ning, una piattaforma che permette di creare il proprio YouTube o Flickr.

Credendo molto nella teoria della "Lunga Coda" credo che il concetto abbia molto potenziale. MA. C'e' un ma importante - a condizione che si creino funzionalita' ed un'esperienza rilevante per l'utente che sono specifiche alla nicchia con cui s'interseca. L'offerta deve quindi essere adattabile per essere efficiente.
Il rischio, altrimenti, e' di creare una social network con sembianze "tradizionali" (profili, forum, tags ecc...) applicandovi l'etichetta di turno: social network per surfisti, social network per amanti di rane, social network per fiorai, social network per interisti gia' magiorenni l'ultima volta che vinsero lo scudetto ecc... ovvero spazi privi di valore aggiunto ed unicita'.

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